Dalla sacramentalizzazione all’evangelizzazione dell’amore sponsale.
Ufficio Famiglia della Diocesi di Livorno, in un costante dialogo con gli animatori parrocchiali, ha lavorato ad un percorso per accompagnare i giovani, conviventi o meno, che chiedono il sacramento del matrimonio, ad acquisire la consapevolezza che la loro meta dovrà essere l'edificazione di una famiglia cristiana e non la sola celebrazione di un rito sia pure sacramentale.
Per realizzare una Chiesa domestica e indispensabile la Grazia di Dio ovvero il suo aiuto, il suo sostegno, la sua costante presenza. Il sacramento nuziale non è tanto volto a regolarizzare una situazione ma a generare una vitale famiglia cristiana.
A questo sussidio, dedicato gli animatori di Pastorale familiare, si accompagna il libro per i futuri sposi “Bella la mia famiglia! Un cammino per la genesi di nuove famiglie cristiane"
attualità
“Un… Segno positivo”
di Cristina Mantero
angeli
Apparizioni angeliche lungo i secoli
di don Marcello Stanzione
miracoli
Un miracolo del Sacro Cuore di Gesù
apparizioni mariane
Le apparizioni della Madonna nel Montana
di Joseph Pronechen
uomini e donne di fede
Il servo di Dio Marcel Van il fratellino spirituale di santa Teresa di Lisieux
di Glenn Dalleire
vite straordinarie
La santa cieca della Metola
MESSAGGI
Cercate la Luce del Signore / Siate semplici e umili di cuore / Le pratiche occulte si stanno diffondendo / Il cammino non è impossibile / Io sono l’Eucarestia / Siate amore del mio amore / La Croce di Luce presto illuminerà tutto / La Terra Si Scuoterà e Vacillerà dalle Sue Fondamenta / Pregate per la salvezza delle anime / La protezione più sicura ed efficace / Darà vita ad ogni seme morto della terra / Siate portatori della sua Parola / Portate la vostra croce con amore / L’umanità è sempre più lontana da Dio
fatti soprannaturali
La comunione “miracolosa” – casi di angeli che portano l’eucaristia ai mistici
di Gelsomino Del Guercio
approfondimenti
Perché la Madonna è la Regina degli Angeli?
di Michele Pio Cardone
santuario dello scoglio
“Al tuo venir tremarono gl’idoli” – Evangelizzazione di Fratel Cosimo
di Teresa Peronace
ghiaie di bonate
Quei giorni di maggio – quinta parte
a cura di Alberto Lombardoni
Approfondimenti
Il fondamentalismo islamico un pericolo sempre in agguato e sottovalutato
di Giuseppe Portale
Ed. bilingüe promovida por la Federación Agustiniana Española.
Traducción de este volumen: Pío de Luis, Lope Cilleruelo, Moisés M.ª Campelo y Carlos Morán.
Notas de este volumen a cargo de: Pío de Luis.
Es difícil precisar la faceta más preponderante y definida de San Agustín. En cualquier aspecto que se le considere, nos asombra su genio poderoso y la amplitud de su vuelo. Sin dejar de ser nunca el gran pensador, que hunde su mirada en todos los problemas de la religión y del saber, el quehacer que llenó toda su vida fue la actividad apostólica del predicador sagrado. En instruir y adoctrinar a los fieles de Hipona desplegó su celo inagotable, explanándoles maravillosamente, en todos los tonos, los misterios de la fe y las verdades del Evangelio. El genio de San Agustín se pliega a la condición de sus oyentes para introducirles en el conocimiento de las verdades más altas. Recorre todas las gamas del estilo, desde el más familiar al más elevado y noble. Su unción incomparable se prodiga en innumerables recursos para ponerse al alcance de los más ignorantes. Los sermones de San Agustín serán siempre modelo vivo de predicación sagrada, de profundidad y sencillez, de gracia expresiva, de exposición catequística y pedagógica.
Contiene: Sermones sobre los Evangelios sinópticos
Volúmenes de los Sermones: Sobre el Antiguo Testamento (vol. VII); Sobre los Evangelios sinópticos (vol. X); Sobre Evangelio de San Juan, Hechos de los Apóstoles y Cartas apostólicas (vol. XXIII); Sobre los tiempos litúrgicos (vol. XXIV); Sobre los mártires (vol. XXV); Sobre temas diversos. Índices bíblico, litúrgico y temático de los Sermones (vol. XXVI).
Presentación de Antonio Mª Rouco Varela.
Prólogo de Kiko Arguello.
En estas notas biográficas vais a ver a una mujer excepcional, importantísima para la Iglesia, enamorada de Cristo, de la Escritura y de la Eucaristía. Tenía una clara conciencia de que la misión que Dios le había dado era apoyarme, defenderme y corregirme, por el bien del Camino Neocatecumenal.
