Profughi, rifugiati, migranti: sono diverse le denominazioni con cui vengono indicate le persone che, attraverso il Mediterraneo, hanno raggiunto fortunosamente il nostro Paese per sfuggire a guerre e povertà. Ma per don Nandino e le cinque mamme che si prendono cura di loro sono semplicemente «i figli del mare». Per Amadou (dal Gambia), Festus (dalla Nigeria), Moussa (dal Mali), Ousain (dal Senegal) e Mady (dal Burkina Faso) si sono spalancate le porte della canonica, ma soprattutto si è aperto il cuore del parroco e delle cinque donne che li aiutano a vivere una vita più dignitosa. I giovani migranti raccontano le loro storie in prima persona, alternate ai pensieri e alle riflessioni di don Nandino e delle cinque donne (tra cui l'autrice) che, madri di ragazzi cresciuti nel benessere della nostra società, si trovano a fare confronti sulla diversità dei destini e l'uguaglianza delle aspirazioni a una vita «normale» che dividono e al tempo stesso uniscono i loro figli a questi «figli del mare».
Rivisto dall'Autrice alla luce della versione della Bibbia CEI 2008, questo volume di lectio divina sui salmi - pubblicato nel 1980 e rieditato nel 1997 - è presentato in una nuova edizione. Nato dall'esperienza di una comunità monastica in preghiera con gli ospiti che frequentano il monastero benedettino dell'Isola di San Giulio, il testo presenta alcuni salmi distribuiti, oltre che nel tempo Ordinario, nei tempi forti: Avvento, Natale, Quaresima, Pasqua. Una proposta di preghiera e riflessione che dà spazio alla «sapienza del cuore» e vuole essere di aiuto a quanti - consacrati o laici - desiderano pregare i salmi, camminare nel tempo, trasfigurando con la fede le vicende del quotidiano e della storia.
Il volume prende in considerazione il pontificato di Francesco dal punto di vista dei gesti da lui compiuti. Attraverso le azioni concrete del suo pontificato, Francesco sta davvero scrivendo un'«enciclica dei gesti». E tali gesti sono magistero a tutti gli effetti, non semplici atteggiamenti che suscitano simpatia. È questa la tesi sostenuta dall'autore nei quattro capitoli in cui si articola il libro: 1) I gesti della quotidianità («Fratelli e sorelle, buonasera», le telefonate «private», la residenza a Santa Marta significano: il Papa è «uno di noi»; 2) I gesti della carità e della misericordia: dai Venerdì della Misericordia alle visite in luoghi simbolo della sofferenza, sono i gesti che colpiscono maggiormente l'opinione pubblica; 3) I gesti pastorali classici: Anno della Misericordia, Sinodi sulla famiglia, riforma della curia, ecumenismo ecc.; 4) I gesti della comunicazione: le numerose interviste, il linguaggio creativo, l'omiletica di Santa Marta, i selfie con i giovani, l'uso dei social.
Dopo una sintetica presentazione del Vangelo di Marco, fatta da un biblista, il testo si sviluppa - come il precedente su Matteo - in una trentina di capitoletti partendo da un brano del Vangelo di Marco. Il criterio di fondo è che davanti al testo biblico occorre rovesciare la prospettiva: non siamo noi a leggere il testo, ma è il testo che ci legge. Ci troviamo di fronte a uno specchio nitido che ci mostra con semplicità chi siamo. La nostra vita è come un mare attraversato da tempeste; e noi abbiamo paura di non farcela. Ma la Parola ci guida. Una lettura esistenziale di Marco: il linguaggio svelto e immediato, una visione acuta e propositiva, ci immettono nel progetto di Dio.
Ci sono tanti modi per aiutare i bambini al catechismo a scoprire cos'è un anno liturgico, quali sono le sue caratteristiche, i colori specifici ecc. Questo sussidio lo fa attraverso il gioco dell'oca. Fornendo un tabellone e una serie di pedine da ritagliare, i giocatori (bambini o ragazzi e catechisti) potranno, casella dopo casella, giocare da soli e in squadra, rispondendo a una serie di domande e cimentandosi in alcune prove per scoprire, passo dopo passo, tutto l'anno liturgico e le sue caratteristiche, i sacramenti e tutto ciò che come cristiani nell'anno liturgico celebriamo. I destinatari privilegiati sono i bambini della fascia dell'iniziazione cristiana: dai 7 anni in su. Ma attorno a un gioco da tavolo amano radunarsi, tutti piccoli e grandi (ragazzi, famiglie e catechisti). Età di lettura: da 7 anni.
