Il volume offre una ricostruzione del rapporto tra potestà ecclesiastica e autorità civile nella gestione del patrimonio della Chiesa, dall’età degli Stati preunitari fino alla revisione concordataria del 1984. Muovendo da un’ampia gamma di casi di studio e da un uso sistematico di fonti amministrative, contabili e archivistiche, i saggi raccolti analizzano il progressivo ridimensionamento del principio della Chiesa proprietaria, messo in discussione dapprima dalle riforme settecentesche e dall’affermazione delle burocrazie statali, poi dai processi di censimento e controllo dei beni ecclesiastici nell’Ottocento. Emerge dunque un quadro segnato da profonde discontinuità ma anche da significative persistenze, in cui la dimensione patrimoniale si rivela un osservatorio privilegiato per comprendere la costruzione dello Stato moderno e l’evoluzione dell’ordinamento repubblicano.
Esausta e bisognosa di solitudine, una donna di mezza età abbandona il marito, gli affetti e il lavoro in una fondazione animalista senza avvertire nessuno. Fugge da Sydney per riavvicinarsi ai luoghi in cui è cresciuta e si rifugia in un piccolo convento di suore cattoliche nascosto nelle aride pianure dell'Australia rurale. Non crede in Dio, non sa cosa sia la preghiera e si ritrova a vivere questa strana esistenza solitaria quasi per caso. Nonostante ciò, il suo bisogno di pace e la sua ricerca di qualcosa di più grande che non sa ben definire la portano a scegliere di condurre proprio questa vita. Le giornate assumono una cadenza lenta, scandite da piccoli rituali e gesti ripetuti. Mentre il tempo si dilata, gli avvenimenti del passato si riaffacciano alla memoria: fatti vissuti e rimasti incompresi che, finalmente, si dischiudono. Mossa dalla strenua ricerca di un miglioramento personale e dall'ambizione di diventare una persona buona, la donna si troverà però a dover affrontare una serie di eventi sconvolgenti che minaccia di interrompere la sua ritrovata quiete.
Chiedersi se siamo felici, se lo siamo stati o se speriamo di poterlo essere, può sembrare un esercizio provvisorio e perfino ingenuo, ma alla fine è l'unica domanda che ha un senso compiuto. Ci sono libri che sfuggono alle rigide classificazioni di critici ed editori, e, parlando al cuore dei lettori, li accompagnano nel percorso spesso difficile e a volte esaltante della vita quotidiana. Sono libri capaci di indagare l'enigma della mente e l'abisso del cuore, rivelando l'unicità irriducibile di ogni essere umano e, al tempo stesso, le costanti che abitano in noi. È il caso delle Confessioni di Sant'Agostino, dei Saggi di Montaigne, dei Pensieri di Pascal, dello Zibaldone di Leopardi. E forse è il caso di "Riprendersi l'anima" di Paolo Crepet. Frugando nel proprio animo e nella propria memoria come in un bazar, per trovare sempre l'universale nascosto dietro ogni particolare, Crepet scrive il suo libro più importante, un antidoto contro l'omologazione, contro i rischi della tecnocrazia e della violenza sotterranea ed esplicita che percorre i nostri tempi. Davanti alla tentazione di cedere a chi vuole annientarci, con la guerra, con il controllo, con la tentazione di rinunciare al fuoco che arde in noi, Crepet ricorda a sé stesso, e a chi decide di intraprendere questo viaggio con lui, per cosa vale la pena vivere. Ci ricorda che l'ombra e la luce, la musica e il silenzio, la quiete e il desiderio sono tutti momenti essenziali della nostra vita. Ci fa vedere come siano necessari il caldo e il freddo e quanto il tiepido, invece, sia un pericolo, un'anestesia che ottunde i nostri sensi e le nostre emozioni. Alternando sapientemente riflessioni profonde, ricordi personali e storie meravigliose - come quella del corniciaio che non riusciva a lavorare a Guernica di Picasso, o di Mike, motociclista il cui amore ha saputo guarire una bambina - Crepet mette in scena il meraviglioso teatro delle emozioni umane e ci mostra con una chiarezza partecipe e commossa come respingere l'apatia, lo sconforto, la tentazione di cedere a chi ci vuole spenti. E, soprattutto, come riprenderci l'anima.
attualità
“Sarà una Chiesa più spirituale”
di Cristina Mantero
uomini e donne di fede
Il testamento spirituale di papa Benedetto XVI
apparizioni
Cosa sta accadendo a Trevignano Romano? Si sta realizzando il piano di salvezza di Dio per mezzo di Maria SS.
di Giancarlo Baldini
uomini e donne di fede
Padre Benedetto Nardella da san Marco in Lamis. Primo direttore spirituale di padre Pio
del prof. Francesco Guarino
apparizioni
Estelle Faguette e Maria, la Madre della Misericordia
di Cosimo Cicalese
testimonianze di fede
La luce di Lourdes (raccontata da un Hospitalier e Unitalsiano)
angeli
La serva di Dio suor Pura Pagani: la suora dell’accoglienza e del sorriso
di Michele Pio Cardone
mistici
La mistica francese J.N.S.R.
