A quasi trent'anni dalla pubblicazione del Dizionario di teologia morale, il Gruppo Editoriale San Paolo ha deciso di realizzare un nuovo testo, completamente rinnovato. Il volume accoglie l'invito di papa Bergoglio al rinnovamento sapiente e coraggioso che è richiesto dalla trasformazione missionaria di una Chiesa in uscita. UN NUOVO DIZIONARIO che si rifà ai criteri indicati dalla Veritatis gaudium di papa Francesco per la ricerca e lo studio della teologia. UN'OPERA ENCICLOPEDICA che fornisce adeguate chiarificazioni e precisi orientamenti di fronte alle complesse e inquietanti questioni che assillano la coscienza dell'uomo di questo nostro tempo. OLTRE 80 AUTORI, 140 VOCI, 1272 PAGINE ARRICCHISCONO IL DIZIONARIO una proposta di lettura sistematica e una mappa concettuale, una bibliografia essenziale e un dettagliato indice analitico. L'opera è a cura di Paolo Benanti, Francesco Compagnoni, Aristide Fumagalli, Giannino Piana.
Mendel Singer - il Giobbe moderno che Joseph Roth mette a protagonista di questo romanzo - è un semplice padre di famiglia, un maestro che insegna la Bibbia ai bambini di una cittadina della Volinia russa e che si affida con sicurezza alle tradizioni del suo popolo. La sua esistenza viene sconvolta dalla nascita del quarto figlio, Menuchim, affetto da una misteriosa malattia. Presto anche gli altri figli e la moglie dovranno affrontare difficili prove, e Mendel si troverà ad abbandonare la sua terra per emigrare a New York e misurarsi con un mondo che gli è del tutto estraneo. Costretto a vedersela con la guerra, la morte, la pazzia, la solitudine e la povertà, Mendel scoprirà proprio nel legame con il figlio menomato la forza per ricostruire intorno a sé, in forma nuova, quanto sembrava perso per sempre.
Il Dio dei viventi racconta le vicende della famiglia Barcai, in un intrico di personaggi che seduce il lettore mentre sullo sfondo respira una Sardegna contadina, cupa e indimenticabile. Basilio muore improvvisamente, lasciando un'amante mai sposata, Lia, e il loro giovane figlio illegittimo. Suo fratello minore, Zebedeo, ne eredita beni e denari, ma è ossessionato dalle voci di un testamento a favore della donna, che sarebbe svanito nel nulla, e dalla stregoneria che, si dice, Lia eserciterebbe. Roso dal dubbio, dalla paura, preso in un dilemma che si svela a poco a poco in tutte le sue profondità, Zebedeo scoprirà presto che «il nemico è dentro di te mentre lo credi dietro la siepe; e tutto questo perché ti sei dimenticato che Dio vuole si viva giorno per giorno come gli uccelli dell'aria e gli steli dei campi».
La parola ascesi deriva dal greco askesis, e significa semplicemente "esercizio": si riferisce, infatti, in origine, all'allenamento dell'atleta per superare una prova. Di fatto, anche nel suo significato attuale, niente altro è l'ascesi che una serie di attività, di esercizi appunto, tesi ad allenare corpo e spirito (non l'uno senza l'altro) per uno scopo preciso: il governo di sé; in vista di uno scopo altrettanto preciso: il bene. L'ascesi è allenamento, rinuncia, fatica. Ma non senza scopo: essa vuole renderci capaci di governare noi stessi in vista del bene, farci funzionare in vista del bene comune, di un bene più alto.
La nostra cultura occidentale vive di confini, da secoli; confini nati per garanzia di quel che è nostro e di quel che è altrui; confini che a volte ci stanno stretti, ma guai se stanno stretti ad altri. Eppure, quando il cristiano si volge indietro e guarda alla tradizione di fede e di cultura da cui viene, non può evitare nel profondo di sé un sussulto: la fede di Israele nasce come fede di nomadi; ma non è il fatto di avere o non avere una casa, una proprietà, un confine. Potremmo dire che il vero discrimine tra i figli di Abramo e i figli di Caino non è il nomadismo o la sedentarietà. La differenza la fa il modo con cui stiamo sulla soglia della porta della nostra tenda o della nostra casa. La differenza la fa il nostro modo di stare con gli altri e anche il modo di stare senza di loro.
La vicenda di Maria Maddalena ci è stata tramandata in maniera confusa, spesso ingannevole, a causa della sovrapposizione delle molteplici figure femminili che popolano le pagine del testo biblico e che la donna di Magdala ha catalizzato su di sé. Dopo quasi duemila anni viene ancora considerata dai più come la prostituta pentita che lava e asciuga i piedi di Gesù con le proprie lacrime e i propri capelli. Ma non è così. In epoca contemporanea l'interpretazione della Maddalena come la sposa segreta di Gesù Cristo ha avuto molta fortuna, ma Maria Maddalena è molto più di questo, basti pensare a come lo stesso papa Francesco le abbia attribuito il titolo di "apostola degli apostoli". In questo libro Natale Benazzi scioglie gli equivoci, i nodi di una trama confusa e ingarbugliata, smascherando i falsi storici e restituendo, invece, un'immagine inedita della donna che fu la prima a incontrare Gesù risorto.
