«Grandi, il miglior comandante di uomini che abbia mai conosciuto» (Nuto Revelli). «Puoi essere certo capitano Grandi, puoi essere certo, nessuno ti dimenticherà mai. Il tuo testamento sarà rispettato. Gli alpini del tuo Reggimento, del tuo Battaglione, della tua Compagnia ti hanno tutti nel cuore, la tua mamma e colei che si ricorda "del suo primo amor", anche la tua montagna, anche le tue frontiere. Non solo. Ma il tuo eroismo ti ha consegnato per sempre alla storia degli alpini e della Patria...» (don Carlo Gnocchi). «A Luca dispiacque vedere andar via il capitano Grandi: egli non lo conosceva che di vista, ma senza di lui si sentiva in qualche modo impoverito, tanto quell'uomo sconosciuto gl'ispirava fiducia: un vero padre nel senso alpino» (Eugenio Corti).
Apparentemente ormai conclusa, la vicenda politica del comunismo continua a generare dibattiti e polemiche ogni volta che si cerca di raccontare cosa ha realmente rappresentato quella galassia di uomini e donne eccezionali che fu il Pci. A cento anni dalla sua fondazione, Emanuele Macaluso e Claudio Petruccioli ne ripercorrono sviste e svolte epocali, ricordano le conquiste sociali di cui fu promotore e ipotizzano strade alternative che l'Italia avrebbe potuto imboccare per scongiurare il declino politico e culturale del Paese. Legati a riferimenti ed esperienze politiche diverse, Macaluso, militante già durante gli anni del regime fascista e dirigente di lungo corso, più volte deputato e senatore del Pci, e Petruccioli, che della segreteria del partito fu l'ultimo coordinatore, tentano così un bilancio tra due visioni spesso contrastanti dell'eredità politica del comunismo in Italia: quella che vede per la sinistra del Paese una cesura netta tra un prima e un dopo Pci, e quella per cui le diverse incarnazioni della sinistra post-comunista, pur nella crisi insanabile che i partiti e le istituzioni attraversano dalla fine della Prima repubblica, corrispondono alla naturale evoluzione di una certa idea dell'Italia e degli italiani. Sullo sfondo di questo fitto dialogo si susseguono cinquant'anni di avvenimenti, dal ritorno di Togliatti dalla Russia all'approvazione della Costituzione, dall'occupazione sovietica dell'Ungheria nel 1956 alla rottura mai risanata con i socialisti, passando per la breve ma cruciale stagione di Luigi Longo e gli anni di Berlinguer, il fallimento del compromesso storico e la fine del più ambizioso esperimento politico italiano del secolo scorso.
La fortuna di questo saggio, pubblicato per la prima volta nel 1967, è dovuta ad almeno due motivi. Per un verso, coglie lucidamente la natura particolare dell'intreccio tra religione e politica negli Stati Uniti, legata certo al cristianesimo protestante e puritano dei padri fondatori, ma anche in grado - come dimostra l'analisi dei discorsi presidenziali - di trascendere il dato confessionale, rivelandosi un potente fattore inclusivo e di coesione morale. Per un altro verso, proprio questa peculiarità fa sorgere un problema più generale di confronto, per analogia ma anche per differenza, con la situazione europea. Il fatto che oggi si ritorni a parlare di "religione civile" a vari livelli - riguardo sia al generale processo di sacralizzazione della politica sia ai cambiamenti nel frattempo intervenuti negli Stati Uniti come in Europa - dimostra la classicità di queste pagine, che ci parlano ancora oggi e nel contempo riflettono problemi e situazioni profondamente diverse da quelle attuali.
Nel 1960, accompagnando l'ascesa alla Presidenza del primo cattolico, John Kennedy, sospetto in vasti settori dell'opinione pubblica protestante perché la Chiesa cattolica sembrava limitarne l'autonomia, il padre gesuita John Courtney Murray pubblicò We Hold These Truths - Catholic Reflections on the American Proposition, la raccolta dei propri scritti. In essa, a partire dal diritto costituzionale americano, proponeva di assumere pienamente la libertà religiosa come principio da valorizzare e non come male da tollerare. Kennedy si ispirò a Murray anche in un celebre discorso a Houston di quello stesso anno che ebbe particolare risonanza politica ed ecclesiale, anche ad anni di distanza. La prima apparizione italiana del testo (Morcelliana, 1965) intendeva accompagnare i lavori del Concilio Vaticano II ed in effetti ebbe un'influenza decisiva sulla Dichiarazione conciliare Dignitatis Humanae anche grazie ai rapporti di lunga data dell'autore con Paolo VI. Oggi, in concomitanza con l'ascesa alla Presidenza di Joe Biden, secondo cattolico dopo Kennedy, vede la luce questa nuova edizione, con una premessa e una nota biografica e bibliografica di Stefano Ceccanti, nella convinzione che alcune intuizioni di fondo del testo e della Dichiarazione possano avere ancora un significato.