La storia di Betsabea, narrata nel Secondo libro di Samuele, è raccontata da Maria a Gesù il giorno prima dello Yom Kippur, la festa del grande perdono. Betsabea è la bella moglie di Uria l'hittita, fedele soldato del re Davide. Quest'ultimo si innamora di lei e la seduce. Quando apprende che è incinta, cerca di addossarne la responsabilità a Uria ma, falliti i tentativi, lo fa uccidere. Venuto a sapere tutto ciò, il profeta Natan induce Davide al pentimento. Tuttavia il neonato morirà. In seguito Betsabea diventerà la madre del re Salomone. Il racconto evidenzia che Davide è il re che sa chiedere perdono a Dio (sono citati alcuni versetti del Salmo 50/51); che Dio perdona e un peccato perdonato rinnova la vita. Inoltre che la bellezza è un dono di Dio e come tale va trattato. Alla fine della storia si sottolinea che Maria, come Betsabea, custodisce il progetto di Dio sul figlio e darà avvio alla missione di Gesù durante le nozze di Cana. Età di lettura: da 8 anni.
l libro propone dodici filastrocche e altrettanti lavoretti, con protagonisti gli angioletti, per accompagnare i bambini durante l'anno. Per ogni occasione c'è una filastrocca seguita dal procedimento per realizzare un'attività manuale: una giostrina di angioletti per la nascita, un segnalibro per quando si va a scuola, una maschera per carnevale, un portatovaglioli per Pasqua, una collana di angioletti per la festa della mamma, angioletti per le dita per giocare con gli amici, palline per l'albero di Natale e così via. Età di lettura: da 6 anni.
Nel medioevo si riteneva che la donna fosse esclusa dal sacerdozio perché inferiore all'uomo per natura e quindi non adatta a un ministero direttivo. Dio crea la donna perché sia di "aiuto" all'uomo, ciò comporta che la donna non abbia una identità autonoma, ma è in funzione dell'uomo. Per secoli questa è stata la fede indiscussa di tutta la cristianità. Poi il vento della modernità ha spazzato via queste false certezze. Pur crollato il fondamento dell'inferiorità della donna, l'esclusione dal sacerdozio rimane. Si trova un altro fondamento: la metafora nuziale tra Cristo uomo-sposo e la Chiesa donna-sposa, quindi il ministro che agisce in persona Christi deve essere uomo-maschio. A parte l'inconsistenza del fondamento, perché le metafore servono per spiegare, mai per dimostrare, è curioso notare come una convinzione permanga nonostante il crollo delle motivazioni su cui poggia. Gesù non ha mai usato il termine sacerdote, che compare all'interno della comunità cristiana solo nel terzo secolo. Nel contesto cristiano ha senso il sacerdote o l'apostolo? C'è una differenza essenziale. Allora ciò che deve essere messo in discussione nella istituzione della Chiesa è la struttura maschilista e sacerdotale.
Il suicidio è, nel mondo, la seconda causa di morte sotto i 20 anni e in Italia, ogni anno, il 12% di decessi legati a questo gesto estremo riguarda giovani e giovanissimi. Nonostante ciò, nelle nostre scuole non esistono modelli di intervento e di prevenzione mirati e negli stessi ospedali i tentativi di suicidio finiscono per essere sottostimati. Spesso ci si limita a procedure di controllo che eludono le domande davvero importanti: da dove viene il desiderio di morte? Quali pensieri si agitano nella mente di un adolescente che vuole morire e come è possibile affrontarli? La storia di Amina, raccontata in queste pagine, non offre le risposte a tutte le domande, ma è una straordinaria opportunità di conoscere, attraverso le vicissitudini di un caso clinico, la sofferenza profonda di una ragazza sopravvissuta ad un tentativo di togliersi la vita. Amina, infatti, era seguita da un'équipe di professionisti già da prima del suo gesto, e durante e dopo il ricovero successivo al mancato suicidio è stata accompagnata dagli stessi operatori; si tratta, forse, di un caso unico al mondo. Come scrive Gustavo Pietropolli Charmet nella sua Postfazione, queste pagine permettono di "assistere al momento in cui un'adolescente lacera e confusa si alza dal letto della cura e della disperazione, si rimette in piedi, zoppa e più incerta di prima, e invece di dirigersi verso la finestra apre la porta di casa e se ne va. Poi si vedrà".
