Perché l’uomo va in montagna? Che cosa lo spinge a camminare per ore, ad arrampicarsi su pareti impossibili e a rischiare la vita? Chi e che cosa cerca lassù, in quei luoghi alti e austeri? La montagna è il luogo del silenzio, della meraviglia, del limite e il luogo privilegiato da Dio per rivelarsi e parlare all’uomo. In questo libro l’autore opera una sintesi tra letteratura teologica e letteratura di montagna svelando come la montagna parli al cuore dell’umano in modo unico e singolare. L’uomo che ama e va per le montagne cerca di dare un senso profondo alla vita, di placare una sete di spiritualità mai sopita e oggi più viva che mai.
Destinatari
Tutti e in particolar modo gli amanti della montagna.
Autore
Alberto TREVELLIN (Padova 1988), laureato in scienze religiose prima a Padova, poi a Venezia, è insegnante di religione. Sostiene che i bambini salveranno il mondo e che senza di essi non potrebbe vivere. La mattina, quando si sveglia, guarda verso il monte Grappa, per il quale ha un amore smisurato. Ama camminare tra le alte cime delle Dolomiti, correre in mezzo ai boschi, andare per sentieri sconosciuti. È sposato con una donna che crede affidatagli da Dio e ha due bambine bellissime quanto vispe.
Gli esperti lamentano che i genitori non diano più ai giovani le istruzioni necessarie per la vita. Nella Bibbia, invece, sia i padri che le madri non stanno “dietro le quinte”, sono presenti e danno insegnamenti ai propri figli su valori fondamentali. In questo libro l’Autore commenta dieci istruzioni di genitori ai figli, tutte caratterizzate da una forma speciale di comunicazione, il discorso diretto. Nel “tu” col quale la Bibbia si rivolge ai giovani, ciascun lettore potrà vedere se stesso e trovare una strada che porta alla felicità. Sono parole di saggezza che hanno ancora molto da dire sia alle nuove generazioni, sia a quei genitori che non sanno come rivolgersi ai propri figli.
Questo saggio divulgativo si propone di offrire al lettore gli strumenti essenziali-per orientarsi tra i sempre più frequenti riferimenti alla sharı‘a, la legge sacra dell’islam, presenti quasi quotidianamente nelle cronache e nell’attualità, quando si parla di integrazione degli immigrati, di politica internazionale, di terrorismo o di finanza. Il testo fornisce la definizione dei termini tecnici fondamentali utilizzati dagli esperti del fiqh, la scienza giuridica dell’islam, e ricostruisce i rapporti della shar-ı‘a con la legge dello Stato e gli usi locali. Considera inoltre alcune delle questioni intorno a cui ruota il dibattito contemporaneo: i rapporti tra donna e uomo,
la sanzione penale, i diritti e le libertà fondamentali. Infine individua le diverse dimensioni del discorso sulla normatività islamica: locale, statale, internazionale e globale.
ROBERTA ALUFFI tiene corsi di diritto islamico e diritto dei Paesi arabi all’Università di Torino e alla Facoltà Teologica di Lugano. Le sue ricerche si focalizzano sul diritto di famiglia, l’integrazione dei musulmani in Italia e i problemi di traduzione giuridica. È autrice di Il diritto islamico, in S. Ferrari (a cura di), Introduzione al diritto comparato delle religioni (Il Mulino, 2008).
E’ una riedizione ampliata, aggiornata e integrata del libro Amore. Come stare insieme tutta la vita, del 1992. L’autore, pur lasciando intatta la struttura generale del testo, ha rivisto il tutto e ha aggiunto alcune considerazioni che ha maturato negli ultimi anni della sua attività professionale, raccogliendo in un nuovo capitolo attente valutazioni, riflessioni e indicazioni operative inerenti la realtà delle coppie di oggi, la fragilità e l’instabilità delle unioni familiari e le problematiche delle famiglie allargate. Il pensiero di fondo è che si può credere all’amore che dura una vita soltanto se si intraprende un percorso di maturità che esige anche una profondità spirituale. L’amore autentico deve saper affrontare e superare momenti di conflittualità, di sofferenza, di rinnovamento continuo della propria vita per essere capaci di accogliere l’altro e di crescere insieme.
Il volume presenta meditazioni ispirate da alcuni avvenimenti di questi ultimi anni. Si tratta di testi brevi, che prendono spunto narrativo, spesso, dalla cronaca di episodi di vita quotidiana vissuta o da riflessioni personali dell’autore, a volte, dalle letture dell’anno liturgico della Chiesa cattolica. Gli argomenti sono i più diversificati e trovano unità nello sguardo di fede con cui vengono considerati, in dialogo costante, secondo la formazione dell’autore, tra Vangelo e Zen. Qualche titolo illuminante: Il giovane senza dimora, L’amore non è protagonismo, Le mani sporche di Dio, La compostezza zen, L’Io credente, L’Io non credente, Poporoya. Il testo si avvale della Prefazione del monaco zen Jiso Forzani.