Doy gracias a Dios por Carmen que me ha dicho siempre la verdad, constantemente. Era una mujer profunda, auténtica y libre en su relación con todos. Era muy inteligente. Amaba a Cristo y a la Iglesia y al Papa, por encima de todo.
Creemos que Carmen está con el Señor, está ya en la fiesta. Estas notas biográficas no solo son para los hermanos del Camino, sino para toda la Iglesia, para dar a conocer a una mujer extraordinaria, que ha vivido la fe en grado heroico. ¡Carmen Hernández! (Kiko Argüello).
Aquilino Cayuela (Totana, Murcia, 1967), casado, padre de cuatro hijos. Familia en Misión en Berlín, Alemania, desde 2012. Miembro del Equipo Responsable de Profesores y Doctores Itinerantes del Camino Neocatecumental. Doctor en Filosofía y Ciencias de la Educación y Licenciado en Teología, es Catedrático de Filosofía Moral y Política y Prefecto académico del Studium Philo sophicum-Theologicum del Seminario Diocesano Redemptoris Mater de Berlín, así como profesor invitado en el Insti tuto CEU de Humanidades Ángel Ayala, de la Fundación Universitaria San Pablo CEU, en Madrid (España). También imparte cursos de Teología Moral en centros universitarios de Israel y Dinamarca. Es autor y coordinador de distintas obras de pensamiento entre las que destacan: Vulnerable: To Be Between Life and Death (2016), El curso de la historia (2012); ¿Providencia o Destino? (2010); Path-Ética (2007); Argumentos Bioéticos (2006); Vulnerables. Pensar la fragilidad humana (2005). Como escritor ha ganado el Premio de Narrativa Ciudad de Valencia «Blasco Ibáñez» (2008) por su novela El hombre de Arena.
Il blu del cielo regala allegria, il verde dei prati conforto. Stella ci credeva davvero. Credeva davvero che i colori avessero il potere di cambiare le emozioni e la vita delle persone. Ma per lei non è più così. E si sente perduta. Fino al giorno in cui, nella casa dell'anziana prozia Letizia, trova una valigia in cui sono custoditi dei disegni. I tratti sono semplici, infantili, ma l'impatto visivo è potente. Il giallo, il rosso e il celeste sono vivi, come scintille pronte a volar via dalla carta. Stella ha quasi paura a guardarli. Perché, per la prima volta dopo tanto tempo, i colori non sono più solo sfumature di tempera, ma sensazioni, racconti, parole. Stella deve scoprire chi li ha realizzati, solo allora tutto tornerà come prima. Ma Letizia, l'unica che può darle delle risposte, si chiude in un ostinato silenzio. Continuandole sue ricerche, però, Stella scopre un episodio che affonda le sue radici nel periodo più difficile della storia nazionale, quando poveri innocenti rischiavano la vita solo a causa della loro origine. Quando la solidarietà di un intero paese riuscì ad avere la meglio sull'orrore, salvando la vita a centinaia di bambini ebrei. Quello che Stella non poteva immaginare è il senso di colpa che quei disegni hanno celato per decenni. Un senso di colpa che grava come un macigno sulle spalle di Letizia. Spetta a lei ricostruire cosa è successo davvero. Perché Stella ha imparato che il buio non dura per sempre e che il sole splende ogni giorno più forte che mai.
Tradizionalmente corpus di documenti o sito fisico per la loro conservazione, l'archivio si è evoluto nel corso dei secoli avvalendosi dei continui progressi tecnologici, fino a comprendere una straordinaria molteplicità di piattaforme di visualizzazione per riprodurre il passato, catturare il presente e mappare la nostra presenza: opere d'arte, installazioni, musei, social media. Considerando l'archivio sostanzialmente come un laboratorio di memoria, Gabriella Giannachi ripercorre in queste pagine densissime la storia di pratiche di archiviazione di varia origine, giungendo fino ai più sofisticati archivi digitali di oggi e prendendo in esame una incredibile quantità di emblematici casi studio. Spaziando tra arte, archeologia, antropologia, studi postcoloniali, sottolinea l'importanza dell'archiviazione partecipativa, cita Andy Warhol e Ant Farm, analizza l'estetica dei database e la trasmissione del sapere attraverso il corpo nella performance e nella bioarte, mostrando come l'archivio si sia trasformato in uno strumento globale di produzione, conservazione e circolazione della conoscenza.