Intercalando le proprie riflessioni e memorie sulla vita con la nonna, con gli interventi di papa Francesco sull'importanza e la presenza dei nonni nella famiglia, Pagnini riflette su quanto queste figure di nonni siano spesso al centro della vita familiare, senza pretendere nulla: aiutano, soccorrono anche economicamente, ma soprattutto sono un riferimento spirituale che ci ricorda come si viveva un tempo, nella nostra epoca, in cui molti valori si stanno perdendo. Guardando a loro e quasi dialogando con il "papa nonno" che molti piccoli e giovani hanno adottato come simbolo di una fede da restituire alla sua profonda tradizione, l'autore conduce il lettore a ritrovare quel senso del credere che qualche volta è perduto e, di conseguenza, anche l'importanza di una preghiera familiare (quale quella del Rosario) cui il Papa stesso continua a invitare. La figura del nonno e del "papa nonno" si incrociano, diventando insieme un grande invito alla solidarietà familiare, al recupero dei valori umani e cristiani e al continuo rendere grazie per quelle presenze silenziose e attive che sono i nostri "avi", come lo fu nonna Rosa per papa Francesco. Un libro per i nipoti e da regalare ai nonni come segno di affetto.
Attraverso una serie di conversazioni con padre Gabriele Amorth negli ultimi anni della sua vita, trascritte con estrema fedeltà di pensiero e di linguaggio, Elisabetta Fezzi ci restituisce in questo libro un vero e proprio testamento spirituale dell'esorcista più famoso e più amato. Apprendiamo così particolari curiosi della sua vita, della sua vocazione e della sua attività esorcistica: da quando, ragazzo, si sente chiamato al sacerdozio, alle varie e diverse opportunità che la vita gli offre (Azione Cattolica, lavoro politico con Andreotti...), fino alla scelta complessa e faticosa degli ultimi trent'anni, dedicati a combattere il diavolo e a ricordare al mondo che la figura di Satana non va presa sottogamba. Pagine che rivelano la personalità poliedrica del sacerdote Paolino, tutt'altro che rinchiudibile in un'immagine da uomo cupo, come spesso è stato descritto: Amorth è certamente rigoroso, con sé innanzitutto, ma anche ironico, semplice come un bambino in alcuni momenti, capace di scherzare e di prendere la vita per il verso che la Provvidenza gli offre man mano. La seconda parte del libro raccoglie, sempre grazie a Elisabetta Fezzi, una serie di testimonianze delle persone che gli furono più legate: da Rosa, che lo assisteva negli esorcismi; a due sacerdoti Paolini tra quelli che gli furono vicini anche nei momenti difficili; a padre Stanislao, il Passionista che ne raccolse l'eredità.
Che cosa chiede Gesù ai suoi discepoli e a tutti coloro che, lungo la loro vita, vogliono nei vari modi a Lui accostarsi? Questo il tema del Vangelo di Matteo, testo "ecclesiale" per eccellenza, in cui viene presentato il "Regno" che viene in mezzo agli uomini, realizzato in Cristo e in coloro che si pongono alla sua sequela. Questo anche il tema delle meditazioni che monsignor Bruno Forte offre in queste pagine, a partire da quattro grandi testi matteani: la genealogia di Gesù; il brano delle Beatitudini e due altri pericopi tratte dal Discorso della montagna, vero e proprio punto di non ritorno della catechesi di Gesù stesso. Attraverso una meditazione che muove da una profonda analisi dei testi, l'Arcivescovo di Chieti-Vasto conduce il lettore a una riflessione sul senso della scelta cristiana e sulla radicalità possibile della stessa, che conduce al "cuore" della fede cristiana e a una conversione del nostro stesso "cuore", cui è richiesto di essere a immagine dell'Amore di Dio: «Non sarà mai troppo ciò che faremo per vivere la custodia del cuore» è il messaggio che questo libro offre a chi si prenderà del tempo per vivere, attraverso la lettura, i propri esercizi spirituali.