Il volume presenta una sintetica introduzione alla filosofia politica attraverso i concetti, i problemi e le principali teorie. Nel testo vengono presentate tre fondamentali paradigmi del pensiero politico: il paradigma della polis (Platone e Aristotele), quello del contratto sociale (Hobbes, Locke, Rousseau, Kant), e quello della dialettica fra stato e società (Hegel, Marx, Constant, Tocqueville e Mill). Accanto ai tre fondamentali paradigmi vengono presentati alcuni concetti politici ancora oggi fondamentali: libertà e liberalismo, socialismo e democrazia, delineando una panoramica delle principali opzioni teoriche, da Rawls a Habermas, che si contendono il campo nella discussione contemporanea di filosofia politica.
Quest'opera tenta un approccio nuovo alla filosofia tardo-medievale indagando su una categoria specifica di destinatari dei testi filosofici: i laici, che la storiografia classica sul pensiero medievale ha finora trascurato. Il saggio di Imbach si propone innanzitutto di mostrare che non solo esisteva nel Medioevo una filosofia per i laici, ma vi erano anche dei veri e propri filosofi laici. È alla luce di questa problematica più generale che la filosofia di Dante Alighieri viene quindi esaminata da più punti di vista, quali la filosofia del linguaggio e la politica.
GLI AUTORI
Ruedi Imbach è docente di Storia della filosofia medievale e di Ontologia presso l’università di Friburgo in Svizzera.
Questo libro segna una tappa importante per il ripensamento della figura di Socrate, in modo particolare per quanto concerne la problematica metodologica. A esclusione delle altre fonti, Santas si serve di Platone per fare chiarezza sulla struttura elenctica del ragionamento di Socrate, la quale costituisce non solo la chiave di volta del suo pensiero e della sua missione, ma anche un asse portante della filosofia greca e occidentale. Per comprendere bene questo punto, Santas non esita a richiamare l’analisi logica delle domande di Benalp e le regole di inferenza e di quantificazione di Copi, evidenziando in tal modo lo scheletro logico-formale dei ragionamenti socratici. Ma anche l’anima del Socrate cittadino ateniese e politico, così come la sua natura di vero filosofo morale, assertore di dottrine etiche rivoluzionarie nell’Atene del V secolo a.C., vengono messe in luce e analizzate con grande attenzione. Ne risulta un’interpretazione vigorosa e promettente dei metodi e delle argomentazioni usate da Socrate nei “Dialoghi giovanili di Platone”, in grado di fornire un punto di vista originale e rigoroso sui temi affrontati, e caratterizzata da una cura per il dettaglio eguagliata da ben pochi studiosi dello stesso campo.
Gerasimos Xenophon Santas insegna Filosofia nell’Università della California. Tra le sue opere: Aristotle on Practical Inference, the Explanation of Action, and Akrasia (1969); Two Theories of Good in Plato’s Republic (1984); Goodness and Justice: Plato, Aristotle, and the Moderns (2001); in traduzione italiana, Platone e Freud: due teorie dell’eros (Bologna 1990).
Tornare a filosofi come Gorgia e Parmenide implica una riscoperta, nella loro versione aurorale, delle categorie che hanno poi dominato il pensiero sino a oggi. Sotto le chiose rivelatrici di Colli, ogni pensatore entra in una rete di rapporti storici e epistemologici mobile e imprevedibile. Così Gorgia, anziché modello della "sapienza apparente" e "non reale" usata da "ingannatori" nemici dei filosofi, è un sofista nell'eccezione di "fisiologo" e di "fisico", e dunque capace di elaborazioni profonde ed eleganti, che culminano nella celebre tesi della "reductio ad impossibile". Quanto a Parmenide, Colli ne ripercorre le vertigini ontologiche indagando aspetti noti e nel contempo prospettando accostamenti arditi e illuminanti.
Crogiolo dell'integrazione fra mondo classico e arabico, la Penisola iberica è stata poi ponte verso le Americhe. Il volume illustra questa complessa cultura, quella dell'America prima dello scontro-incontro, le conseguenze di questo avvenimento, da cui l'Occidente non potrà più prescindere.
In "Nichilismo ed emancipazione" Gianni Vattimo cerca la via per pensare la politica, l'etica e la giustizia dopo il tramonto della metafisica e la fine delle ideologie, quando non sono più concepibili princìpi immutabili e diventa necessario costruire le leggi attraverso il consenso e la negoziazione. Solo così è possibile sfuggire alla polarizzazione tra un pluralismo che si identifica sempre più con la cultura del supermercato e la ripresa dei fondamentalismi, familistici o etnici, religiosi o comunitaristici.
In questo volume, Carla Danani raccoglie la sfida gadameriana di tornare alle riflessioni dei Greci per rilanciare l'interrogazione filosofica, intrecciando questioni teoretiche e temi di storia della filosofia antica. Il suo studio non si propone tanto di confrontare le interpretazioni gadameriane con i testi degli antichi, né con altre loro interpretazioni, quanto, piuttosto, di raccoglierne le cospicue provocazioni teoretiche. Da ciò deriva non solo una luce nuova alle parole antiche, ma la riproposizione in chiave ermeneutica di temi decisivi della riflessione filosofica.
Gregory Vlastos ha avuto il merito di inquadrare in una prospettiva autenticamente ermeneutica gli studi su Socrate, affrancando il suo pensiero, così determinante per la storia della filosofia occidentale, dalle fuorvianti deformazioni di carattere teorico e dalle esagerazioni scettiche di una filologia ipercritica. Socrate non ha mai smesso di vivere e di parlare nei Dialoghi giovanili di Platone, in cui è possibile rintracciare la sua peculiare dottrina, scandita e supportata da un metodo altrettanto specifico, l’elenchos. Gli Studi socratici di Vlastos restituiscono i punti nevralgici del pensiero e della personalità di Socrate, a partire dal suo metodo di ricerca elenctico, analizzato nei presupposti logici e dialettici, fino al suo controverso disconoscimento della conoscenza, di cui viene offerta un’interpretazione che non esiteremo a dire conclusiva. Evocando infine la possibile fede politica che avrebbe animato il figlio di Sofronisco nel tempestoso V secolo ateniese, queste raffinate analisi trovano un’eco suggestiva quanto attuale nell’epilogo Socrate e il Vietnam, che ricorda i limiti così umani dell’imponente figura del filosofo greco, come anche la silenziosa grandezza dello studioso Vlastos, che al pensiero di Socrate dedicò gran parte della sua attività di ricerca.
La carriera accademica di Gregory Vlastos (1907-1991), iniziata in Canada, si è svolta in alcune tra le più prestigiose università degli Stati Uniti da Cornell a Princeton. Tra le sue opere ricordiamo: “Plato’s Protagoras (New York, 1956)”; “The Philosophy of Socrates. A Collection of Critical Essays” (Garden City, 1971); “Platonic Studies” (Princeton, 19812); “Socrates: Ironist and Moral Philosopher” (Cambridge-Ithaca, 1991).