Il libro affronta con particolare cura il rapporto problematico e paradossale dell'arte con il tempo. un viaggio attraverso l'arte del moderno nelle sue tensioni e nelle sue rivelazioni. Le opere d'arte ci permettono di guardare a fondo nei nodi problematici che affondano nel nostro tempo e nella nostra coscienza e un ampio apparato iconografico ci guida in questa esplorazione del contemporaneo. L'arte è sempre stata al centro della riflessione critico-estetica di Franco Rella, articolandosi in una serie di riflessioni che hanno trovato spazio anche nei cataloghi della Galleria Nazionale di Roma, del Museo d'Orsay di Parigi, del MART di Rovereto, del PAC di Milano e in numerose altre istituzioni pubbliche e private. I saggi che costituiscono i capitoli di questo libro affrontato soprattutto il rapporto problematico e paradossale dell'arte con il tempo. L'opera d'arte sembra immune dal tempo, eterna e sempre uguale a sé stessa, e ciò nonostante è carica di tempo, il suo tempo e quello che essa mette in moto nel suo rapportarsi con altre opere, con altre epoche, con altre sensibilità. Il luogo in cui questa pluralità di tempi s'intreccia e si intrama è il museo, ma sono anche le immagini che popolano le strade delle moderne città metropolitane, come avevano visto Proust, Valéry e il surrealismo, e come vediamo nella Street art, o nell'opera di Kentridge.
La pubblicazione del seminario "La vie la mort", tenuto da Jacques Derrida tra il 1975 e il 1976, potrebbe segnare in maniera decisiva l'interpretazione dell'intera opera del filosofo franco-algerino. Derrida vi affronta la decostruzione dell'opposizione tra la vita e la morte quale matrice che orienta e struttura la tradizione del pensiero Occidentale in chiave metafisica. È infatti in questa prospettiva che si muove, fin dal titolo, in cui, tra "la vita" e "la morte", non vi è alcun segno di congiunzione, o di altra articolazione, che potrebbe implicitamente ratificare la distinzione e quindi l'opposizione tra due termini presupposti come di per sé autonomi e l'uno dall'altro indipendenti. Tuttavia, Derrida non si limita a decostruire la tradizione della cosiddetta «filosofia della vita», fino ad affrontare la questione del cosiddetto «biologismo» di Nietzsche, attraverso la lettura di Heidegger; in questo seminario, Derrida si confronta per la prima e unica volta con il discorso scientifico e in particolare con "La logica del vivente" (1970) di François Jacob.
Questo volume ha il duplice intento di fornire gli strumenti concettuali per affrontare criticamente sia lo sviluppo dei metodi di indagine storico-artistica che il campo, di sempre più attuale urgenza, della conservazione e fruizione delle opere d'arte. Al primo intento si riferiscono le prolusioni dedicate alla Storia della critica d'arte e all'Iconografia e iconologia, che ripercorrono le linee fondamentali dello sviluppo di questi ambiti disciplinari e propongono all'attenzione del lettore i principali nodi problematici presenti nel dibattito contemporaneo. Nella seconda parte del volume, il Dizionario, i lemmi relativi alla storia della critica d'arte sono dedicati essenzialmente, anche se non esclusivamente, ai concetti, colti sempre nel loro divenire storico, adoperati per definire, classificare, comprendere e apprezzare le opere d'arte. Al secondo intento si rifanno le prolusioni di Museologia e di Restauro, nonché i relativi lemmi del Dizionario. Le voci di museologia/museografia descrivono le diverse tipologie museali e le relative problematiche. Le voci sul restauro, scritte in stretta interconnessione con la relativa prolusione, affrontano con acume critico, ma anche operativo, le metodologie di intervento, i materiali che costituiscono l'opera d'arte e i problemi - che potremmo quasi definire «epistemologici» - che hanno condizionato e condizionano le valutazioni sulle scelte da operare quando si interviene su un'opera d'arte.
Eminente storico ma anche abile narratore, Cesare De Seta possiede un bagaglio di conoscenze tali da potersi destreggiare con finezza tra arti e stili che hanno segnato il passaggio all'età moderna. Classico e romantico sono le chiavi che si fronteggiano nel corso del secolo della borghesia. Il romanticismo di Schinkel, costruttore di Berlino, e le tele di Friedrich, che tanto affascinarono e affascinano il pubblico ancora oggi. Solo un grande storico dell'architettura e dell'arte europea poteva concepire questa appassionante cavalcata che ha inizio al termine dell'ancien régime, circa alla metà del Diciottesimo secolo, e giunge fino a comprendere quel grande movimento di rivoluzione nel modo di «vedere» l'arte che fu l'Impressionismo. Anche la costruzione della Tour Eiffel, realizzata fra il 1887 e il 1889, assurse subito a simbolo universale di modernità. L'autore segue tutte le arti, fino alla nascita della fotografia. Essendo anche un abile narratore, de Seta ha scritto un'opera di godibile scrittura e agevole lettura, ben corredata da note di pronto reperimento. Dunque una storia che comincia con David, Blake e Goya, per giungere a Manet e Monet, i quali attingono alla grande pittura di paesaggio inglese con Gainsborough e altri.