Edith Bruck, poetessa e scrittrice, ha vissuto sulla propria pelle l’orrore dei lager nazisti. Andrea Riccardi, storico, le guerre le ha studiate e poi le ha conosciute da mediatore per la pace. Diversi per generazione, radici culturali e religiose, entrambi hanno però conosciuto il male. A partire dal racconto delle loro esperienze, prendono avvio in queste pagine riflessioni lucidissime su cosa sia il male, su come possiamo affrontarlo e sulla necessità di non rassegnarci ad esso. Un appello oggi più che mai necessario. Due modi diversi di testimoniare cosa è il male, con una sensibilità rara, nella costante speranza in una umanità migliore, e nella convinzione che anche nelle stagioni più cupe si debbano e possano trovare delle luci.
«Abbiamo cercato di considerare Hitler un condensato, o se si preferisce come il catalizzatore di forze che si sprigionano dalla vertiginosa mutazione di quei sistemi economici, sociali e cognitivi che costituiscono l’Europa - in particolare l’Europa di mezzo - tra la fine dell’Ottocento e la Grande Guerra e che hanno trasformato il continente, le sue modalità di ‘gestire’ le masse umane, di nutrirle, guidarle, controllarle e di pensare la dimensione politica. Ciò che si delinea è quindi la storia di un uomo, di un destino, ma anche, per suo tramite, di un oggetto che abbracciò l’Europa e che si autodenominò ‘Terzo Reich’. Nel destino di quest’uomo si mescolano infatti militantismo frenetico, speranza imperiale, conquista dell’Europa, guerra ripugnante, inaudito genocidio.» I fallimenti personali e i successi politici, le ossessioni folli e il pragmatismo freddo del più temuto dittatore del Ventesimo secolo.
Durante la mia vita ho fatto molte battute scherzose e raccontato tante storielle ad amici, conoscenti e colleghi di lavoro, ma sempre occasionalmente. Fino a che qualcuno non mi ha detto: "Ma perché non scrivi un libro?" Ed è quello che ho fatto. Quest’opera racconta tante battute inedite, pensieri e barzellette più o meno divertenti e lo fa mentre ripercorre e parla di alcuni periodi della mia vita. Da un lato, la mia personale inclinazione per fare battute scherzose ha tratto beneficio dalla mia lunga frequentazione degli scanzonati e spesso irriverenti ambienti triestini. Dall'altro lato, la vita che ho trascorso per lunghi periodi come lavoratore pendolare durante la mia attività di ricercatore geofisico mi ha dato opportunità e stimoli per fare nuove battute e giochi di parole divertenti. L’opera parla di questi aspetti ed esamina il significato delle storielle raccontate commentando anche i procedimenti mentali usati per crearle.
L'Autore
Nato nel 1952 a Gorizia, dove risiede, ha svolto attività di ricercatore geofisico per oltre 35 anni. È autore di numerose pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali e di monografie su temi scientifici. Attualmente è congedato in pensione, ma continua a dedicarsi alla produzione scientifica. Oltre agli studi di geofisica, tra le sue passioni ci sono i giochi matematici, i giochi di parole e gli indovinelli. E infine, le barzellette.
È da studente a Stanford che Peter Thiel getta le fondamenta di un potere nuovo, basato su reti, influenza culturale e capitale strategico più che sulla visibilità pubblica. Filosofo e giurista, cofonda PayPal ed è tra i primi a scommettere sul dominio tentacolare di Facebook e Airbnb. Con Palantir trasforma i dati nell’infrastruttura strategica del nostro tempo: dall’analisi dei sistemi sanitari alla sicurezza e sorveglianza basate sulla predizione dei crimini (stile Minority Report), fino ai teatri di guerra come Gaza. Questo libro racconta l’uomo dietro un disegno politico preciso. L’investitore che per primo sostiene Donald Trump rompendo il fronte progressista della Silicon Valley e che fa di J.D. Vance il suo capolavoro, guidandolo da sconosciuto di provincia ai vertici della Casa Bianca. Anticonformista, giocatore di scacchi, ossessionato dal rapporto tra libertà e potere e dal sogno di superare i limiti della vita umana, Thiel fa della politica lo strumento con cui prova a cambiare regole ed élite. Attorno a lui si muove una cerchia ristretta di imprenditori, finanziatori e figure chiave dell’establishment che, lontano dai riflettori, decide il futuro del capitalismo tecnologico e della destra americana. L’obiettivo è ridisegnare la mappa del potere nel dopo-Trump.
