E' ormai prossima la celebrazione del 52°Congresso eucaristico internazionale che si terrà a Budapest dal 13 al 20 Settembre 2020 intorno al tema: Sono in te tutte le mie sorgenti. Con questa nuova tappa i Congressi si calano nello scenario dell'occidente secolarizzato, dove l'eredità cristiana con la sua vita di fede sembra dissolversi. Cosa significa celebrare un Congresso eucaristico nel contesto dell'Europa moderna e multiculturale dove il Vangelo e le forme di appartenenza religiosa sono diventati marginali? Significa, ha detto Papa Francesco, collaborare con la Grazia di Dio per diffondere una cultura eucaristica, cioè un modo di pensare e di operare fondato sul Sacramento ma percepibile anche al di là dell'appartenenza ecclesiale. Per aiutare questi percorsi eucaristici di novità, il volume propone il testo base del prossimo Congresso insieme con alcune riflessioni bibliche teologiche e pastorali che offrono spunti fecondi per una vita cristiana modellata dal mistero eucaristico.
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<tr><td align="right">Date:</td><td>Friday, October 1, 2021 at 5:08:01 PM</td></tr>
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<tr><td align="right" valign="top">Message:</td><td><b>WARNING:</b> No link_id found. Likely not be connected to database.<br />Could not open database: <b>libreriacoletti</b>.</td></tr>
<tr><td align="right">Date:</td><td>Friday, October 1, 2021 at 5:08:01 PM</td></tr>
<tr><td align="right">Script:</td><td><a href="/demo/obtain_abstract.php?codice=978889222136">/demo/obtain_abstract.php?codice=978889222136</a></td></tr> </table>
Costante è stato il richiamo di Paolo VI, durante il suo pontificato, al culto e all'amore per la Parola di Dio. In un'udienza concessa all'Associazione Biblica Italiana nel 1970, per la quale si affida al consiglio di un grande esperto, il padre Carlo Maria Martini, allora Rettore Magnifico del Pontificio Istituto Biblico, ribadirà tutta l'ansia della Chiesa nel favorire «ogni sforzo che tenda a raggiungere un'intelligenza sempre più profonda della Sacra Scrittura, per poter istruire i suoi figli con le divine parole». In occasione della Domenica della Parola di Dio istituita da Papa Francesco, Mons. Leonardo Sapienza ripropone in questo volume alcune delle riflessioni più significative del Papa "Maestro della Parola". Con la speranza che possano essere di aiuto a immergerci nel mare della Sacra Scrittura, come la chiama Sant'Ambrogio, per conoscerla sempre meglio e tradurla nella vita di ogni giorno.
L'opera, che può identificarsi come un lungo viaggio per comprendere il significato dell'arte,, del tempo e dell'essenza umana, è divisa in tre sezioni. Il protagonista, identificabile con Proust, racconta la propria infanzia trascorsa nella città di Combray, la sua travolgente passione per la raffinata e opportunista Odette de Crècy e un viaggio a occhi aperti in varie località evocate anche solo dal nome. Infatti, un oggetto un luogo o anche solo il profumo di the e madeleine diventano un appiglio per ritrovare sensazioni perdute, per fondere i confini del tempo e della memoria in questa delicata e sapiente analisi psicologica.
Il fantasma di Sir Simon si aggira tra le antiche stanze del castello di Canterville da più di tre secoli, terrorizzando chiunque. Quando la famiglia Otis, appena giunta dagli Stati Uniti, decide ricomprare la tenuta, tutti la considerano pazza, poiché sanno che il castello è infestato. La famiglia americana, scettica, si rifiuta di credere alle storie di presenze maligne e il fantasma, stanco e sconsolato, verrà aiutato da Virginia che cambierà per sempre il suo destino. A questo si aggiungono in questa raccolta altri celebri racconti del più noto autore irlandese.
