Una vista tutta sua, quella di un uomo cieco dalla nascita: Alessio Conti ha imparato a gustare la vita in tutti i suoi aspetti tramite la lente di un'ironia garbata e mordace che sa divenire riflessione. Attraverso un inconsueto percorso di venti meditazioni, l'autore ci racconta la capacità di attingere e narrare, senza infingimenti, un mondo diverso: oltre l'orizzonte dello sguardo. In questo contesto feconda appare la categoria del sostare su ciò che si vive, per cui ogni esperienza non è vuota di senso: assistere acusticamente alla preparazione di un pranzo, ricevere dalla sorte l'inaudita opportunità di spalancare i mille pori dei polpastrelli, senza vedere nulla, ma godendo di tutto. E, ancor più, dilatare l'orizzonte del cuore, sede biblica dei più profondi affetti dell'uomo. Così, naturalmente, ma anche in modo sorprendente, il Vangelo si incarna in queste esperienze, come linfa vitale, rugiada limpida e fresca, refolo di un vento che, dolcemente, accarezza la pelle, il confine prediletto del rapporto col mondo.
"La bellezza è una cosa terribile e paurosa. Paurosa perchè è indefinibile, e definirla non si può, perchè Dio non ci ha dato che enigmi" F. Dostoevskij Le persone si appellano all'ideale della bellezza come a un salvagente. Lo invocano come fosse l'ultima speranza in un mondo dove il futuro si assottiglia, restringe i suoi orizzonti e si incupisce. La bellezza diventa magicamente la ricetta ideale che va bene per tutti, forse perché ognuno ci mette dentro quel che vuole. Quando orgogliosamente affermiamo che la bellezza salverà il mondo, siamo sicuri di parlare tutti dello stesso soggetto? Oppure ognuno di noi ha in sé un proprio ideale di bellezza a cui si appiglia e che invoca quando le bruttezze del mondo finiscono per fiaccare le forze e inaridire lo spirito? Il terreno della bellezza è profondo e misterioso ed è un rischio giocarci con troppo candore. La posta in gioco è la nostra anima e la direzione verso la quale vogliamo orientarla. Il libro vuole proporre una bussola per percorrere la via della bellezza cercando di comprenderne le insidie e le opportunità. La fine del viaggio è il mistero insondabile che ognuno di noi si porta dentro.
«Se il nostro tempo è povero di poesia non è perché è venuta meno la bellezza, ma perché facciamo fatica a metterci ad ascoltare. [...] La poesia di Luca sa cogliere nelle cose apparentemente casuali, una profondità nuova, diversa. [...] La Bellezza è un'esperienza, e questo giovane ne da' prova in tre direzioni diverse: guardando sé stesso, guardando gli altri e guardando Dio». (dalla Prefazione di Papa Francesco)
Che nuvola sarà quella che sta passando sopra la tua testa proprio in questo istante? Eh sì, anche le nuvole hanno un loro nome e appartengono a delle categorie... Quando guardi una nuvola cosa ti viene in mente? Un viaggio naso all'insù fra le tavole di Susy Zanella e le parole di Sarah Zambello per scoprire fatti scientifici sulle nuvole, la loro natura, composizione e classificazione, ma anche i tanti modi in cui hanno da sempre saputo affascinare l'umanità diventando protagoniste di arte, fotografia, letteratura, musica... Grazie a questo albo puoi fantasticare, giocare o rilassarti guardando il cielo, ma anche imparare a identificare e classificare le nuvole per comprenderne i segnali e prevedere così, come i meteorologi, l'arrivo di piogge, temporali... o cieli limpidi! Età di lettura: da 8 anni.
Il libro
«Maritain ha inserito nella cultura contemporanea una visione personalistica, che si distingue nettamente sia dall'individualismo naturalistico dell'umanesimo liberale che dal collettivismo totalitario dell'umanesimo socialista, permettendo all'ispirazione cristiana di trovare la via per vivificare il mondo della cultura, della società e della storia.
A lui si ispirano, più o meno esplicitamente, le forze politiche e sociali che operano nel mondo contemporaneo richiamandosi ai principi evangelici e che cercano di professare una testimonianza cristiana del profano...
Che Jacques Maritain sia un testimone della verità cristiana, nei suoi scritti e nella sua vita, lo riconobbe Pio XII, che, in occasione della presentazione delle credenziali come ambasciatore della Repubblica Francese presso la Santa Sede, ebbe a rivolgergli queste parole: "Noi apprezziamo e salutiamo in Vostra Eccellenza un uomo che facendo apertamente professione della sua fede cattolica e del suo culto per la filosofia del Dottore Comune, mette le sue eminenti doti al servizio dei grandi principi dottrinali e morali, che, soprattutto in questo tempo di universale disordine, la Chiesa non cessa di insegnare al mondo».
PIERO VIOTTO
Mistica e politica della sequela.
En una habitación cerrada, un hombre negro y otro blanco mantienen una dura batalla dialéctica. El hombre blanco, un profesor de humanidades de vida acomodada, atenazado por sus propias dudas acerca de la condición humana, considera que la única salida a la miserable situación en la que se halla el ser humano es arrojarse a las vías del Sunset Limited.
