Nella società attuale i nuovi media consentono a tutti gli utenti di trasformarsi in opinion leader e influencer, senza avere né gli strumenti necessari per interpretare i fatti né la cura e le competenze per verificare le fonti. Anche i politici si rivolgono oggi al pubblico per mezzo di tweet e di post, mostrando così la loro capacità di anticipare, interpretare e assecondare gli interessi e le pulsioni di un'opinione pubblica sempre più eterogenea. Il libro analizza la comunicazione politica, esaminandone gli strumenti linguistici e simbolici e il rapporto con i mezzi di comunicazione che concorrono a configurarne i contenuti. Le dimensioni simbolica e comunicativa hanno sempre giocato un ruolo di primo piano nella politica ma ormai quest'ultima è completamente appiattita sui media. Più la politica indietreggia, più avanza la sua comunicazione.
La magnifica civiltà generata dagli antichi Greci e Romani è la più grande eredità del mondo classico; la tradizionale narrazione che vede questi imperi 'civilizzati' difendere i loro progressi e la loro cultura dagli invasori barbari, però, è tutt'altro che corretta. Tony Spawforth, studioso di fama internazionale e con un ruolo da vicedirettore della British School of Archaeology di Atene alle spalle, attraversa i sei millenni più importanti della storia e svela come, in realtà, le civiltà greca e romana fossero intensamente e sorprendentemente in contatto con l'esterno e, sebbene con gradazioni diverse, aperte alle influenze di altre popolazioni, in particolare quelle orientali. Partendo dall'ascesa dei Micenei nella tarda età del Bronzo, Spawforth ci racconta come fiorì l'antica civiltà egea e come si presentava lo Stato ellenico nel momento del suo zenit. Senza trascurare i conflitti e le contaminazioni artistiche, commerciali e linguistiche che la permisero, il percorso conduce alla nascita dell'impero romano e si addentra fino agli albori del cristianesimo e alle conseguenze del primo califfato. Ben documentato, scorrevole e stimolante, Breve storia della Grecia e di Roma è esaustivo e allo stesso tempo accessibile a tutti i lettori, un saggio che riesce nella straordinaria impresa di raccontare la grande storia del mondo classico nella sua interezza.
"La Luce va data", sollecitazione tratta da uno dei 58 scritti che compongono il primo libro di Chiara Lubich Meditazioni (Città Nuova, Roma 1959, 202029), esprime felicemente anche il senso che l'Autrice attribuisce alla scrittura e spinge ad una approfondita riflessione sul ruolo svolto dai suoi scritti nella trasmissione del Carisma dell'unità di cui ella è portatrice. L'avventura di Meditazioni, su cui indaga la presente edizione critica, viene qui narrata attraverso un dinamico percorso che ci fa risalire alle origini di ogni singolo scritto lasciandoci intravedere poi le sue fasi evolutive, tra varianti testuali, espunzioni di testo e successivi reinserimenti, in vivace interazione con il contesto storico-culturale che fa da sfondo ad ognuna delle sue 29 edizioni in lingua italiana.
In una casa di piacere tra le più rinomate di Praga, l'insistenza di un cliente piuttosto ripugnante e il rifiuto della giovane da lui prescelta scatenano un parapiglia generale che vede coinvolte tutte le ragazze, fino a quando l'improvviso arrivo di un soldato ne provoca l'immediata cessazione: quel soldato reca la notizia dell'assassinio a Sarajevo dell'erede al trono. È il preambolo della catastrofica guerra che porterà alla caduta dell'Impero asburgico e del suo mondo multiculturale e plurinazionale. Franz Werfel sembra quasi voler costruire nel suo lungo racconto "Lutto nella casa di piacere" (1926) una più o meno parodica allegoria di un mondo che svanisce, il mondo in cui egli stesso è vissuto e che ricorda con sottile ironia, ma con un affetto incondizionato, nel saggio che apre il volume. Tra gli attentatori di Sarajevo c'era anche il giovanissimo Nedeljko ?abrinovi?, protagonista del secondo dei racconti qui riuniti (1923, qui in prima traduzione italiana). Già in carcere e ormai fatalmente malato di tubercolosi, il narratore lo incontra e si sorprende a osservarne, ben oltre il rigido disprezzo dei carcerieri, la rassegnata compostezza, «la bellezza e la dignità della solitudine mortale». Una solitudine mortale: è quello che, altrettanto tragicamente ma per ragioni diversissime, avverte dentro di sé anche Francine, la protagonista dell'ultimo dei racconti di questo volume, "Scala d'albergo" (1927), nella sua ascesa verso l'abisso.
