Abbiamo una ricchissima tradizione spirituale cristiana. Come ritrovarla oggi, nel vivo dell'incontro con persone segnate dall'attesa della morte, i morenti, che chiedono di essere accompagnati in questa attesa? Questo breve testo racconta come un medico, formato al rapporto clinico, che è anche diacono, formato all'ascolto della Parola, abbia affrontato questa domanda. L'autore racconta attraverso una serie di incontri realmente accaduti, ovviamente resi anonimi e irriconoscibili, come sia maturata in lui, incontro dopo incontro, l'esigenza di avvicinarsi a queste situazioni cliniche, oggi sempre meno nascoste perché inserite nell'ampio movimento delle cure palliative, per curarne specificamente la dimensione spirituale.
Papa Francesco al termine dell'Angelus, nel congedare i fedeli in piazza San Pietro, augura sempre «buon pranzo», per sottolineare che quello è un momento familiare molto importante. Questo piccolo libro di preghiere per la mensa vuole rispondere - o stimolare - all'esigenza di lodare e ringraziare il Signore per i suoi doni. Le preghiere si articolano in modo differente in relazione ai vari tempi dell'Anno Liturgico: Avvento, Natale, Quaresima, Pasqua e Tempo Ordinario. Per il giorno di Natale e per quello di Pasqua si offre un rito di benedizione della mensa con una formulazione specifica.
Il testo presenta 31 brevi meditazioni a partire da versetti biblici, scelti seguendo l'ordine dei libri dalla Genesi all'Apocalisse. Si tratta di meditazioni a carattere spirituale e non esegetico, per accompagnare la meditazione lungo l'arco di un mese. I nuclei tematici considerano l'Eucaristia sotto vari aspetti: come umile presenza di Dio tra noi, come dono di Amore, come nutrimento, come comunione e carità fraterna, come viatico, come Dio in noi e noi in Dio (vita interiore), come pregustazione del cielo.
In una vecchia corte, quasi un grande condominio orizzontale, abitano famiglie le cui storie, inventate e raccontate con ironia, si intrecciano. Trattano delle varie fasi di vita delle famiglie con figli da 0 a 10 anni: del passaggio dalla coppia-diade alla triade (con la nascita del figlio), dal concepimento alla prima infanzia, dall'arrivo del secondo figlio all'ingresso nella scuola, dal ruolo dei nonni a quello delle regole... Ogni storia è accompagnata da una chiara riflessione teorica sui legami familiari, per affrontarne in modo positivo le difficoltà. Inoltre ogni capitolo offre suggerimenti per affrontare il tema anche attraverso attività, film, libri, musica e opere d'arte.
Articolata in tre fasi ("leggere la realtà", "decidersi nella realtà" e "essere nella realtà"), l'antologia ripercorre l'esistenza teologica dell'autore e, oltre a offrire una testimonianza dello stile bonhoefferiano, anticipa temi approfonditi nel lavoro più sistematico. In ogni fase vi è un evento di rottura stravolgente, paragonato al crollo di un fondamento e percepito come il trovarsi senza il terreno sotto i piedi. Si tratta di un'espressione di immediato impatto esistenziale, che richiama l'esigenza di servire il presente, rimanendo fedeli alla terra, con i piedi piantati saldamente nel proprio tempo: l'unico modo per servire Dio e rispondere responsabilmente alla storia.
Solitudine, malessere psichico, ossessione per il lavoro, sessualità in crisi, perdita del senso della vita... sono manifestazioni di profondo disagio che contribuiscono alla sofferenza della nostra anima. Ora, psicoterapia e farmacologia sono di certo risorse preziose, ma non permettono di guarirla. Perché tutti questi disturbi hanno la loro origine nel nostro intimo, oltre la nostra biologia e la nostra mente: rinviano a delle tensioni interiori che le più grandi tradizioni spirituali dell'umanità hanno identificato ed esplorato. Poterle curare dipende non tanto da una terapia, quanto da una sapienza di vita. Jean-Guilhem Xerri attinge alla farmacia dell'anima degli antichi Padri del deserto, veri medici dell'interiorità, per trasmetterci l'arte di vivere meglio, per rendere feconde le nostre vite in un modo che sia solido e incarnato. Lasciandoci guidare da questi terapeuti, in effetti, ci prenderemo cura della nostra anima e coltiveremo la nostra ecologia interiore come mai prima d'ora.
Questo libro di Gerhard Lohfink introduce i non cristiani alla fede cristiana. E, allo stesso tempo, vuol essere un aiuto per i cristiani che tornano a interrogarsi sulla propria fede. Gli elementi importanti della fede in Cristo sono esposti, in uno stile divulgativo, sotto forma di un insieme di lettere. Chi scrive si rivolge a una coppia di coniugi che vorrebbero capire che cosa significa veramente essere cristiani e in che cosa consiste la pratica effettiva della fede. Lo scambio epistolare cerca di rispondere alle molte domande e ai tanti dubbi che man mano sorgono.