Nel volume si sviluppa la riconsiderazione di caratteri e valori tanto dell’idea della «Res Publica» quanto delle sue tradizioni nella storia euro-americana. Muovendo dal Risorgimento nazionale si affrontano le sfide del tempo presente, con le crisi delle democrazie e del processo di integrazione europea. Rappresentazioni e percezioni della Repubblica nella storia d’Italia sono rilette attraverso il "tempo lungo" della storia delle Repubbliche (Stati Uniti, Francia e Germania). Con un approccio storico di carattere comparativo e interdisciplinare, si riflette sui linguaggi della cittadinanza e del costituzionalismo civile nell’influenzare i costumi pubblici e i linguaggi del patriottismo repubblicano (idee e valori, poteri e istituzioni, narrazioni e luoghi di memoria, simboli e rituali). Con il costituzionalismo civile e la comunicazione politico-istituzionale, il ruolo del capo dello Stato rappresenta uno dei temi trasversali nei saggi raccolti. Si evidenzia il contributo innovativo degli studi storici nell’indagarne le funzioni di integrazione dell’identità nazionale e di diffusione della memoria pubblica.
Questo libro si rivolge a chiunque abbia fatto esperienza della malattia nell'arco della propria esistenza o a chi ne sia stato in qualche modo coinvolto. Si rivolge, quindi, a tutti. Di qui la domanda stringente dell'essere umano sul perché del dolore, della sofferenza e del male. Con Giobbe, Paolo, ma soprattutto attraverso l'incontro di Gesù con i malati - L'indemoniato di Gerasa, I lebbrosi, L'epilettico indemoniato, La donna guarita, Il buon samaritano, Il paralitico di Cafarnao, Il cieco nato, Maria di Magdala... - gli Autori mostrano che la Bibbia è sempre una risposta sapiente alle domande esistenziali dell'uomo e della donna. Comprendere questi interrogativi è una preziosa indicazione per essere "prossimo" a chi è malato. Di più: è una rivelazione, uno sguardo alternativo sulla realtà umana.
La sera del 4 ottobre 1883 il viaggio inaugurale dell'Orient Express segnò nell'immaginario collettivo l'inizio di un'epoca di felicità e modernità, la Belle Époque, e il passaggio tra il "lungo Ottocento" e la nascente società di massa. Fu un periodo di progresso e di sviluppo che trovarono dovunque un riscontro sfolgorante, nell'arte, nella scienza, nel cinema degli albori. Come racconta il volume, però, sia in Italia che altrove, gli anni scintillanti dell'operetta, del café chantant e dei primi viaggi di piacere furono contrassegnati anche da brucianti contraddizioni e dolenti riforme mancate. Nell'Italia giolittiana, lo squilibrio fra Nord e Sud divenne una frattura, l'esodo dei migranti verso le Americhe fu un'inarrestabile piaga sociale e la contagiosa febbre imperialistica fece da sfondo a una pace illusoria, che tutti credevano non dovesse finire mai. E invece finì: il 15 aprile 1912, il tragico naufragio del Titanic, la nave più bella, più tecnologica e allora considerata inaffondabile, infranse l'ignara fiducia nel progresso interminabile mentre intanto il primo conflitto mondiale, la guerra più luttuosa e dolorosa di quelle mai combattute, era già all'orizzonte.
Tra il 1969 e il 1975 l'Italia visse una delle stagioni più turbolente della sua storia recente: un periodo attraversato da violenze politiche, terrorismo e tentativi di golpe. In quegli stessi anni prendevano forma le nuove Regioni a statuto ordinario, impegnate a definire il proprio ruolo all'interno dell'assetto istituzionale repubblicano. Il volume ricostruisce, per la prima volta in modo organico e sulla base di un'approfondita ricerca, la storia quasi dimenticata delle Commissioni speciali d'inchiesta sui problemi del neofascismo, istituite tra il 1974 e il 1975 da numerosi Consigli regionali. Attraverso documenti, dibattiti e testimonianze, si mostra come queste Commissioni si fecero interpreti di una diffusa preoccupazione democratica, indagando la violenza neofascista nei territori, i suoi riferimenti culturali e i suoi legami internazionali. Strumento di conoscenza e insieme di mobilitazione, le Commissioni regionali d'inchiesta rappresentarono un esperimento politico e istituzionale inedito: una risposta dal basso alla minaccia eversiva, ma anche un momento di affermazione del ruolo delle Regioni nella difesa dei valori antifascisti e della Costituzione.
I campi di esplorazione di Modulazioni della risonanza, il secondo volume dedicato all’esperienza musicale, sono essenzialmente tre: la riflessione sull’apporto culturale, non solo religioso, di una teologia della musica; gli approfondimenti della qualità musicale, non solo canora, della liturgia; gli sviluppi della qualità formativa, e non meramente ricreativa, dell’esperienza musicale, sia nel campo dell’educazione generale sia nell’ambito della pedagogia speciale. Il libro mette complessivamente in evidenza il paradosso di un campo dove, per una volta, si notano ottimi spunti teorici e imbarazzante mediocrità delle retoriche e delle pratiche.