Il presente manuale è stato ideato appositamente con lo scopo di offrire una chiara e rapida disamina degli istituti fondamentali che caratterizzano il diritto ecclesiastico, oggi. Spesso ci si domanda cosa sia, in realtà, il diritto ecclesiastico e non poche sono le volte in cui si confonde tale materia con quella del diritto canonico. Se è vero da un lato che per molti aspetti e per molti istituti, diritto canonico e diritto ecclesiastico si intrecciano e si comminano tra loro, dall'altro lato, al fine di meglio comprendere la disciplina in questione, sarebbe più opportuno parlare di un diritto delle confessioni religiose. Di tutte le confessioni religiose e non solo, quindi, di quella cattolica, ed anche sino alla approvazione del non credo religioso. Questo perché, nella nostra epoca, - ci si sente di dire -, due sono i principi cardine che reggono il diritto ecclesiastico: la libertà religiosa e la multiculturalità: una multiculturalità sana basata sul rispetto delle diversità. Il manuale comincia con la disamina delle fonti e dei principi fondamentali su cui si regge il diritto ecclesiastico, prosegue con l'illustrazione degli enti ecclesiastici, della struttura della Città del Vaticano, dei beni del patrimonio ecclesiastico e della disciplina del sostentamento dei ministri di culto, dell'istruzione religiosa, dei fondamenti delle varie confessioni acattoliche, per concludersi con i grandi temi di attualità inerenti i fattori etici e bioetici. L'utilizzo di schemi e di griglie di approfondimento permette una lettura rapida ed aiuta una memorizzazione visiva, in modo da facilitare il candidato nello studio dei diversi argomenti. Ogni capitolo analizza sinteticamente gli argomenti trattati, senza tralasciare gli ultimi apporti forniti dalla giurisprudenza, in modo da assicurare un aggiornamento effettivo. Un valido ed utile strumento di studio per la preparazione dell'esame orale del concorso in magistratura o dell'abilitazione di avvocato.
Se prima la realtà sembrava dissolversi in un gioco di interpretazioni, ora si è sviluppato un realismo altrettanto unilaterale, che rimuove il fatto che la realtà esiste per noi in quanto si costituisce in atti di esperienza. A partire da un'impostazione fenomenologica, l'Autore sviluppa una critica del realismo ingenuo, proponendo l'idea secondo cui l'esperienza è il terreno ultimo di ogni giustificazione razionale e di ogni distinzione tra realtà e irrealtà. Su questa base motiva le ragioni per cui l'esperienza non è costruita dai nostri schemi concettuali e dal nostro linguaggio, poiché ha proprie regole di strutturazione e di organizzazione. Lasciandosi alle spalle convenzionalismo e realismo obiettivistico, propone un realismo razionale, secondo cui le leggi scientifiche colgono relazioni tra fenomeni, non una realtà che stia dietro l'esperienza. Completa il testo un'analisi dello statuto della realtà sociale e culturale, che critica il costruttivismo e delinea l'idea della realtà sociale come organizzazione di significati che i soggetti agenti possono esplicitare ma non costruire, poiché la abitano.
Per far giungere nelle case i consueti auguri natalizi, l'arcivescovo Mario Delpini ha immaginato quest'anno che a scrivere fosse la "Mamma di famiglia" Gianna Beretta Molla. Si rivolge così, attraverso una serie di lettere "firmate" dalla santa, alle persone che si preparano a festeggiare il Natale: la nonna, la ragazzina, il bambino vivace, il medico, il sindaco, il parroco, lo straniero... per concludere con un pensiero dedicato a chi il giorno della festa lavorerà. Una benedizione, un messaggio di vicinanza e di speranza per superare i momenti difficili e gioire della nascita di Gesù.
«Con questo "La luce e le tenebre", giungo al quinto libro di una collana denominata "Vivaio" e che prende il nome da una rubrica fortunata da me tenuta prima sul quotidiano "Avvenire" e poi sulla rivista di apologetica "Il Timone". Questo quinto volume, che naturalmente può essere letto anche come autonomo rispetto agli altri, conclude in un certo senso un lungo ciclo. Qui le materie trattate, come negli altri volumi del resto, sono le più svariate, ma tutte inquadrate in tre grandi filoni, quello della storia, quello delle ideologie imperanti e quello dell'apologetica. In un certo senso riassumono il mio pensiero sempre più convinto con l'amato Pascal che se ci sono nel mondo abbastanza ombre per chi non vuol credere, non manca abbastanza luce per chi vuole credere. Ecco allora "La luce e le tenebre", un testo che parla di fatti a volte di qualche anno addietro, ma con uno sguardo contemporaneo, uno sguardo da credente che, attraverso le armi del cronista, scandaglia storia e cronaca per rintracciare i passi felpati ma non assenti del Signore della storia» (Vittorio Messori).