"Il lato fragile", "Il fatto viene dopo", "La regola dello svantaggio", "È solo un gioco". Sono le prime storie dell'irresistibile coppia di investigatori dilettanti siciliani Saverio Lamanna e Peppe Piccionello, nati e cresciuti nei racconti gialli inclusi nelle antologie a tema e riproposti in questa raccolta in occasione dell'imminente debutto in TV che li vedrà protagonisti su Rai 1 di una nuova serie con Claudio Gioè diretta da Michele Soavi. Quattro casi delittuosi in cui inciampano un po' per caso, un po' tuffandosi dentro come veri segugi. Conosciamo così Saverio, giornalista disilluso che rimasto senza lavoro è costretto, dalla Roma dei flirt occasionali e dei locali alla moda, a tornare nel suo scoglio siciliano e a rifugiarsi nella villetta di famiglia sul mare di Màkari. Qui Lamanna ritrova Peppe Piccionello, esemplare locale in mutande e infradito, carico di una saggezza pratica e antica, e conosce Suleima, laureanda in architettura che, durante la stagione estiva, lavora come cameriera nella locanda di Marilù. Per sostenersi inizia a scrivere gialli e accetta qualche lavoro atipico. Cominciano così le avventure investigative, i due compari sperimentano un metodo infallibile fatto di analisi irriverenti e schermaglie ironiche e affilate attraverso cui vivisezionano società e caratteri umani: Saverio, sarcastico e realista, e Peppe, spalla al suo umorismo senza sosta, fatto di battute dissacranti, allusioni e controsensi. E insieme, a fustigare tutti i luoghi comuni più pop e i pregiudizi che ruotano attorno alla Sicilia che in queste storie si fa metafora, specchio di un mondo di disuguaglianze e miserie.
Lasciarsi muovere verso l'abbraccio è la condizione necessaria per sentire l'amore. Dio è amore. Egli abbraccia continuamente l'umanità attraverso l'amore di Gesù, il Figlio amato, che ama con tutto se stesso, donandoci il suo corpo, mostrando all'umanità intera la potenza dell'Amore vero, appassionato, totale, ferito. Questo libro si sviluppa a partire dalla contemplazione del corpo di Gesù, ci porta a sentire una sempre più forte comunione con Lui, a costruire la comunione e la pace tra noi, a essere segno della sua tenerezza e della sua bellezza nel mondo. È dalla relazione umana tra noi e il corpo di Cristo che ci possiamo aprire alla comunione d'amore con l'Unico Dio.
Quante cose facciamo durante una giornata con le nostre mani? Quanti amici incontriamo, abbracciamo, inseguiamo? Una bambina e il suo coniglietto, da mattina a sera, fanno mille cose diverse. E quante cose invece si possono fare con la bocca? Parlare, cantare, baciare, mangiare... Età di lettura: da 2 anni.
L'interpretazione dei testi è il cuore del giudaismo e lo studio in ebraico della Torà scritta e orale è uno dei suoi precetti fondamentali. Ma interpretare è un'arte sviluppatasi sulla base di regole precise che fissano dei limiti logici e insieme potenziano la fantasia dei maestri di Israele. In questi dodici capitoli si esplorano tali middot o norme ermeneutiche, la dialettica tra senso letterale e approccio midrashico, gli sviluppi dell'esegesi rabbinica soprattutto in età medievale, i dibattiti sul valore delle aggadot nella prima modernità e, infine, i diverbi tra ortodossia e riforma sul posto da assegnare al metodo storico-critico nella lettura dei testi sacri: Torà, Talmud, Zohar... Ma idee e prassi dell'interpretazione si applicano anche al mondo dei sogni, all'elaborazione della memoria e alla vasta produzione poetica e letteraria, rifiorita in ebraico nel corso del Novecento, in particolare nella società israeliana. Questo percorso mostra come, da sempre e mai come oggi, il giudaismo sia una interpreting tradition nel solco di una lunga storia che combina rigore e innovazione. Secondo il Midrash, Dio stesso, tracciando corone sulle lettere della Torà, ha cominciato questa storia.