MESSAGGI
I giusti contemplano il Volto di Dio / L’uomo che ha fede, spererà / Siate preparate spiritualmente / Il mio Giudizio è retto / Il Santo Rosario meditato porta molto frutto / Sono vostra Madre e sono qui / Sono vostra madre che veglia su di voi incessantemente / Io sono il vostro dolce Protettore che vi sostiene / Dovete perseverare fino alla fine / Verrò allora in vostro aiuto in un modo straordinario / La creatura che vive nella Divina Volontà è chiamata a santificare tutte le cose / Io voglio salvarvi / Vi esorto ad essere dono d’amore / Lasciatevi plasmare in nuove creature
profezie
Un regalo dal Cielo per questi Tempi, Maria Valtorta – prima parte
di Giorgio il Legionario
santi e soprannaturale
Il soprannaturale in sant’Antonio abate
di Giuseppe Portale
uomini e donne di fede
L’asino di Capizzi: il servo di Dio Bonaventura Battaglia. Frate minore riformato zoccolante, laico
di Francesco Sarra Minichello
benessere
L’eccesso della golosità secondo santa Ildegarda
di don Marcello Stanzione
approfondimenti
Insegnare la pace a partire dallo “spirito di Assisi”
del prof. Francesco Guarino
i libri delle edizioni segno
“Credo nel Dio di Gesù Cristo – La risposta della fede cristiana agli interrogativi dell’uomo contemporaneo, Dialogo tra Miscredenzio e Teofilo” di Domenico Pisana
Semestrale della Facoltà Teologica dell'Emilia-Romagna.
Il numero 3/2026 di Limes, in uscita l’11 aprile, è dedicato alla guerra tra America, Israele e Iran, e s’intitola In trappola. Il volume fa il punto sulla (non) strategia israelo-americana, sulla riorganizzazione dei poteri all’interno della Repubblica Islamica e sulle conseguenze globali del conflitto, tra economia, energia e potenziali nuovi fronti di guerra. Nella prima parte, intitolata Nel fortino iraniano, il volume si concentra sul fronte persiano, analizzando sia la strategia di Teheran sia il modo in cui la Repubblica Islamica si è riorganizzata internamente. In particolare, l’analisi sarà centrata sul ridimensionamento della leadership religiosa e sulla assoluta centralità dei pasdaran, destinata a sopravvivere alla guerra e a informare di sé l’Iran del futuro. Nella seconda parte, Israele-Usa, per mano nel burrone, il volume analizza la prospettiva americana e quella israeliana. Gli articoli di questa sezione analizzano le visioni strategiche che hanno portato America e Stato ebraico a ingolfarsi in una guerra che difficilmente potranno vincere. E che apre a una nuova configurazione mediorientale, dominata dalle crescenti tensioni israelo-turche. Nella terza e ultima parte - La guerra allarga Caoslandia - il volume fa il punto sulle conseguenze globali della guerra, da un punto di vista energetico, economico e strettamente strategico. Al centro di questa sezione vi sono dunque gli effetti della chiusura di Hormuz, le ripercussioni del conflitto sul Golfo e la possibilità che le ostilità si allarghino coinvolgendo altri attori regionali.
«Guardavo la scena e non riuscivo a credere che una bulgara come me fosse seduta alla destra del presidente degli Stati Uniti.» Dalla Sofia degli anni Trenta alle macerie del dopoguerra, dall’esilio all’America del boom, fino alla Roma del giornalismo internazionale: Maria Kiselova Romersa racconta la propria esistenza come un lungo viaggio attraverso la grande Storia. Nipote del Generale Kiselov, eroe della Prima guerra mondiale, e figlia di un avvocato coinvolto nella diplomazia bulgara, Maria vede crollare in un solo giorno il mondo dell’infanzia: l’arresto del padre, la persecuzione comunista, la fuga, la povertà. Ma proprio da quel crollo nasce la sua seconda vita: costruita con il lavoro, la tenacia e l’incontro con Luigi Romersa, celebre giornalista e compagno di un’avventura umana e professionale straordinaria. Con lui, Maria incrocia figure che hanno segnato un’epoca - da Perón a Lyndon Johnson, da Tito a Salvador Dalí - e restituisce in queste pagine il ritratto vivido di un secolo in movimento.