«L'autore tratta il delicato e doloroso argomento degli abusi sessuali sui minori con competenza professionale e saggezza spirituale. Ne delinea le sotterranee dinamiche psicologiche fino a raggiungere il suo nucleo profondo nei complessi meccanismi che generano l'abuso compiuto da sacerdoti. Analizza quindi l'inganno dell'abusatore come tradimento del significato più intimo della paternità, attraverso la rilettura della tragedia di Edipo e del mito di Narciso. Nella parabola del «figliol prodigo» giunge a considerare la genesi di una nuova forma di paternità, più profonda, che diventa costitutiva della identità del figlio e vero e ultimo limite preventivo ad ogni forma di abuso. Suggerisce quindi che, nei percorsi di formazione, prevenzione e guarigione, venga dato maggiore rilievo allo sviluppo di tale paternità interiore e considera la necessità e l'urgenza di operare un accurato screening psicologico e un adeguato discernimento spirituale, al fine di individuare i fattori di rischio che potrebbero ingenerare forme di abuso» (David Songy, St. Luke Institute, Maryland, USA). «Il testo di Salvatore Franco affronta un tema scomodo, la cui trattazione incontra ostacoli culturali, sistemici e individuali. Il mio augurio è che trovi ampia diffusione e contribuisca a una presa di coscienza e favorisca un atteggiamento pro-attivo nella creazione di un ambiente sicuro nella Chiesa e nella società» (Hans Zollner, Pontificia Università Gregoriana).
Il lungo cammino dell'amore nella letteratura universale viene ripercorso attraverso le pagine più belle di poeti, scrittori, mistici e filosofi. Le parole dei grandi innamorati invitano a riscoprire la magia dell'incontro, la dolcezza della reciproca devozione, la bellezza dell'intesa delle anime. I curatori: Alda Gallerano, già ricercatrice presso l'Orientale di Napoli, scrive articoli, racconti e poesie per alcuni periodici. Nel 2014 ha pubblicato "Rosa era l'alba - Storie di donne del Sud" (Il Calamaio). Con Gabriele Burrini ha scritto "L'antroposofia" (Xenia), un'antologia di preghiere delle religioni antiche e moderne: "Padre nostro che sei nei cieli" (Bompiani) e "Il karma" (Xenia). Gabriele Burrini (1953-2016), giornalista e studioso di storia delle religioni, ha scritto saggi sull'omeopatia, sulla filosofia indiana (Xenia), sul buddhismo (Ed. Antroposofica) e "I grandi temi della mistica ebraica" (EDB). Con Edilibri ha pubblicato letture per ragazzi, racconti e il saggio "L'angelo dei nuovi tempi. Oriente e Occidente verso la spiritualità futura".
"Eccoti, Lettor mio caro, in questo libriccino un intingolo saporoso e fino, che sono certo ti appagherà il palato, ti conforterà lo stomaco del pari che l'anima, e diverrà il VADE-MECUM, il tuo fido Acate. Romano o non Romano che tu sii, provvisto soltanto di questo, non passeggerai più annoiato e sbalordito per Roma. Delle tante e tante cose, ond'è ricca la grande e cara Metropoli nostra, ciò che prima ti era sembrato indifferente ed oscuro, rivestirà per te nuova luce, ti darà materia a pensare e a parlare. Passeggiando solingo col vade-mecum, che ti offro, i tuoi pensieri avranno di che pascersi girando gli occhi sui monumenti di Roma. In conversazione potrai brillare e fare il saputo e il dotto. Accompagnando un forastiero per la città, gli renderai utile e piacevole la tua guida, la tua compagnia. Se non sei Romano, avrai in questo un amico espansivo e sincero, che ti rivelerà mille misteri, che neppure sospetteresti il più da lontano. Se non sei dotto, questo in linguaggio chiaro e semplice, fiorito di mille facezie, ti illuminerà ed istruirà su tante e tante cose, che (te lo dico però in un orecchio) tal fiata neppure i più dotti sanno. Se sei dotto, questo sarà un tornagusto, un meminisse juvabit".