Il ritorno all'essenziale è: «un'operazione complessa e delicata, che è insieme spirituale e culturale: comporta un processo di reinterpretazione del nostro essere cristiani in questo tempo; vuol dire togliere, rinunciare, riconoscere il carattere obsoleto di alcune cose che forse hanno contribuito a generare santi, ma in un tempo diverso dall'attuale. Tornare all'essenziale significa ritrovare il nucleo incandescente della nostra vita attorno al quale ridefinire la nostra esistenza personale di credenti; ma anche la vita della Chiesa, la pastorale, la spiritualità. Il ritorno all'essenziale è un cammino nel deserto, duro e sfidante, basato su una promessa, in attesa del suo compimento» (p. 13). Le domande fondamentali che hanno accompagnato il cammino di ritorno all'essenziale scandito da cinque tappe (ascoltare, accogliere, discernere, uscire, stare) sono state: che cosa è essenziale per me, nella mia vita di persona di oggi? Di credente di oggi? Di prete di oggi? Cioè qual è quella realtà senza la quale non potrei vivere? Senza la quale la mia vita sarebbe consegnata al non senso, alla solitudine radicale, al vuoto? E per la Chiesa di oggi? Che cosa riteniamo essenziale? Come, con quali criteri, dove, con chi fare la reinterpretazione della spiritualità cristiana? La reinterpretazione della pastorale?
L'intento di questo volume è quello di offrire un approfondimento a più voci, partendo da una preliminare domanda: quale dialogo possibile tra teologia ed economia? Sulla scia della lunga tradizione e riflessione teologica, economica ed etica che dal contributo di Tommaso d'Aquino attraversa la scuola francescana nel suo complesso, il pensiero dell'abate Antonio Genovesi, l'intero Magistero sociale della Chiesa sin dalla sua nascita e l'intero filone dell'economia civile, si è cercato di fornire un approccio interdisciplinare, dialogico e poliedrico. A cinque anni dalla pubblicazione dell'enciclica Laudato si', in vista dell'evento the Economy of Francesco, al quale questo volume intende dare il proprio contributo di riflessione, appare evidente la relazione tra economia-ambiente-povertà. In questa prospettiva è necessario affermare una ecologia integrale, fondata su di un umanesimo di fraternità e reciprocità, bandendo modelli che si ispirino alla mera logica del profitto. La pandemia provocata dal Covid-19 sollecita ulteriormente tale riflessione, rendendo ancora più urgente una totale conversione e "igienizzazione" dei meccanismi economici e finanziari.
Il tema economico sta a cuore a Papa Francesco, in quanto dalla gestione concreta della attività produttiva dipende la sopravvivenza della intera umanità e della realtà ambientale. Il Papa spesso ha indicato la necessità di correggere le storture di una economia che si fonda esclusivamente sul profitto, sull'idolatria del successo e del denaro. Quando questo viene applicato, socialmente si instaura una economia dello scarto: pur di guadagnare si escludono persone e popoli, si riducono i diritti dei lavoratori, si peggiora la loro condizione, si sfruttano le risorse naturali senza criterio, si investono somme spaventose di denaro in armi sottraendole ai bisogni fondamentali delle persone. Una economia così strutturata genera morte. In nome del Vangelo della libertà e fraternità, Papa Francesco ci indica invece un percorso per costruire una economia della vita piena per tutti.
Una vista tutta sua, quella di un uomo cieco dalla nascita: Alessio Conti ha imparato a gustare la vita in tutti i suoi aspetti tramite la lente di un'ironia garbata e mordace che sa divenire riflessione. Attraverso un inconsueto percorso di venti meditazioni, l'autore ci racconta la capacità di attingere e narrare, senza infingimenti, un mondo diverso: oltre l'orizzonte dello sguardo. In questo contesto feconda appare la categoria del sostare su ciò che si vive, per cui ogni esperienza non è vuota di senso: assistere acusticamente alla preparazione di un pranzo, ricevere dalla sorte l'inaudita opportunità di spalancare i mille pori dei polpastrelli, senza vedere nulla, ma godendo di tutto. E, ancor più, dilatare l'orizzonte del cuore, sede biblica dei più profondi affetti dell'uomo. Così, naturalmente, ma anche in modo sorprendente, il Vangelo si incarna in queste esperienze, come linfa vitale, rugiada limpida e fresca, refolo di un vento che, dolcemente, accarezza la pelle, il confine prediletto del rapporto col mondo.