Il vescovo-teologo più noto d’Italia propone una lettera sulla confessione e le sue motivazioni. I dieci capitoletti vanno dalla domanda radicale sul perché confessarsi, a quella sul perché confessarsi da un prete, fino alla gioia della vita nuova nello Spirito. Segue una lectio divina sulla parabola del figliol prodigo di Luca 15, 11-32.
Bruno Forte, nato a Napoli nel 1949, sacerdote nel ’73, dottore in teologia nel ’74 e in filosofia nel ’77, è stato a lungo titolare della cattedra di teologia dogmatica nella Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale. Ha trascorso lunghi periodi di ricerca a Tubinga e a Parigi. Ha tenuto lezioni e conferenze in molte università europee e americane, e corsi di aggiornamento e di esercizi spirituali nei vari continenti. Delle sue opere (molte delle quali tradotte nelle più importanti lingue del mondo) la principale è la Simbolica Ecclesiale, pubblicata dalle Edizioni San Paolo in otto volumi tra il 1981 e il 1996. Il 26 giugno 2004 il Santo Padre lo ha nominato arcivescovo metropolita di Chieti-Vasto. Nel 2005 è stato eletto Presidente della Commissione Episco pale per la Dottrina della Fede, l’Annuncio e la Catechesi della Conferenza Episcopale Italiana.
Nella seconda metà del Novecento, Arturo Paoli è un protagonista della vita ecclesiale italiana. Vice assistente nazionale dell’Azione cattolica, lotta per una Chiesa più autentica e spirituale. In breve, è uno degli antesignani del Vaticano II. Tra il 1960 e il 1988, divenuto sacerdote dei Piccoli Fratelli di Charles de Foucauld e trasferitosi in America Latina, intrattiene una corrispondenza con Adele Toscano di Viareggio, sua confidente ed amica, da tempo gravemente ammalata.
Dopo i primi anni le lettere si fanno sempre più confidenziali; l’amicizia si rafforza e diventa un momento molto importante nella vita di fratel Arturo. È per questo che le lettere ne rivelano il volto più vero e consentono di cogliere le sue riflessioni religiose, i suoi giudizi sulla Chiesa e sul mondo.
Arturo Paoli nasce a Lucca il 30 novembre 1912. Entra in seminario nel 1937 e viene ordinato sacerdote nel giugno del 1940. Tra il 1943 e il 1944 partecipa alla Resistenza. Nel 1949 viene chiamato a Roma come vice assistente nazionale della Gioventù di Azione cattolica. Un mese prima dell’esplodere della «crisi Rossi», Arturo Paoli riceve l’ordine di lasciare Roma. Dopo alterne vicende matura così, alla fine del 1959, la decisione di approdare definitivamente in America Latina. Divenuto Piccolo Fratello, Arturo Paoli si impegna in prima persona a favore dei poveri e dei diseredati, sia attraverso il suo lavoro nelle diverse Fraternità sudamericane dei Piccoli Fratelli, sia con le sue numerose pubblicazioni. Nel 1987 decide di trasferirsi a Foz do Iguaçú, nel sud del Brasile, dove risiede tuttora. Il 29 novembre 1999 nell’ambasciata di Israele a Brasilia ad Arturo Paoli è stato conferito il titolo di «Giusto tra le nazioni», che il governo israeliano assegna a persone che si siano particolarmente distinte nella salvezza degli ebrei durante la Shoah. Paoli ha pubblicato una dozzina di libri tra i quali ricordiamo; Camminando s’apre cammino, Cittadella; Della mistica discorde, La Meridiana; La gioia di essere liberi, EMP; Quel che muore, quel che nasce, Sperling Paperback.