Dieci anni dopo la prima pubblicazione di Mendicante di luce, la nuova edizione rinnovata e ampliata del viaggio spirituale di Masterbee, raccontato in prima persona, si arricchisce di episodi, incontri e perdite (in particolare quella dell'amata Kicka, moglie e compagna di viaggio). Il suo cammino, che lo ha portato a contatto con mistici, asceti e personalità di svariate culture e religioni, dalla Germania alla Grecia, dall'induismo al buddismo, in cerca di una spiritualità che oltrepassasse la sfera mentale e la dimensione egotica e approdasse alla fede, lo conduce, infine, alla religione cattolica e lo fa portavoce di una religiosità contemplativa dalle sfumature uniche. La prefazione di padre Raniero Cantalamessa impreziosisce un testo che, scritto da Masterbee proprio su invito del predicatore cappuccino, ha fatto epoca, un libro che, in una Chiesa dialogante come quella di papa Francesco, può aprire strade inesplorate e fornire nuovi spunti di riflessione.
Quando Lorenzo trova Jules nel giardino della scuola, è sicuro di aver scovato un vero amico! Jules, il suo caro verme, gli dà grandi soddisfazioni e, a modo suo, lo riempie d'affetto. Ma non è semplice vivere insieme a un lombrico se sei un bambino di otto anni figlio di due medici igienisti e abiti in una casa tutta bianca e tirata a lucido da Giorgis, il ragazzo delle pulizie. Per fortuna ci sono Camilla e Salomè, che salvano Lorenzo dalle situazioni più complicate. Ma un giorno Jules sparisce. Tornerà a casa come ha sempre fatto oppure no? Un racconto divertente che parla di amicizia, di autostima e di crescita. Età di lettura: da 6 anni.
La fratellanza umana si esprime salvaguardando il creato e l'universo e sostenendo ogni persona.
Papa Francesco
Le coppie si legano in una prospettiva di "per sempre" che viene da molto lontano nel tempo ma, quando questa promessa si spezza, cosa ne è dei figli? Quali sono gli effetti del divorzio su di loro, che costituiscono la generazione successiva? Sono le domande alla base di questo libro, che Vittorio Cigoli e Marialuisa Gennari sviluppano anche alla luce di storie di vita di coppia e familiari per mostrare gli effetti del divorzio, ma anche le possibilità concrete di affrontare il dolore e di non restare impigliati nelle trappole che il dolore stesso dissemina lungo il percorso. Perché si può smettere di essere coppia, ma genitori si rimane per sempre.
Ogni interpretazione che voglia fissare un significato definitivo alle parole di Qohelet manca il bersaglio non tanto in questo o quel contenuto che gli attribuisce, ma proprio nell'attribuire un senso definitivo alla sua stessa dinamica testuale. Qohelet non pretende di imprigionare l'uomo con la sua sapienza; non impone la sua visione, ma espone alla condizione di crisi e al rischio etico e personale dell'interrogazione aperta. Di contro a un approccio solamente storico-critico del testo, Ponso offre una proposta interpretativa in grado di reintegrare testo e contesto, liturgia e interpretazione, mistagogia e senso testuale, oralità e scrittura, lettura e ascesi, vita e forme di vita. Lo fa richiamandosi all'approccio misterico-sacramentale proprio dei Padri, in cui i vari piani dell'esistenza sono integrati nella loro interazione continua e complessa, in un textum che non si limita alla mera lettera scritta, ma coinvolge il sentire, l'agire, il ritmo e l'armonia, la disarmonia e la continua conversione, i significanti e i significati. Questa è l'unica via non solo per una più corretta lettura e interpretazione dei testi sacri, ma anche per salvare le stesse forme di vita della fede cristiana.
«Il "meglio" è davanti a noi e non nel passato; per questo, come dice la tradizione rabbinica, la sfida non lascia scampo: interpretare o morire». Così fratel MichaelDavide in questo suo libro, che è il seguito ideale di "Preti senza battesimo?". Se in quel testo l'autore aveva dato inizio a una profonda riflessione sul senso del ministero presbiterale, a partire dalla crisi che lo stesso sta vivendo negli ultimi decenni, sia al suo interno che agli occhi del mondo, nelle presenti pagine approfondisce ciò che la Chiesa non deve smettere di voler diventare, se vuole sopravvivere ed essere, contemporaneamente, fedele al suo Maestro: «Chiesa di Abele che non ha paura e non fa paura, una Chiesa che fa corona all'Agnello Pastore». La seconda parte del volume è una sofferta e analitica perorazione del lavoro di papa Francesco a fronte delle critiche dei suoi detrattori: fratel MichaelDavide affronta i dilemmi dei "nemici- di Bergoglio e propone loro una strada di dialogo e di prospettiva, in nome di una Chiesa capace di leggere i segni dei tempi e di comprendere gli incroci evangelici odierni. Un libro "per- e non "contro-, che pure è una sfida per non rimandare oltre la nostra necessaria «riduzione allo stato ecclesiale».