Le considerazioni di Nietzsche sono dette "inattuali" perché si pongono in contrasto con i valori dominanti dell'epoca e si presentano propedeutiche alla costruzione di un nuovo futuro. Questo volume, pubblicato nel 1876, è infatti una raccolta di quattro saggi che si occupano delle condizioni della cultura europea, con particolare attenzione a quella tedesca. Le due Inattuali più significative sono la seconda, Dell'utilità e dello svantaggio della storia per la vita, in cui viene definita la storia non come fatto in sé, ma come interpretazione di chi la racconta, e la terza, Schopenhauer come educatore, in cui Nietzsche, on maniera autobiografica, interpreta il filosofo tedesco cercando in lui la soluzione di problemi propri.
Le Storie Filippiche rappresentano uno dei perduti Graal della letteratura di Roma antica: una storia universale scritta in latino. Loro autore è un uomo di origine gallica, Pompeo Troppo: proprio mentre Tito Livio componeva la sua monumentale Storia di Roma, scelse invece di narrare ke vicende dei popoli più lontani, nel tempo e nello spazio. Al centro doveva spiccare la formidabile ascesa e caduta del regno macedone, da qui il titolo. Sfortunatamente, però, le Storie Filippiche sono andate perdute: tutto quello che ci resta è un Florilegio, composto qualche secolo dopo da un certo Giustino. La perdita è quindi parzialmente sanata? No: Giustino, pur limitandosi ad un'operazione apparentemente innocua come la selezione di brani, in realtà modifica nel profondo gli equilibri e le prospettive dell'originale. Il suo Florilegio, quindi, più che raccontarci la storia del mondo, rappresenta il biglietto di accesso a una camera delle meraviglie, in cui da ogni scaffale fa capolino qualcosa di stravagante: regine malvagie, sovrani obesi, bambini prodigio, fughe rocambolesche, passioni e enigmi.
Due fratelli gemelli, una moglie ricca e una giovane amante, un servo fedele e un parassita inaffidabile, un banchetto segreto e un mantello rubato: sono questi gli ingredienti che danno vita alla commedia dei Menecmi, che si struttura attorno allo schema dell'equivoco. I due Menecmi del titolo, identici per uno strano gioco del destino perfino nel nome, sono sulla scena - quasi paradossalmente - l'uno ignaro dell'altro e , in tal modo, generano confusione tra i vari personaggi della pièce, alimentando, con malintesi e ambiguità, una divertente serie di gag in una straordinaria comedy of errors.
La Teogonia di Esiodo rappresenta il primo e il più compiuto tentativo di disporre in un insieme coerente tutte le varie entità divine che - fin da remote tradizioni pre-omeriche - popolavano il mito greco. Il poeta, consapevole della vastità e delicatezza del suo compito, dedica un lungo Proemio alle Muse, sue divine ispiratrici, prima di tracciare le ampie linee di una complessa genealogia che, partendo da Chaos, il vuoto primordiale, giunge infine all'ordinato regno di Zeus, presidiato dalle prime spose del nuovo sovrano, le dee dell'intelletto (Metis) e del diritto (Themis). Il Catalogo vero e proprio è frequentemente interrotto da narrazioni primitive e terribili. In questo quadro, un ampio spazio è riservato a Prometeo, il tono che per aiutare gli uomini non esita a scontrarsi con il re degli dei, a costo di incorrere nella sua ira e di dover subire la più crudele delle punizioni.
La piccola Jane, povera e orfana, trascorre la propria fanciullezza in un triste asilo di Lowood, priva di qualunque di affetto. Ben presto Jane trova un modesto impiego come governante presso casa Rochester unitamente all'amore: il padrone di casa finisce per innamorarsi di lei, ma proprio quando si sta per celebrare il matrimonio tra i due, una sconvolgente verità travolge la vita della fanciulla. Il romanzo, che ha avuto un successo ininterrottamente sin dalla sua prima pubblicazione, è stato tradotto in molte lingue e più volte adattato allo schermo e sulle scene.