Questo volume costituisce uno dei primi contributi italiani alla valorizzazione e inclusione delle donne filosofe dell'antichità nel canone filosofico tradizionale. Esso è costituito da una prefazione e da un articolo introduttivo, volti a illustrare lo status quaestionis sull'argomento, e da due parti. Nella prima vengono presentate le teorie di Platone e di Aristotele sulle donne e, nel caso di Platone, su una loro eventuale educazione filosofica. Nella seconda si trovano due articoli sulle Pitagoriche, che attualmente stanno suscitando grande interesse a livello sia nazionale che internazionale, e tre contributi su figure di donne, di cui due molto celebri anche per quel che hanno simbolicamente rappresentato nella tradizione successiva (Diotima e Ipazia) e una ugualmente illustre, ma la cui adesione alla filosofia epicurea è stata scoperta solo di recente: Pompeia Plotina, moglie dell'imperatore Traiano. Sono tutte donne accomunate dal fatto di essere state chiamate, fin dall'antichità, 'filosofe'.
Questo libro si propone di raccontare la storia di Antonio Rosmini, il prete di Rovereto vissuto nella prima metà dell’Ottocento, noto soprattutto come filosofo e fondatore di una congregazione religiosa. La Chiesa cattolica ne riconosce oggi la grandezza, ma sulla sua vita e su quella dei suoi discepoli pesarono a lungo le proibizioni e le condanne ecclesiastiche che coinvolsero alcuni aspetti del suo pensiero. La sua stessa persona attirò, accanto ai più solenni attestati di stima, anche giudizi malevoli e perfino atteggiamenti ostili e minacciosi. Sulla sua morte pesa ancora oggi il sospetto di avvelenamento.
Chi era quest’uomo ammirato per la sua intelligenza straordinaria e per la sua semplicità di vita altrettanto fuori dal comune? Che cosa pensava e che cosa aveva scritto di tanto pericoloso? E come mai oggi è considerato un beato da quella stessa Chiesa che a lungo lo ha messo al bando?
Sommario
Prefazione (P. Coda). Premessa (M. Dossi). Abbreviazioni. I. La formazione e gli anni giovanili. II. L’ambiente milanese e le prime battaglie culturali. III. La perfezione cristiana. IV. Salvare l’intelligenza. V. Un cantico filosofico delle creature: l’etica rosminiana. VI. Le opere della maturità e le prime polemiche rosminiane. VII. La persona e la politica. VIII. Il rinnovamento ecclesiale e le Cinque Piaghe della Santa Chiesa. IX. La rivoluzione del 1848 e il fallimento del riformismo rosminiano. X. La ricerca teosofica e l’ultimo Rosmini. Epilogo: Dalla condanna alla beatificazione. Per saperne di più.
Note sull'autore
Michele Dossi è docente di discipline filosofiche presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Romano Guardini” di Trento. Oltre a un ampio Profilo filosofico di Antonio Rosmini (Morcelliana 1998), tradotto in tedesco da Kohlhammer (Stoccarda 2003), ha pubblicato numerosi saggi sul pensiero rosminiano. Collabora con la Biblioteca Rosminiana di Rovereto e con il Centro di studi e ricerche Antonio Rosmini dell’Università di Trento.
Il confronto che si dipana in queste pagine tra Franco Mosconi, monaco camaldolese, e Salvatore Natoli, filosofo laico, ripensa la speranza dentro «l’oggi» come forza che rigenera e come lievito che feconda la realtà. Il primo autore fa riecheggiare la potente tradizione dei profeti biblici, il secondo la grande tradizione filosofica che convoca Baruch Spinoza, ma anche Ernst Bloch con il suo Il principio speranza. Ne nascono due percorsi d’invitante e non ovvia profondità, lontani ma non opposti, graffianti proprio per una fedeltà al presente che non si identifica con la cronaca e non indulge alla lamentela.
Sommario
Prefazione (M. Mariani). Una speranza radicata nella fede (F. Mosconi). Speranza e cura del presente (S. Natoli). Dibattito.
Franco Mosconi, monaco camaldolese, collabora con varie riviste e si dedica alla predicazione e animazione di esercizi spirituali. Tra le sue pubblicazioni: Non sia turbato il vostro cuore. Meditazioni sul Vangelo di Giovanni (Il Margine 2008), Ruminare la Scrittura. Introduzione alla Lectio divina (Il Margine 2010) e Senza di te non ho alcun bene (Ancora 2018).
Salvatore Natoli è stato a lungo professore di Filosofia teoretica all’Università Milano Bicocca. Tra i suoi libri recenti: Scene della verità (Morcelliana 2018), L’animo degli offesi e il contagio del male (Il Saggiatore 2018) e Il fine della politica (Bollati Boringhieri 2019). Con EDB ha pubblicato L’uomo dei dolori (2020).