Un saggio accademico che esplora il complesso percorso dell`esegesi cristiana antica, analizzando come i primi esegeti abbiano interpretato le Scritture per difendere la fede e guidare i fedeli verso la vera Sapienza di Cristo.
DESCRIZIONE
Il volume approfondisce il compito dei primi esegeti cristiani, descritto come un addentrarsi nell`arduo labirinto delle Scritture per confermare la verità del Dio uno e trino e l`avveramento delle profezie messianiche. L`autore illustra come ogni scritto esegetico funga da "pedagogia della Parola", riflettendo la formazione e il ruolo ecclesiale dell`interprete nel suo cammino "sapienziale" verso il Regno. Il percorso delineato conduce dai grammata (la lettera) alla vera Sapienza di cui solo Cristo detiene la chiave, offrendo una riflessione profonda sulla missione soteriologica della Parola.
AUTORE
Matteo Monfrinotti è docente di Storia dell`esegesi patristica presso il Pontificio Ateneo S. Anselmo in Roma e coordinatore della specializzazione in Storia della Teologia. È un esperto di patristica, autore di studi fondamentali sul pensiero di Clemente d`Alessandria.
DESTINATARI
L`opera è destinata a teologi, patrologi, storici della Chiesa, studenti di discipline bibliche e a chiunque desideri approfondire le radici dell`interpretazione cristiana delle Scritture.
Le quattro lettere dogmatiche che il katholikos armeno Nerses Snorhali (XII sec.) inviò all'imperatore bizantino Manuele Comneno sono la migliore sintesi della cristologia armena. Si segnalano anche come un programma ecumenico ante litteram per l'unità dei cristiani: anticipano di molti secoli le acquisizioni del movimento ecumenico del XX secolo e le prospettive del Concilio Vaticano II sull'unità dei cristiani. Per alcuni aspetti, le intuizioni del patriarca armeno rimangono una profezia che attende ancora di essere compiuta. Il volume propone per la prima volta una traduzione italiana delle lettere, corredata da un apparato di note che aiuta il lettore a orientarsi nelle complesse questioni della cristologia armena e del dibattito teologico tra calcedonesi e non calcedonesi. Testo critico di Azat Bozoyan. Introduzione, Traduzione e Note di Riccardo Pane. Prima edizione mondiale con testo critico e traduzione in lingua moderna.
Lettura e commento di "A Diogneto" (II secolo d.C.) uno dei testi più antichi ed enigmatici della tradizione cristiana che ha molto da suggerire ai cristiani del nostro tempo.
Uno studio approfondito per comprendere l’ultima grande controversia cristologica, sulla quale si sono confrontati i teologi e i Padri della Chiesa a partire dall’inizio del VII secolo fino ai primi anni dell’VIII: Gesù Cristo aveva due energie e due volontà, una in quanto uomo e una in quanto Dio, oppure ne aveva una sola? Attraverso la storia di questa controversia, vengono illustrati i protagonisti delle due fazioni avverse: da una parte i monoenergiti e i monoteliti, all’altra i dienergiti e i diteliti. I protagonisti più famosi dei due schieramenti di questa disputa teologica furono da una parte Sergio di Costantinopoli, Ciro di Pharan e Pirro di Costantinopoli, dall’altra Sofronio di Gerusalemme, Massimo il Confessore, papa Martino I e papa Agatone. Nel volume si trova anche tutta una serie di testi per lo più inediti e mai tradotti finora in italiano, molto utili per comporre un quadro esauriente di questo aspetto della storia della riflessione cristiana.
Questo testo è il frutto di una lunga ricerca spirituale ed ecumenica che si è arricchita negli anni da tante esperienze di prossimità vissute già all’inizio degli Anni ’80 presso i principali monasteri ortodossi della Romania, rivolgendo una particolare attenzione al monastero di Sâmbăta de Sus e alla sua potente irradiazione mistica e culturale. Tra le tante esemplari figure della spiritualità ortodossa romena, la scelta si è concentrata su tre eminenti testimoni, ancora quasi sconosciuti in Occidente, ovvero: p. Arsenie Boca (proclamato santo nel 2025 dalla Chiesa Ortodossa Romena), p. Teofil Părăian e la monaca poetessa Zorica Lațcu (maica Teodosia), della quale si offre in questa raccolta una scelta significativa delle sue poesie, di particolare bellezza e potenza evocativa. Ripercorrendo la testimonianza biografica e spirituale di queste figure, presentando testi scelti e inediti, possiamo metterci in cammino lungo sentieri di ineffabile bellezza, verso l’incontro con Dio attraverso il mistero dell’amore. L'insieme della raccolta offre uno scorcio di straordinaria sapienza e bellezza sull'esperienza mistica e monastica dell'Ortodossia romena, mostrando alcuni tratti fondamentali della "paternità" e "maternità" spirituale, nella luce di un cristianesimo filocalico che rischiara l'orizzonte del nostro tempo presente.
«Ignorare che l'uomo ha una natura "ferita" e incline al male (cf. Aug., gr. et pecc. or. 1,55), è causa di gravi errori nel campo dell'educazione, della politica, dell'azione sociale e dei costumi» (cf. Ccc 407). Il quotidiano progredire dell'impegno cristiano consente l'emergere dei frutti dello Spirito (cf. Gal 5, 22-23), ma non è annientata la resistenza sorda che proviene dalle opere della carne (cf. Gal 5, 19-21). La grazia della Redenzione certamente trasforma l'uomo, ma non elimina la necessità di lottare per vivere in una continua conversione di vita.