«Il Pci ha saputo leggere e interpretare per decenni domande di libertà, uguaglianza, riscatto sociale, facendole vivere in battaglie democratiche in cui si sono riconosciuti milioni di italiani. Alla fine del secolo il suo tempo si è consumato, ed è stato atto di lucida saggezza andare oltre per costruire un futuro nuovo. È un cammino che deve continuare». Il Partito comunista italiano nasce il 21 gennaio 1921 con il Congresso di Livorno e cessa la sua attività il 3 febbraio 1991. Settanta anni nei quali il Pci è stato protagonista di ogni passaggio della vita politica e sociale dell'Italia. Nato sull'onda della Rivoluzione d'ottobre per realizzare una società sovietica anche in Italia, nell'arco di pochi anni è investito dalla bufera del fascismo. Costretto alla clandestinità, è il principale animatore prima del contrasto alla dittatura, poi della Resistenza. Matura così, nella lotta per la democrazia e la libertà, un'evoluzione culturale e politica che lo porta a essere partecipe essenziale della costruzione della Repubblica e della scrittura della Costituzione. Divenuto il più importante partito comunista dell'Occidente, forte del pensiero di Antonio Gramsci, intraprende un cammino politico che - prima con la «via italiana al socialismo» elaborata da Togliatti, poi con il «compromesso storico» proposto da Enrico Berlinguer - assume la democrazia come il regime politico entro cui far valere i valori e le lotte di emancipazione e giustizia, sottoponendo a dura critica il socialismo sovietico e ricollocandosi come uno dei principali partiti della sinistra democratica europea. Baluardo nella difesa della democrazia contro lo stragismo nero e il terrorismo rosso, acquisisce crescente consenso nella società fino a raccogliere oltre il 30 per cento dei voti degli italiani e a essere partecipe di una larga intesa democratica per il governo del paese. Un cammino che, di fronte alla caduta del Muro di Berlino e alla dissoluzione del campo sovietico, cui Piero Fassino - protagonista, fin dagli anni della Fgci torinese nel '68, della vicenda del Pci prima, del Pds e del Pd poi - ripercorre la lunga «traversata del deserto» dalla rivoluzione alla democrazia: un passaggio complesso, decisivo per la politica italiana che, se produsse lacerazioni non ricomposte a sinistra, consentì però l'avvio di una nuova stagione di impegno per dare all'Italia un partito progressista nell'alveo del riformismo socialista europeo.
La peculiarità della condizione umana rifulge nella capacità della persona di vivere in maniera singolare la comune natura, chiamata a maturare in un processo di umanizzazione biologica, psicologica e morale. La singolarità dell'esistenza umana si dispiega in modo vivissimo nella chiamata della persona ad appropriarsi della natura sessuata maschile/femminile e divenire uomo/donna. A differenza degli altri esseri viventi, in cui la pratica sessuale è guidata da processi biologici/istintuali, nell'essere umano la sessualità è al tempo stesso biologicamente data, psicologicamente elaborata e moralmente scelta. Il carattere della sessuazione umana traspare in maniera emblematica nel fenomeno del transgenderismo, di chi esperisce una distonia tra sesso e identità di genere, che costituisce l'oggetto della ricerca contenuta nel presente volume. Alla luce delle ricerche neuroscientifiche, psicoanalitiche e filosofiche/teologiche su corporeità e linguaggio, il testo studia con metodo transdisciplinare la condizione del transgenderismo, al fine di individuare scelte che favoriscano la promozione del bene delle persone transgender e della società.
Stando al racconto contemporaneo su Roma - propugnato tanto dai media quanto dai residenti - la città è prossima al collasso. Ogni anno la si ritrova qualche gradino più in basso nelle classifiche di vivibilità. Ai problemi di tutte le grandi capitali - turismo mordi e fuggi, traffico, scarto tra centro radical-Airbnb e periferie degradate - negli ultimi anni Roma sembra voler aggiungere una lista di nefandezze tutta sua: una serie di amministrazioni fallimentari, corruzione capillare, rigurgiti fascisti non più minoritari, criminalità diffusa, mafia. Una situazione apparentemente irredimibile che ha trovato il simbolo perfetto nel record mondiale di autòbus pubblici che prendono fuoco da soli. Ma questa narrazione dello sfacelo sembra contraddetta da altrettanti segnali in direzione opposta. La prima cosa che stupisce è l'assenza dell'emigrazione di massa che normalmente ci si aspetterebbe: la larghissima maggioranza dei romani non si sogna nemmeno per un istante di «tradirla», e i tanti nuovi arrivati che negli ultimi decenni l'hanno popolata sono spesso indistinguibili dagli autoctoni nelle attitudini e nell'amore profondo che li lega a questa «città vischiosa» che «ti si appiccica addosso con le sue abitudini e le sue mancanze». A ben guardare sono infinite le contraddizioni e gli opposti conciliati da Roma, una città «incredibilmente ingannevole: sembra ciò che non è ed è ciò che non appare». La si pensa grande e invece è immensa, la metropoli più estesa d'Europa. I suoi confini si spingono enormemente più in là dei capolinea della metro e ben oltre la cerchia della più grande autostrada urbana d'Italia, il Gra, che ne racchiude solo una frazione. Ma soprattutto, in contrasto con lo stereotipo più falso di sempre, per quanto fondata oltre 2770 anni fa, Roma è una città profondamente moderna, come il 92 per cento dei suoi palazzi, e tutt'altro che eterna, se la sua crescita dal dopoguerra a oggi ha «distrutto vestigia di migliaia di anni e sconvolto la geografia di mezza regione». E per capirla e guarirla - o quantomeno provarci - bisognerebbe considerarla una città normale «allo stesso titolo di Chicago o Manchester». Solo, dannatamente più bella.