Un testo sul palcoscenico della tragedia nella psicoanalisi. Nel pensiero dei greci l'irrazionale non rappresentava un limite alle spiegazioni razionali, ma si costituiva come loro condizione necessaria, e in nessun luogo come sull'antica scena tragica, irrazionale e razionale, umano e divino, immanente e trascendente, si sono intrecciati in modo cosi stimolante e fertile. Piu che smorzare le contraddizioni, i poeti tragici seppero trarre da esse la maggior tensione conoscitiva possibile, facendo della problematicita della condizione umana il perno della condizione stessa del pensare, sentire e vivere. Il palcoscenico tragico e una piattaforma gettata universalmente tra il conscio e l'inconscio e Freud ha utilizzato il mito di Edipo come una metafora dell'irrazionale tragico, per farne un simbolo non solo della psicoanalisi ma di tutte le forze inconsce che sfuggono alla nostra comprensione e spesso governano o distruggono la nostra vita.
Un libro di psicoanalisi sulle cure di bambini. Non Psicoanalisi di bambini" o "Psicoterapie di bambini", ma "Cure". E non solo perche il termine "cura" e utilizzato spesso nei testi degli psicoanalisti francesi. Qui, collocato nel titolo, permette di lasciare aperte tutte le questioni che verranno affrontate nel libro: quale sia la sostanza del lavoro che l'analista e il bambino compiono insieme, quale la differenza rispetto all'analisi degli adulti, quale la natura dell'incontro, quali le attese dell'analista nell'occuparsi di un bambino...Ma non solo un analista e un bambino. Laurence Kahn e questi bambini: Julie, Irene, Agnes, Adele, Muriel, Rene, Luc e infine Samuel al quale spetta il compito di concludere il libro e che, in sole due pagine, ci prende come se lo conoscessimo da sempre. Che cosa fa si che questi bambini ci diventino cari e familiari? Credo che cio dipenda dalla particolare capacita dell'autore di introdurci prima di tutto sulla scena analitica... "
Gli autori propongono il concetto di configurazione isterica come unita elementare di base, rintracciabile nella infinita dei quadri biblici e nei movimenti continui dei percorsi terapeutici. L'isteria ha una caratteristica singolare: sul piano della teoria appare un quadro netto e definito nei suoi aspetti dinamici e descrittivi; nella clinica, invece, e sempre per definizione sfuggente e si colloca ai confini di ogni altro quadro clinico. Gli autori propongono il concetto di configurazione isterica come unita elementare di base, rintracciabile nella infinita dei quadri clinici e nei movimenti continui dei percorsi terapeutici. Le configurazioni isteriche del Se sono sostenute da particolari modalita di dissociazione, di cui la conversione o la rimozione sono solo possibili esiti. La dissociazione e dispositivo complesso, differenziabile in relazione alla struttura che lo attiva e all'oggetto su cui interviene, mentre molto spesso, nel linguaggio della clinica, risulta concetto generico, sinonimo di scissione, frammentazione, ecc. Riferito soprattutto al campo delle psicosi.
Questo primo volume contiene i sermoni predicati da Isacco della Stella alla propria comunità monastica dalla Settuagesima alla Pentecoste, partendo dalla lezione scritturistica proposta dalla liturgia per quelle feste. Bouyer ha scritto di lui: "Ha il dono di uno stile agli antipodi rispetto a quello di san Bernardo, ma non meno splendido. Le sue visioni metafisiche o teologiche si esprimono in antitesi mirabilmente bilanciate, che hanno qualcosa di poetico. Oppure si lancia in vasti periodi armoniosamente punteggiati di immagini splendide, veri poemi in prosa. Attraverso tutto ciò appaiono impreviste espressioni di una umanità gustosa e di una familiarità inattesa".Il testo dei sermoni è preceduto da una Introduzione, piuttosto ampia, che situa Isacco nel suo contesto storico, ne fa emergere con puntuale analisi le caratteristiche, la sua sete di Dio e la grande intuizione spirituale, il suo essere radicale nelle esigenze della vita monastica e insieme ricco di dolcezza verso i suoi monaci.
La paura condiziona molte delle nostre scelte e dei nostri comportamenti. Smascherarla significa vivere con libertà e con verità. Un libro di poche pagine ma che offre alcune griglie per riconoscere la paura e le sue maschere. Francesca Bisogno risiede a Roma. Nella collana "Note di psicologia" ha pubblicato: "Prendi in mano la tua vita!" (2002), "Una fede che trasforma" (2000), "La gioia dietro la porta" (2001), "Dieta per un cuore libero" (2002), "Amare è sempre possibile" (2003), "Le note della personalità" (2004).