La tematica che il volume affronta è particolare, ristretta, affascinante, anche se la demonologia in generale, e gli studi che abbordano il pensiero dell'Ipponate a riguardo sono pochi, il presente contributo ci permette di comprendere la complessità del problema del male e la non rassegnazione ad esso che nasce dalla speranza della sua liberazione in Cristo.
Nel libro, infatti, s'indaga con sant'Agostino la condizione degli angeli decaduti: Chi sono? Perché sono precipitati? Quali le conseguenze della loro caduta? Perché hanno dei limiti? Qual'è il loro rapporto con l'uomo e il creato? Qual'è la reazione che il cristiano può avere?
FRANCESCO SCARSELLA, nasce ad Avezzano (AQ) nel 1982.
Dottore in Teologia e Scienze Patristiche. Ha frequentato gli studi Filosofici e Teologici a Roma presso la Pontificia Università Gregoriana, e quelli Patristici presso il Pontificio Instituto Patristico Augustinianum. Viene qui offerto il testo del suo studio sulla demonologia di sant'Agostino.
Riflessioni raccolte durante l'insegnamento del catechismo o in chiesa, semplici frasi, confidenze a parrocchiani, coadiutori, pellegrini che hanno incontrato Giovanni Maria Vianney, il Curato d'Ars. Un prete sconcertante e straordinario, del quale il suo vescovo diceva: «Io non so se sia istruito, ma quello che so bene è che lo Spirito Santo si prende cura di illuminarlo».
Il volume affronta uno dei drammi più attuali della vita spirituale, il contrasto tra apparenza e verità, attraverso le figure di Bucharev e Rasputin. L’archimandrita Teodoro Bucharev è stato uno dei più importanti teologi russi dell’Ottocento; Grigorij Rasputin è stato un religioso e mistico, consigliere privato dei Romanov e figura molto influente su Nicola II di Russia nei primi anni del Novecento. Seguendo i percorsi di questi due personaggi, vengono presentati due modi opposti di vivere il monachesimo e, più in profondità, la stessa esistenza cristiana. Da una parte, il monachesimo interiore, nascosto e autentico; dall’altra, una religiosità esteriore, carismatica ma priva di vera trasformazione del cuore. Sullo sfondo, la tradizione del monachesimo russo e i suoi elementi fondamentali aiutano a comprendere il contesto storico e spirituale. Il libro invita il lettore a riscoprire il discernimento e a scegliere la verità davanti a Dio, oltre ogni maschera.
"Forma di vita" è espressione che designa in ambito cristiano la "vita religiosa". Giorgio Agamben ne ha fatto un tema della sua filosofia cui ha assegnato una posizione e un ruolo eminenti. Nell'orizzonte teorico che egli ha cominciato a descrivere con il primo volume della saga filosofica Homo sacer (Einaudi, 1995), il concetto di "forma-di-vita" è introdotto quale contraltare al concetto di "nuda vita" e designa la vita inseparata e inseparabile dalla sua forma. Il presente libro si sofferma sul momento in cui il concetto di "forma-di-vita" giunge a più piena definizione, momento che coincide per Agamben con l'incontro con la tradizione letteraria e spirituale del monachesimo cristiano e la pubblicazione di Altissima povertà. Regole monastiche e forma di vita (Neri Pozza, 2011). All'interno del suo progetto filosofico tale incontro costituisce una "svolta": essa viene ripercorsa nei suoi tratti fondamentali cogliendo l'occasione per mostrare l'originalità e la fecondità dell'approccio di Agamben al monachesimo insieme ai limiti della sua interpretazione.
Pronunciate a Parigi nel 1273, le Collationes in Hexaëmeron di Bonaventura si collocano in un contesto universitario in cui le nuove ermeneutiche aristoteliche avevano depennato l’esemplarismo dall’orizzonte filosofico, marcando, in tal modo, un’irrimediabile dicotomia tra Dio e il mondo, molto pericolosa pure sul piano dottrinale. A fronte di un tale rifiuto, Bonaventura riafferma con forza la centralità dell’esemplarismo mediante il quale si può rileggere, e interpretare in modo corretto, il rapporto tra la Trinità e la creazione, tra la Trinità e il decursus mundi, tra la Trinità e le varie gerarchie. Benché il mistero del Dio trino e uno sia presentato con differenti strumenti teologici che vanno dalle processioni intradivine alla circumincessione, l’esemplarismo permane quel filo rosso che rende ragione del rispecchiarsi del mistero di Dio in ognuna di queste realtà, siano esse la creazione, la storia o i vari ordinamenti gerarchici, diventando così quel legame imprescindibile che congiunge la Trinità con il mondo.
Nell’anno 1938 uno dei più grandi teologi del XX secolo, Hans Urs von Balthasar, allora trentetreenne, pubblicava quest’opera che intitolava "Spirito e fuoco". Dalla sterminata opera letteraria di Origene aveva tratto un’antologia ragionata divisa per temi, così da poter cogliere nella sua completezza il pensiero del grande scrittore del III secolo. Nel 1952 von Balthasar ne pubblica una seconda edizione ampliata che tiene conto di alcune opere di Origene che al momento della prima edizione erano ancora sconosciute. Nella collana Studia Ephemeridis Augustinianum viene ora proposta una nuova edizione italiana: la traduzione è stata interamente rifatta da Elisa Zocchi e si basa questa volta sulla seconda edizione tedesca, senza operare alcun taglio. Impreziosisce la pubblicazione un’ampia introduzione di Marco Rizzi, uno dei massimi esperti attuali di Origene.