Questo volume illustra la disciplina relativa al trattamento dei dati personali, così come delineata nella normativa europea, nel nostro Codice della privacy e nei provvedimenti del Garante. Per venire incontro alle esigenze dei lettori la collana è caratterizzata da: due caratteri di stampa per uno studio a due velocità: il più grande per fissare le nozioni essenziali e il più piccolo per approfondire taluni aspetti della materia; linguaggio agevole e di immediata comprensione; box con approfondimenti, anche giurisprudenziali; uso del corsivo e del neretto per individuare immediatamente i concetti fondamentali. La privacy è, senza dubbio, una di quelle «materie» che deve la sua disciplina all'intervento costante e prolungato del legislatore europeo. Il sistema normativo di riferimento è incentrato sul Regolamento europeo in materia di protezione dei dati personali (Gdpr), reg. UE/2016/679, divenuto operativo in tutti gli Stati membri dell'Unione europea il 25 maggio 2018, che, stante il carattere vincolante delle sue disposizioni, ha obbligato i legislatori nazionali ad un "ripensamento" delle precedenti normative per adeguarle a quelle sovranazionali (nel nostro ordinamento il cd. Codice della privacy, il D.Lgs. 196/2003, è stato modificato dal D.Lgs. 101/2018). La disciplina delineata nel GDPR è incentrata essenzialmente su tre pilastri - diritti forti per le persone, trasparenza e responsabilità di chi tratta i dati - e la validità della stessa ha consentito di fronteggiare (e superare) la sfida più impegnativa che potesse presentarsi, rappresentata dalla crisi sanitaria, assolutamente imprevista e imprevedibile, dovuta al Covid-19. Ma perché un volume su una materia tanto tecnica e, per certi aspetti, ostica? Il trattamento dei dati personali, conosciuto anche con il termine privacy, lungi dall'essere una «questione teorica», è una tematica concreta che riguarda ciascuno di noi da vicino e della cui importanza, probabilmente, non si ha piena consapevolezza. Nel volume si analizza il sistema normativo di riferimento cercando di contestualizzare le disposizioni, europee e nazionali, nella realtà, strizzando l'occhio all'applicazione fattane dal nostro Garante della privacy in alcuni importanti provvedimenti.
I codici normativi plus costituiscono utili e pratici strumenti per studenti, partecipanti a pubblici concorsi, magistrati, avvocati ed altri operatori del settore, fungendo da prezioso ausilio nello studio e nella professione.
I Codici garantiscono:
● una rapida e puntuale consultazione delle norme;
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● un indice analitico dettagliatissimo, che si affianca a quello sistematico e cronologico.
● un apparato di note chiaro e intelligente che mette in evidenza per ciascun articolo:
- l’evoluzione normativa con segnalazione di modifiche e declaratorie di illegittimità costituzionale;
- le ulteriori norme connesse di cui si riporta il testo ed il rinvio ad altre norme contenute nel codice
Le note in calce, dunque, costituiscono un prezioso arricchimento del testo di cui consentono una lettura guidata con originali connessioni fra norme altrimenti di difficile reperimento.
Il codice amministrativo è aggiornato ai più recenti e rilevanti interventi, quali: - L. 30 dicembre 2020, n. 178 - Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2021 e bilancio pluriennale per il triennio 2021-2023. - D.L. 23 novembre 2020, n. 154, non ancora convertito in Legge - Misure finanziarie urgenti connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19. - D.L. 9 novembre 2020, n. 149, non ancora convertito in Legge - Ulteriori misure urgenti in materia di tutela della salute, sostegno ai lavoratori e alle imprese e giustizia, connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19. - D.L. 7 novembre 2020, n. 148, non ancora convertito in Legge - Disposizioni urgenti per il differimento di consultazioni elettorali per l'anno 2020. - D.L. 14 agosto 2020, n. 104, convertito con modificazioni dalla L. 13 ottobre 2020, n. 126 - Misure urgenti per il sostegno e il rilancio dell'economia. - D.L. 16 luglio 2020, n. 76, convertito, con modificazioni, dalla L. 11 settembre 2020, n. 120 - Misure urgenti per la semplificazione e l'innovazione digitale.
Aggiornato alla Legge di Bilancio 2021.