Il settore della didattica è in continua evoluzione. Il volume nasce da un equilibrato e originale connubio fra teoria e pratiche di insegnamento della storia che mette in relazione dimensione umanistica e spirito imprenditoriale, inclusione e interdisciplinarità, tradizione e innovazione, facendo dialogare didattica, ricerca e public history. Un viaggio nell'universo dell'insegnamento e della sperimentazione, fondamentale per la formazione universitaria dei futuri docenti, per l'aggiornamento professionale e per coloro che nella società civile interagiscono con il mondo della scuola.
Il tailleur grigio (pubblicato la prima volta nel 2008) è il romanzo di Camilleri che apre la strada a uno stupefacente filone «italiano» di ambientazione borghese. La lingua non è il vigatese. Leggermente mescidata e gelida, è l’autobiografia locutoria di una classe sociale. L’azione, che comprende un inserto relativo a un’impresa mafiosa, si svolge in Sicilia: tra la pirandelliana Montelusa e Palermo. Ed è la costruzione scenografica di una vibrante relazione poliamorosa che è una naturale e intensa questione di corpi e posizioni: una continua e spontanea emozione corporea. Protagonisti del romanzo sono due vedovi. Lui è un alto funzionario di banca andato in pensione. Lei, Adele, è una donna «elegantissima e vaporosa», tanto da sembrare «finta»: è «l’esatta copia di una delle dive americane del bianco e nero». Lui è un «vedovo di cinquantacinque anni», lei «una vedovella di trenta». Adele è più che sensuosa: è indipendente «da ogni sentimento» ed è «una macchina perfetta» che si mette «in moto appena» viene premuto il «pulsante» e non la smette più di «funzionare». Il marito «con la lucidità che sempre lo aveva governato seppe che, inevitabilmente, sarebbe arrivato un giorno in cui Adele non avrebbe potuto fare altro che tradirlo». Superata una iniziale «fitta di gelosia», il marito si convinse che era più che legittimo che il tradimento della moglie rientrasse «nell’ordine delle cose ineluttabili». La spiò. E quando Adele, in un albergo malfamato, si concesse al pivot di colore di una squadra di basket, il marito le fece capire che era più opportuno scegliere un posto più adatto alla sua comprovata suscettibilità. Entrò in scena anche Daniele: un atletico e biondo studente diciannovenne. L’ex funzionario di banca portò l’orecchio alla porta e registrò l’«ansimare armalisco» degli amanti. Nel romanzo circola però un vago sentore funerario. Una normale scrivania nera, di mogano, viene apprezzata come un «catafalco», e i quotidiani vanno in lettura preferibilmente per le loro pagine di necrologi. Sopravvissuto a un brutto incidente di macchina, il marito di Adele alla fine crollò gravemente. Era sconsolato. Esausto. Moribondo. Si ritrovò davanti al letto la moglie «in perfetto ordine». Indossava il «tailleur grigio». Quel tailleur era un vestito da «doppo lutto stritto o come pre lutto». Ma era anche una divisa «da donna d’affari». La morte di Ivan Il’ič di Tolstoj aveva insegnato che il momento estremo, la morte incalzante, poteva rivelare brutalmente che tutto era stato una menzogna, un fallimento nella vita familiare e nel lavoro. Il marito aveva avvertito una «malcelata ambiguità» nell’«arida» moglie. Salvatore Silvano Nigro
La televisione non è scomparsa, si è spostata e vive altrove: nei feed, nelle connessioni di un pubblico che scrolla gli smartphone, i tablet e abita le piattaforme, dove gli algoritmi decidono cosa vedere e il racconto si mescola al consumo. In questo nuovo ecosistema, la tv si ibrida con il linguaggio dei social, si frammenta in clip, si ricompone in meme e si estende nei format digitali. Come mette in evidenza il volume, si tratta di una televisione espansa, che dialoga con l'intelligenza artificiale, costruisce archivi infiniti e personalizza gusti e sguardi. Un arcipelago di pratiche, linguaggi e dispositivi in cui i dati partecipano al processo creativo, orientano le narrazioni, plasmano ritmi e formati, ridefinendo il ruolo degli autori e il senso stesso della scrittura. Nel contesto italiano, la televisione lineare entra in osmosi con piattaforme e social media, dando vita a un modello eterogeneo in cui si riconfigurano le modalità di partecipazione dello spettatore e la visione si trasforma in esperienza condivisa e continua.