Ha llegado a creer que la experiencia de la felicidad es perniciosa para la condición humana. El hombre negro, sin embargo, se encuentra en el polo opuesto y ha llevado una vida marcada por la violencia, la adicción a las drogas y la cárcel. Pero a pesar de todo no ha perdido su fe.
Encerrados en un debate filosófico, los dos contrincantes defienden de manera apasionada sus credos personales y tratan de convertir al otro. Ambas visiones, fundamentalmente contrarias, confluyen en esta conversación que ahonda en el vacío que se abre entre el silencio de Dios y lo inevitable de la muerte.
1928. Le sorelle Torres abitano nella villa più bella di Málaga. Il padre l'ha costruita per loro, perché vivessero come delle principesse. Rosario, la maggiore, di una bellezza elegante e decisa, ama il canto ed è la preferita della famiglia. Remedios cresce nella sua ombra, comunque felice di dividere con lei i giochi nel loro posto magico: il giardino della villa, che di volta in volta si trasforma in un'isola deserta infestata dai pirati o in un castello incantato. Fino al giorno in cui l'idillio finisce. Una delle navi con cui il padre commercia spezie, tessuti e tappeti affonda. La bancarotta è una tragedia dalla quale l'uomo non si riprenderà più. Rosario e Remedios rappresentano il futuro della casata. Un fardello troppo pesante per due giovani donne. Ma, come la pianta simbolo della loro famiglia, il geranio, devono essere forti e coraggiose. Devono pensare alla primavera che, immancabilmente, torna a sbocciare dopo ogni inverno. Ed è proprio un seme di quel fiore che portano con loro a Barcellona, dove decidono di ricominciare. Tra le vie della grande e colorata città, all'inizio si sentono perse e il loro legame è tutto quello che hanno per affrontare il presente. Eppure Rosario e Remedios, anno dopo anno, si scoprono più diverse di quello che immaginavano. Una fa di tutto per trovarsi un lavoro e un marito che possa darle sicurezza, mentre l'altra insegue ancora i propri sogni e si innamora di un uomo ribelle come lei. Ma anche quando sembra che si siano perse per sempre, i balconi e le finestre delle loro case saranno pieni di gerani in fiore. Non è possibile dimenticare le proprie radici. Perché entrambe hanno una missione: restituire l'onore alla famiglia Torres.
I1 volume ricostruisce la storia del concetto di meritocrazia dal momento in cui fu coniata la parola (la seconda metà degli anni cinquanta del Novecento) ai giorni nostri, guardando sia alle elaborazioni teoriche della filosofia e del pensiero sociale (da Young a Della Volpe, Hayek, Arendt, Rawls, Bell, Bourdieu, Walzer, Sen, La-sch, Sennet, Giddens) sia al linguaggio politico (da Martelli a Blair e Renzi) e al senso comune diffuso. Il percorso proposto mostra come il termine nasca con un significato negativo, a identificare una prefigurazione distopica, che continuerà a caratterizzare il suo utilizzo nel vecchio continente per alcuni decenni; e come negli Stati Uniti il lemma assuma invece da subito un significato anche positivo, all'interno di un'ideologia tecnocratica proiettata nella nuova civiltà postindustriale. È solo all'inizio del nuovo millennio che con la Terza Via l'ideologia meritocratica diventa parte dei valori della cultura politica progressista europea, sempre più sussunta dalla governance postfordista. La meritocrazia diventa perciò una parola-chiave del neoliberalismo, giustificando le crescenti diseguaglianze dovute ai processi di finanziarizzazione, delocalizzazione e privatizzazione.
Il caos degli oggetti inutili soffoca non solo le nostre case, ma anche le nostre anime. Marie Kondo invita a liberarci di tutto ciò che non ci ispira emozione, perché solo circondandoci di cose che ci danno gioia potremo essere felici. La vita vera comincia dopo aver riordinato. Nel libro che l'ha resa una star, la giapponese Marie Kondo ha messo a punto un metodo che garantisce l'ordine e l'organizzazione degli spazi domestici... e insieme la serenità, perché nella filosofia zen il riordino fisico è un rito che produce incommensurabili vantaggi spirituali: aumenta la fiducia in sé stessi, libera la mente, solleva dall'attaccamento al passato, valorizza le cose preziose, induce a fare meno acquisti inutili. Rimanere nel caos significa invece voler allontanare il momento dell'introspezione e della conoscenza.
L'albero, o pianta miracolosa, è una delle immagini archetipiche che ricorrono più di frequente nel folclore, nei miti e nelle fiabe. Partendo dalla propria esperienza di terapeuta e dallo studio dell'alchimia medievale, C.G. Jung si propone di scandagliarne le molteplici valenze simboliche e dimostra come dai prodotti spontanei dell'inconscio nell'uomo moderno affiori un archetipo che lascia riconoscere paralleli evidenti con la figura dell'albero in tutte le sue modificazioni storiche. L'albero, fonte di vita e di protezione, luogo della trasformazione e del rinnovamento, di natura femminile e materna, è l'albero della saggezza e della conoscenza, simbolo della totalità del Sé.