La solitudine accompagna ogni stagione della vita, anche se in alcuni momenti sembra più difficile gestirla. L'Autore indica nell'ascolto profondo di sé e nell'impegno quotidiano di dare senso alle piccole e grandi occasioni della vita la strategia vincente e, di conseguenza, la possibilità di godere la serenità e la gioia.
Basandosi sul Nuovo Testamento, l'Autore offre alcune proposte di meditazione per sacerdoti; i diversi aspetti del ministero sacerdotale vengono focalizzati a partire dalla quotidianità in cui si esprime la missione del prete a servizio della comunità ecclesiale.
L'autrice, D. Palumbo, narra in forma di diario, il cambiamento di personalità di fronte alla trasformazione del proprio corpo, e il cammino di "recupero" della propria identità più vera. Eleonora si confida in un diario e a tratti nel blog, creato insieme a una sua coetanea, dove mette le sue foto e spesso ne inventa i testi, creandosi la nomina di "ragazza facile". Il blog registra la sua crisi adolescenziale e la fase decisiva. Un commento secco, cinico, aggressivo di un autore anonimo, scritto proprio nel blog la notte del suo quindicesimo compleanno, la interrogherà nell'intimo e la metterà in crisi, richiamandola alla sua identità più profonda che va ben oltre il fascino del suo corpo: "Chi diavolo sei tu, Eleonora?". Scoprire il vuoto che ha intorno e dentro di sé, la farà sprofondare in un senso di solitudine da cui risorgerà anche con l'aiuto della madre-grillo parlante che ha vegliato e, intelligentemente, atteso quel momento di perdita di senso nel quale inserirsi aiutandola, e anche con quello del "commentatore" anonimo del suo blog che altri non è se non il suo amico Simone, innamorato di Eleonora fin da quando lei era ancora un brutto anatroccolo. Pagine di diario che diventano una finestra sul mondo interiore di un'adolescente dei nostri giorni: le sue crisi, la sua ribellione, e soprattutto la sua ricerca di identità. Interessante l'aggancio con l'Agesci, l'associazione vicina al mondo degli adolescenti.
Il libro di C. Taverna racconta le vicende di un'adolescente, Ilaria, che sul suo diario annota la cronaca delle sue vacanze che ricorderà per sempre poiché proprio quell'estate saprà che i suoi genitori si separeranno. Ilaria è una ragazza come tante adolescenti di oggi, con un linguaggio tipico e dai rapporti sociali multipli, più o meno radicati: in particolare ha un'amica del cuore e un ragazzo che l'ha ingannata ma del quale è ancora innamorata. Il titolo Perché mi fate questo? rende l'idea della rivoluzione che il divorzio dei suoi genitori provoca dentro Ilaria, che perde fiducia e sicurezza. L'autrice racconta proprio il grande vuoto con il quale una ragazza adolescente deve fare i conti di fronte a un dolore così grande come la fine del matrimonio dei genitori. La separazione dei genitori è ormai molto comune oggi. I ragazzi adolescenti, alle prese con la costruzione della propria identità, si ritrovano spiazzati dall'evento che sentono come un tradimento. Questo accade alla protagonista del testo. La comprensione di ciò anche da parte dei genitori può essere utile non solo per il ragazzo/a ma anche, appunto, per gli adulti separati. Crescere insieme, l'associazione partner del libro, è motivo di interesse per chiunque voglia approfondire l'argomento. Età di lettura: da 12 anni.
Il sussidio pastorale è stato preparato dalla CEI (Ufficio liturgico naz. Ufficio catechistico naz. - Ufficio naz. Per la pastorale della famiglia Servizio naz. Per la pastorale giovanile) per offrire indicazioni circa l'utilizzo pastorale del nuovo Rito del matrimonio. Argomenti dei vari capitoli:- La celebrazione del matrimonio e la vita della famigliaAnnunciare il Vangelo del matrimonio e della famiglia- Celebrare il matrimonio sacramento- Dalla celebrazione sacramentale alla vita. Alla fine il sussidio riporta Percorsi biblici con schede.