L’immagine del presidente Donald Trump circondato da una serie di pastori che con le mani alzate invocano su di lui la benedizione di Dio è una delle icone del fondamentalismo evangelico che, in questi anni, si è affermato ed espanso nei cinque continenti. Ma la sua storia non è recente e, dalla polemica antidarwiniana del primo Novecento alle teorie apocalittiche sul conflitto mediorientale che ci condurrebbero alla fine del mondo circolate in questi anni, il fondamentalismo evangelico mostra una lunga e complessa storia che questo volume cerca di ricostruire. All’origine il fondamentalismo evangelico fu una teologia e, soprattutto, un modo di leggere la Bibbia; nel tempo, organizzatosi in associazioni e radicatosi in alcune chiese evangeliche, è diventato anche un soggetto religioso e politico in grado di incidere nello spazio pubblico, anche nel Sud globale.
La storia della salvezza e presentata attraverso una serie di brani dell'Antico Testamento in una sorta di antologia biblica con sussidi, schede e documenti oltre a foto e disegni a colori.
Il fascismo non è un relitto del passato. Non è un’ombra confinata nei manuali di storia o nei rituali nostalgici di una minoranza. È una corrente sotterranea, carsica, che attraversa la Repubblica e riaffiora ogni volta che la democrazia si indebolisce. Tomaso Montanari parte da una domanda semplice e feroce: che cosa resta del fascismo nell’Italia di oggi? La risposta è radicale. Il male non è una parentesi chiusa nel 1945, ma una continuità che si rinnova. Dalla fine della guerra un ininterrotto passaggio di testimone tra uomini, idee, linguaggi e apparati ha consentito alla mitologia e all’ideologia politica del fascismo di sopravvivere alla sconfitta militare e alla nascita della Costituzione. Non come ripetizione caricaturale del Ventennio, ma come adattamento strategico: restano identici la visione razzista dell’umanità, l’idea di una nazione basata sul sangue, l’avversione per ogni principio di eguaglianza, il culto del capo, un modello autoritario dello Stato, l’odio per le diversità. La continuità del male demolisce il mito consolatorio di una destra conservatrice, moderata, istituzionale e disposta a stare nei confini della Costituzione. Il progetto è esattamente il contrario: abbattere la Costituzione antifascista e riportarci all’odio e alla paura. Con rigore filologico e passione civile, Montanari ricostruisce la genealogia delle idee che dominano il discorso pubblico contemporaneo: la paura del diverso come strumento di governo, l’ossessione identitaria, il dominio patriarcale, l’ammirazione per le società "spartane" che praticano l’apartheid e la violenza. Ogni parola viene riportata alla sua fonte, ogni formula ricondotta alla sua origine. Non un’invettiva, ma un atto di verità politica. Chiamare le cose con il loro nome diventa una necessità democratica. Per capire che cosa sta accadendo. Per riconoscere la matrice dell’intolleranza e del discorso d’odio. Per spezzare la continuità del male, e fermare l’ascesa dei nuovi fascisti: siamo ancora in tempo. Se li vediamo per quello che sono davvero. C’è un lungo e sotterraneo filo nero che lega le idee della destra che governa l’Italia al fascismo. Un atto di verità politica.
Storie inedite, fotografie esclusive, i ricordi commossi del figlio Sean: la biografia definitiva dell'attrice, dell'icona di stile, di una donna unica. Audrey Hepburn ha vissuto molte vite. È stata una bambina cresciuta durante la Seconda guerra mondiale, mentre collaborava con la resistenza olandese. È stata una delle più grandi star della storia del cinema, capace di conquistare i più importanti premi del mondo dello spettacolo e interpretando ruoli indimenticabili in film come Vacanze romane, Colazione da Tiffany e My Fair Lady . È stata un'icona di stile che ha reso il tubino nero il simbolo di eleganza che è ancora oggi. Ma forse il suo contributo più grande è stato quello di ambasciatrice umanitaria negli ultimi anni della sua vita, quando ha dimostrato che paura e trauma possono trasformarsi in gentilezza e arte. Per Sean Hepburn Ferrer, però, era anche sua madre. In questo libro, arricchito da fotografie mai viste prima e da numerosi contributi inediti, ne restituisce un ritratto sincero e intimo: racconta come una timida ragazza inglese sia diventata la star che ricordiamo, ma soprattutto la donna altruista che ha attinto alla propria esperienza di fame e sofferenza per battersi strenuamente a favore dei bambini nei Paesi devastati dalla guerra e dalle carestie. Audrey è il commovente ricordo di una madre scritto dal figlio, un emozionante tributo a una donna unica, simbolo di emancipazione femminile e resilienza. È un viaggio dietro la macchina da presa per scoprire una persona eccezionale, nelle parole di chi l'ha conosciuta e amata più di chiunque altro.