I miracoli della misericordia offre uno sguardo nuovo sulle guarigioni operate da Gesù, non come semplici prodigi, ma come segni di un amore che salva e trasforma.Partendo dai racconti evangelici, il libro immagina il cammino umano e spirituale di coloro che sono stati toccati dal suo sguardo e dalla sua compassione: cosa è cambiato nelle loro vite dopo l'incontro con il Signore? In queste pagine il lettore è invitato a riscoprire la forza della fede, a riconoscere nelle storie dei guariti qualcosa della propria esperienza e ad aprirsi alla stessa misericordia che continua ancora oggi a raggiungere e rinnovare i cuori.
Nato a Palermo nel 1955, è laureato in Ingegneria elettronica. Nel corso della sua carriera ha svolto diversi incarichi professionali e didattici, tra cui quello di professore di Elettronica e Laboratorio di misure. È inoltre stato responsabile di corsi post-diploma nell'ambito dell'ingegneria e della manutenzione e direttore di una scuola sportiva. In oltre quarant'anni di attività ha contribuito alla formazione tecnica e umana di numerosi studenti, accompagnandoli nel loro percorso di crescita professionale e personale
In un Paese come il nostro nel quale il partito più forte è quello degli astenuti (quasi diciassette milioni alle ultime elezioni politiche) e la durata media di un governo è di quattordici mesi (sessantotto governi in ottant'anni di repubblica) chi veramente tiene in mano le leve del potere e scrive le regole a cui tutti gli altri devono sottostare? A questa domanda tanto affascinante quanto pericolosa - per il modo in cui solletica gli istinti antipolitici nascosti anche nel più sincero democratico - Alfonso Celotto risponde con limpidezza in queste pagine. E può farlo perché alla conoscenza dei meccanismi istituzionali e legislativi ha dedicato tutta la sua vita di studioso, ma anche perché qui sceglie di raccontarci in presa diretta la sua stessa esperienza nel cuore della nostra repubblica: quella di un ragazzo di provincia arrivato a Roma per studiare, che presto si trova a lavorare nelle stanze dei ministeri dove le promesse elettorali si trasformano in leggi, gli accordi segreti aggiungono parole magiche ai decreti, le decisioni più difficili vengono prese o eluse, dove lo spirito della democrazia diventa realtà. Da Prodi a Berlusconi, da Renzi a Meloni, volti e stili di governo diversi scorrono sotto i nostri occhi eppure una certezza prende forma: il potere si gestisce con pochi gesti, e quei gesti sono nelle mani di pochi dei quali spesso non conosciamo i nomi né i volti perché sono i tessitori invisibili della trama della storia. È a loro, alla loro preparazione e onestà, che è affidata la guida della grande macchina dello Stato. Alfonso Celotto ci racconta segreti, bugie e speranze nascoste nelle stanze dei ministri che hanno fatto la nostra storia recente e al tempo stesso scrive una appassionata, caustica, sorniona meditazione sull'immutabile essenza del potere politico.
C’è un’azione che sorprende: non si annuncia in modo eclatante, ma si manifesta nella vita quotidiana. Questo libro raccoglie lettere e storie di giovani e adulti che, spesso inaspettatamente, hanno avvertito il "passaggio" di Dio nella propria vita e hanno scelto di chiedere il battesimo. Le loro voci sono testimonianze in presa diretta e fonti che rivelano le costanti e le novità dell’azione divina, diventando provocazioni che interrogano la chiesa. Con un sapiente equilibrio fra narrazione, teologia e sensibilità pastorale, il volume intreccia tre registri: le esperienze di conversione, la loro lettura teologica e gli strumenti interpretativi e pratici. Ciò che questi "aspiranti cristiani" del XXI secolo hanno vissuto può parlare alla chiesa e diventare luogo di discernimento. Quali opportunità si aprono? Quali resistenze vanno superate? C’è molto da imparare dal catecumenato e dall’esperienza di chi lo ha attraversato. Questo libro si propone come uno spazio di rinnovamento pastorale, per accogliere le "sorprese" che rigenerano la chiesa e ne indicano le vie future.