(dalla Prefazione)
Nel tempo della pandemia, la voce del papa si è alzata forte. Ci si aspettava che dalla cattedra di Pietro arrivasse un abbraccio al mondo malato, la consolazione e insieme la spinta a guardare con fiducia al futuro. Tutto questo c'è stato, ma Francesco è andato oltre. Ha colto l'occasione della crisi per rilanciare la propria visione del mondo, indicare le vie percorribili per una società più giusta e fraterna. Relazioni personali e sociali, politica, istituzioni: papa Francesco ha tracciato un percorso verso il cambiamento, essenziale al superamento di ogni difficoltà. In questo libro sono raccolti i testi del Santo Padre che più hanno simboleggiato questa spinta propositiva all'insegna dell'impegno e della speranza. Il servizio del bene comune, la dignità umana, il lavoro, i diritti umani, la pace, la giustizia. In un'epoca di grande incertezza, papa Francesco è riuscito a trasmettere a milioni di persone un messaggio di speranza e coraggio. E le sue parole rimarranno nella storia come esempio di straordinaria sensibilità, saggezza e umanità. Le parole di speranza del Santo Padre: si può avere successo solo se si procede insieme «Desidero tanto che, in questo tempo che ci è dato di vivere, riconoscendo la dignità di ogni persona umana, possiamo far rinascere tra tutti un'aspirazione mondiale alla fraternità.» (Papa Francesco, Enciclica Fratelli tutti).
Un lupo che ha vissuto una vita da lupo, braccato, fuggitivo nella gelida Alaska. Un ragazzo che viene dall'Africa Gialla, ha conosciuto l'Africa Grigia e l'Africa Verde, diventato un famoso narratore di storie. I due si ritrovano davanti alla gabbia di uno zoo, si fissano in silenzio. Il lupo, chiuso nella sua disperazione, guarda il mondo con un occhio solo. Allora anche il ragazzo, con estrema delicatezza, tiene chiuso uno dei suoi: attraverso queste due solitudini fluiscono le immagini e finalmente viene raggiunta la rasserenante pace dell'amicizia e della confidenza. Età di lettura: da 8 anni.
I nostri gesti, i gesti di oggi e quelli di cinque secoli fa, sono un dato fisiologico e costante nel tempo e nello spazio oppure sono influenzati dal contesto in cui vivono le donne e gli uomini che li compiono? E che cosa ci dicono le opere d'arte del Rinascimento sulla gestualità del loro tempo - e quindi sulla vita quotidiana, sulla devozione, sulla conquista e la definizione del potere, sui sentimenti vissuti o descritti? Cercando di rispondere a queste domande e ad altre correlate, questo libro tenta di tracciare un sentiero diverso da quelli consueti per entrare nella vita di un passato lontano. Su quel sentiero ci imbattiamo in papi, sovrani, devoti, ma anche in giullari, ragazzi, pittori, figure del mondo inca, ebrei, sposi, esorcisti, e molti altri personaggi che ci vengono incontro cercando di farsi intendere da noi, uomini e donne d'oggi.
Peter Waring è un adolescente romantico e un po' cupo, che ama la natura e la poesia e crede in fantasmi che non ha mai visto. Vive con suo padre in un villaggio costiero dell'Irlanda del Nord e ama passare i pomeriggi nella villa della signora Carroll. Quando però gli eleganti nipoti londinesi della signora trascorrono qualche settimana con la zia, Peter sperimenta i terrori e le gioie del primo amore. L'estate finisce, Katherine e Gerald ripartono e anche Peter deve trasferirsi a Belfast, presso una famiglia di odiatissimi parenti, per frequentare l'ultimo anno di scuola. Non è abbastanza per togliersi dalla mente Katherine: e fra nuove amicizie, feste e incontri di boxe, spuntano delle foto pornografiche a complicare ulteriormente la situazione. Forrest Reid viene oggi ricordato come uno dei più grandi romanzieri prebellici dell'Ulster. Con Peter Waring, considerato «un capolavoro» da E. M. Forster, ci regala una cronografia sentimentale, un romanzo di formazione interrotta, «uno splendido ritratto della confusione, delle goffaggini e dei tormenti dell'adolescenza».