«Ogni persona deve la vita a una madre. Quasi sempre deve a lei molto anche della propria esistenza successiva» (papa Francesco). Il libretto è una selezione di brani, in poesia e in prosa, scelti da autori di grande interesse a livello internazionale, classici e contemporanei, per celebrare la «donna» più importante nella vita di ogni persona: la mamma. Le immagini scelte completano i testi apportando una nota di vivacità ed evidenziandone la dimensione poetica ed evocativa.
Per molti secoli il Cantico dei Cantici è stato considerato il testo-chiave della mistica cristiana dell'amore. La tradizione ebraica e quella cristiana vedevano nel poema dell'amore tra un uomo e una donna una celebrazione dell'amore di Dio per il suo popolo. Agli inizi dell'Era moderna, però, questa tradizione ha subìto una brusca interruzione: il Cantico ha cominciato ad essere inteso come una semplice raccolta di canti erotici profani. L'autore, riprendendo criticamente la discussione, commenta il Cantico versetto per versetto e dimostra come quella svolta interpretativa non trovi fondamento nel testo: il Cantico dei Cantici, uno dei vertici della poesia mondiale, è si profondamente radicato nell'ambiente della sua epoca, ma lo è anche nella Sacra Scrittura. In quanto tale, non parla solo dell'amore umano, ma evoca pure l'amore divino. L'interpretazione qui proposta ha allora il pregio di mostrare il potenziale sia teologico sia spirituale contenuto nel dialogo amoroso, attribuito a Salomone, che viene affidato a noi oggi.
Quando andiamo al mercato rionale, mentre siamo in coda all’ufficio postale o durante una passeggiata nel bosco: anche lì – in quelle faccende, in quelle relazioni – possiamo essere in cammino verso ciò che si definisce “mistica”.
Gotthard Fuchs ci invita a scoprire proprio la mistica del quotidiano. Trovando ispirazione tanto in Meister Eckhart, Teresa d’Ávila, Madeleine Delbrêl o Dag Hammarskjöld, quanto negli incontri con i suoi amici e conoscenti, l’autore ci invita a una esistenza più consapevole della presenza divina.
E ci mostra con chiarezza una cosa: la mistica non è una via separata, una scelta riservata a pochi eletti. È invece la forma di vita che corrisponde al comandamento più importante della Bibbia: lasciarsi amare da Dio, amarlo e amare perfino il prossimo più lontano – perché i fratelli sono come noi.
Sperare è operazione veramente difficile, soprattutto oggi: sperare, cioè spingersi oltre ciò che contrasta la vita e la sua pienezza, non è cosa scontata. Proprio per questo è importante riscoprire il senso della speranza, dal punto di vista sia umano che religioso. E questo è l’intento del presente saggio.
Ancona sviluppa il suo percorso toccando in successione queste tappe: lo sperare umano, quale azione fondamentale nell’esperienza di ogni persona; la difficoltà a sperare nel clima culturale del presente; lo sperare dell’uomo religioso, e del cristiano in particolare; la preghiera, la sofferenza, l’agire e il giudizio come luoghi specifici di apprendimento dello sperare; l’esercizio concreto dello sperare nella storia.
È reso così disponibile al lettore un itinerario che lo motiva a scommettere ancora sulla speranza. Perché sperare – non solo per se stessi, ma anche per gli altri e anzi per l’intera creazione – è bello e rende liberi: sperare prospetta come realizzabile una compiutezza cui tendiamo, apre a una totalità che dischiude ulteriori orizzonti di senso.
"Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati" Dal Vangelo di Giovanni Pagine scelte, linguaggio semplice e tante immagini per conoscere i gesti e le parole con cui Gesù si dona agli uomini e la promessa di un'amicizia davvero speciale. Età di lettura: da 6 anni.
Matteo era esattore delle tasse. Raccoglieva il denaro per l'imperatore e per questo non era ben visto dalla gente. Ma un giorno Gesù lo chiamò e gli cambiò la vita.
In che modo liberare il messaggio di Gesu? da incrostazioni e appesantimenti accumulatisi nei secoli per restituirlo agli uomini del XXI secolo nella sua originaria semplicita? e nella sua dirompente attualita?? Alla domanda il p. Lenaers risponde, come gli e? congeniale, con liberta? di parola e chiarezza di linguaggio. La sua coraggiosa rilettura del modo abituale di concepire Dio, la Bibbia, la fede, la Chiesa puo? sollevare perplessita? e obiezioni: ma, senza la sincerita? e l'anticonformismo di esploratori come lui, la ricerca teologica si sclerotizzerebbe in formule dogmatiche sempre piu? distanti dalle conoscenze e dalla sensibilita? spirituale delle donne e degli uomini del nostro tempo.