Tempi d’attesa infiniti, liste chiuse: quando la sanità pubblica non riesce a rispondere ai bisogni delle persone, allora si è costretti a ricorrere al privato. E chi non può permetterselo? Semplice: non si cura, rinuncia ai controlli, non fa prevenzione. Dietro ai numeri legati alla sanità, ci sono loro: le persone, con le loro storie autentiche, le paure e i dolori reali. In questo libro sono raccolte voci spesso inascoltate, quelle dei più fragili. Bambini che non hanno accesso alle terapie di riabilitazione, malati abbandonati su una barella del Pronto Soccorso, anziani dimenticati. A volte anche medici che lottano per fare bene il loro lavoro. Non ci sono colori, prospettive, speranze. Un'inchiesta che racconta come i "Ladri di salute" rubano i sogni, strappano pezzi di vita. Prefazione di Mario Giordano.
In ogni domenica e in ogni festa dell’anno liturgico, ai credenti è proposta una pagina di Vangelo. Con un ciclo che si ripete ogni tre anni: nel primo (anno A) la prevalenza dei brani è tratta da Matteo, nel secondo (anno B) da Marco e nel terzo (anno C) da Luca, mentre Giovanni e gli Atti degli Apostoli sono utilizzati in tutti e tre gli anni. Queste pagine evangeliche hanno ispirato, come poche altre, la storia dell'arte. Non solo l'arte sacra, ma anche quella nata con altri intenti; l'arte antica e quella contemporanea; l'arte che abita nelle chiese e nei musei e quella che preferisce i muri delle città; l'arte dei pittori e degli scultori, degli illustratori, dei grafici e dei fotografi; l'arte firmata e quella anonima di un disegno infantile. Attingendo a questo straordinario deposito di immagini e di simboli, l'autore propone, per ogni domenica e per le festività dell'anno, una lettura che mette in rilievo aspetti inattesi e tuttavia fondamentali della storia sacra. In questo volume, dedicato all'Anno B nella trilogia "I colori del cielo", oltre cento opere d'arte ci introducono, così, alla comprensione e all'ascolto dei testi evangelicis
Quali erano i rapporti tra le popolazioni arabe e il mondo romano? Dall’età preromana, segnata dall’esperienza del regno dei Nabatei, attraverso l’età imperiale in cui fiorirono città multietniche ai confini del deserto come Palmira, fino all’epoca di Giustiniano e all’ascesa dei Jafnidi, il volume segue un lungo percorso di trasformazioni politiche e culturali. Al centro dell’analisi è un’area del Vicino Oriente a lungo considerata periferica, qui restituita nella sua funzione di spazio di mediazione e di scambio, inserito nelle dinamiche dell’impero romano. Grazie a un uso sistematico delle fonti letterarie, epigrafiche e archeologiche, il libro offre una rilettura complessiva dei rapporti tra Roma e le società arabe, contribuendo a ridefinire il quadro storico precedente all’avvento dell’Islam.
Romanziera, memorialista, filosofa, insegnante, incarnazione del mito della Rive Gauche oltre che icona di stile, Simone de Beauvoir è conosciuta soprattutto come autrice del Secondo sesso, scandaloso successo che nel 1949 denunciò la condizione di subalternità della donna. Principio di emancipazione per molte, il suo saggio è anche il punto di arrivo di una riflessione sul problema dell'Altro elaborata fin da giovanissima, nei romanzi prima ancora che nei saggi, e in dialogo con la filosofia del tempo (Sartre incluso), con il cattolicesimo (pur formalmente rigettato) e con il modernismo letterario. Il volume fa riscoprire la prima Beauvoir, pensatrice a tutti gli e etti politica, e illumina alcuni aspetti della sua opera finora trascurati, quali l'ideale di reciprocità e la sensibilità verso le contraddizioni femminili, suggerendo così ragioni inedite per cui vale ancora la pena leggere i suoi lavori.