Sommario
3 Editoriale
7 Di vedetta Gianpaolo Barra & Riccardo Cascioli
8 Chiesa Matteo Matzuzzi
9 Ci piace & non ci piace
10 Fuoco da Est e da Ovest AA. VV. Abstract
18 Il Vescovo di Livorno: «Andiamo Oltre la censura su Dio» Giulia Tanel Abstract
21 Il falso mito del multiculturalismo Francesco Giubilei Abstract
24 Livatino Beato Mario Cicala
26 Kattolico Rino Cammilleri
28 L'abito lo fa il monaco Luisella Scrosati
42 Influencer per la vita, spopola sui social Anna Bonetti Raffaella Frullone Abstract
44 Il popolo della vita in piazza Virginia Coda Nunziante
46 La nave dei folli Valentina Sessa
48 Ragazzi e mondo virtuale Marco Begato
51 Un vescovo risponde Francesco Cavina
52 Matita blu - Nino Manfredi Carlo Susa
53 Parole proibite - Carisma Andrea Zambrano
54 Itinerari religiosi Sara Alessandrini
57 La riscoperta del sacro Andrea Zambrano
58 Miracoli Saverio Gaeta
60 Filosofando - Quella "salvezza" che non salva Giacomo Samek Lodovici
62 La rosa del Timone Tommaso Scandroglio
63 Catt woman Raffaella Frullone
64 Biblioteca Vincenzo Sansonetti
65 Schermi Raffaele Chiarulli
66 Don Camillo sul crinale Lorenzo Bertocchi
Dossier
Luci dal Nord AA. VV.
En el reciente año 2021 el Santo Padre publicó diversas cartas apostólicas en forma de motu proprio que atañen directamente a materias litúrgicas. Estas son el fruto de un rico y consistente magisterio de sus ya casi nueve años de pontificado en el que ha profundizado en la teología y modificado en sus ritos algunas de las celebraciones de la lex orandi de la Iglesia. Es por ello por lo que estas páginas tienen como objetivo presentar una síntesis del magisterio en materia litúrgica del papa Francisco y, a partir de allí, extraer algunas reflexiones teológicas que permitan orientar al lector en el porqué de las decisiones tomadas. Magisterio que, como se descubre a lo largo de este volumen, ha sido abundante, valiente y por momentos controvertido; marcado por una profunda fidelidad al pueblo de Dios y a los principios litúrgicos de la reforma impulsada por el Concilio Vaticano II.
Firenze 1288. Una città cupa, fosca, nelle mani di Corso Donati, capo dei guelfi, assetato del sangue dei nemici, quei ghibellini che hanno appena sterminato i senesi - alleati dei fiorentini - nelle Giostre di Pieve al Toppo. In questo teatro d'apocalisse si muove il giovane Dante Alighieri: coraggioso, innamorato dell'amore e consacrato a Beatrice, ma costretto a convivere con la moglie, Gemma Donati; amico di Guido Cavalcanti e di Giotto, amante della poesia e dell'arte ma chiamato dal dovere sul campo di battaglia. Firenze infatti si prepara a un ultimo, decisivo scontro, e Dante dovrà dar prova del proprio coraggio impugnando le armi a Campaldino. Quando Ugolino della Gherardesca, schierato coi guelfi e imprigionato nella Torre della Muda a Pisa, morirà di fame fra atroci tormenti, Corso si deciderà a muovere guerra ai ghibellini. Il giovane Dante si unirà allora ai feditori di Firenze, affrontando il proprio destino in una sanguinosa giornata che ha segnato il corso della storia d'Italia. E che segnerà necessariamente anche lui, come uomo e come poeta.
Un paradosso inquietante di questo nostro tempo è che, nonostante l'impressionante aumento delle ricchezze e della possibilità di progresso, le aree dell'esclusione, non solo economica ma anche sociale e culturale vanno accrescendosi in misura più che proporzionale. Muovendo dalla prospettiva di sguardo, cioè dal paradigma, dell'Economia Civile i saggi qui raccolti perseguono una duplice mira. Per un verso, indagare le cause remote del paradosso e le sue conseguenze; per l'altro verso, suggerire linee di azione e di intervento che valgano a realizzare le condizioni per la vera prosperità realmente inclusiva. Comprendere e spiegare perché ciò non sia un'utopia apre alla speranza e dunque alla messa in cantiere di una strategia trasformazionale.
Che cos'è l'apprendimento e come si manifesta? Quali sono le funzioni svolte dalle istituzioni scolastiche nell'educare al comprendere? Si sono fatti progressi nello studio dello sviluppo cognitivo, ma ancora oggi queste conoscenze generalmente non vengono applicate al campo dell'educazione. La scuola basata su una didattica che mira essenzialmente al superamento di certe prove si appiattisce sul "compromesso delle risposte corrette" e rinuncia all'obiettivo ambizioso e globale, per l'individuo e la collettività, del vero comprendere. Gli stereotipi e le concezioni della mente non scolarizzata sopravvivono al tempo, ma le metodologie di studio attuali non consentono che siano riplasmati o sradicati dagli insegnanti: nascono da qui le gravi lacune di comprensione tanto diffuse tra gli studenti di oggi, che impediscono una reale padronanza delle materie studiate. L'autentica persona "istruita" dovrebbe poter indagare autonomamente i campi del sapere, usare in contesti nuovi le informazioni acquisite e continuare ad apprendere per tutta la vita. Situazione che oggi si verifica solo in una minima parte degli studenti, anche universitari. Gardner approfondisce i diversi aspetti dell'apprendimento e suggerisce alcune soluzioni pratiche per migliorare i metodi di istruzione, indicando nuove promettenti vie di ricerca.
Aziz e Mattia si incontrano per caso una notte: Mattia è scappato di casa e Aziz, dopo il lungo viaggio, è arrivato in Italia e dorme vicino a una siepe, solo e affamato. Mentre Mattia gli dà da mangiare il poco che ha e lo accoglie nel suo rifugio segreto nei sotterranei di una scuola, Aziz gli racconta la sua storia. Nella notte, però, Mattia si accorge che il ragazzino afghano scotta e ha la febbre alta. Cercando di aiutarlo, Mattia scopre la vera identità di Aziz, che non è affatto chi sembra. Un finale inatteso per una storia che alterna ai colpi di scena la scoperta più emozionante: quella dell'amicizia, dell'amore, dell'umanità. Età di lettura: da 12 anni.
Il volume si propone di illustrare l'impatto delle leggi antiebraiche sul corpo docente dell'Università di Bari. I singoli contributi ricostruiscono, con ricchezza di dettagli e sulla base di fonti edite e inedite, l'applicazione della legislazione razziale fascista nell'ateneo pugliese. Ne emerge con nettezza un quadro accademico complesso e vivace in cui i conformismi e le supine adesioni sono compensati dalla più o meno esplicita resilienza alle politiche imposte dal regime. Attraverso le storie interrotte dei docenti ebrei Ladislao Brüll, Bruno Foà, Renzo Fubini e Giorgio Tesoro - a cui il Magnifico Rettore Antonio Felice Uricchio ha ufficialmente intitolato nel 2019 aule dell'ateneo - è possibile leggere un'intera stagione della giovane università barese, pomposamente intitolata nel 1925 a Benito Mussolini.