Ildegarda ci mostra un Universo vivente dinamico di forma ovale, composto dai quattro elementi in cui le forze morali mantengono un legame intrinseco con quelle naturali e insieme plasmano il mondo in cui l’anima deve orientarsi per trovare le vie della salvezza. Ciò avverrà - secondo la dottrina cristiana sostenuta dalla santa mistica - alla fine dei tempi, quando verrà creato un nuovo ordine universale al quale parteciperanno le anime beate. Nelle pagine di questo libro, l’autore - sacerdote, esperto in Angelologia e studioso di Santa Ildegarda, autore della collana a lei dedicata - propone un aspetto particolarmente interessante e inedito che riguarda l’astronomia di Ildegarda. Un viaggio interessantissimo tra le visioni, le intuizioni e gli studi sulla natura della monaca di Bingen, esplorando l’Universo di Ildegarda, gli astri, il Sole, la Luna e le sue fasi collegate al concepimento e alla tipologia femminile e maschile, mettendo in luce la stretta relazione tra l’Universo e l’uomo e il suo stretto legame con Dio Creatore. Nulla è stato creato per caso.
La collaudata collaborazione tra don Marcello Stanzione, parroco e massimo esperto italiano in Angelologia, e Bianca Bianchini, medico cardiologo con diploma di chef, prosegue con questo libro che, partendo dagli scritti di Ildegarda di Bingen, compara le osservazioni e intuizioni della mistica tedesca in tema di alimentazione con le attuali evidenze scientifiche. Il testo analizza i singoli alimenti conosciuti all'epoca della santa, con esclusione quindi dei cibi giunti in Europa dopo la scoperta dell'America, fornendo per ognuno storia, mitologia, tradizioni, utilizzo da parte delle medicine tradizionali, composizione nutrizionale, documentati effetti positivi sulla salute ed eventuali controindicazioni. La santa ha una visione della medicina olistica, in quanto i disturbi dei pazienti vengono esaminati in un contesto generale che include mente e anima, non trascurando l'influenza dell'ambiente. Fondamentale, anche grazie a una corretta alimentazione, conservare la viriditas, termine che ricorre spesso nei testi della santa, che fa pensare a qualcosa che germoglia e perciò capace di donare freschezza e vigore giovanile. Si tratta della forza vitale intesa nel senso più ampio del termine: ricchezza di sentimenti, fede, energia, vigore sessuale. Perché la badessa di Bingen, pur essendo monaca, con grande franchezza non ha esitato ad affrontare argomenti riguardanti sessualità, procreazione e l'universo dei rapporti uomo-donna.
Ildegarda di Bingen, monaca benedettina del XII secolo, proclamata dottore della Chiesa nel 2012, è un soggetto di studio molto fecondo: la sua produzione spazia dalla teologia alla musica alla medicina, nella tradizione del sapere enciclopedico tipico del Medioevo, e contempla anche la corrispondenza con persone potenti e meno potenti del suo tempo, oltre ad una discreta attività come predicatrice. Questo testo, dopo una prima parte dedicata alla presentazione di Ildegarda e dei temi più importanti presenti nelle sue opere, esplora un aspetto particolare: il diretto rapporto che esiste tra il contenuto dei testi ildegardiani e l'esperienza visionaria da cui essi hanno origine. Basandosi su una analisi testuale dei brani più significativi presenti soprattutto nella trilogia visionaria (Libro Scivias, Libro dei meriti della vita, Libro delle opere divine), si esplora il rapporto tra l'evento della visione e le facoltà conoscitive umane, mettendo in evidenza i punti di contatto con la tradizione ed evidenziando gli elementi che fanno dell'esperienza di Ildegarda un unicum anche nella letteratura mistica.
In questo testo monografico sugli angeli nella visione ildegardiana vedremo come gli spiriti celesti abbiano avuto un ruolo importante sia nella sua esperienza personale sia nella sua teologia. Ildegarda considera il fuoco come la fonte degli angeli, nel senso che questi esseri di luce vennero creati nello stesso momento in cui fu data forma alla prima creazione: la Luce (Genesi 1). Per l’abadessa gli angeli non solo sono creati, ma bruciano e vivono nel fuoco di Dio… Parlando poi degli angeli custodi, il cui ruolo è proteggere ed aiutare le persone singolarmente e comunitariamente, Ildegarda ritiene che tale celeste aiuto è condizionato, nel senso che gli angeli custodi non sembrano intenzionati a proteggere chi non è aperto all’amore di Dio. Sono le nostre preghiere e le nostre invocazioni ad attirare gli angeli nella nostra sfera terrestre e in tal modo essi possono svolgere il loro ruolo di custodi e protettori.
Quando si pensa alla medicina medievale è quasi automatico figurarsi scene da in-cubo. Ma siamo di fronte a un’immagine falsata: il Medioevo è stato un periodo molto fecondo sia per la medicina che per la chirurgia, durante il quale gli insegna-menti dei grandi dell’antichità si sono uniti alle conoscenze portate in Europa dagli Arabi e all’esperienza dei singoli medici. Negli erbari medioevali, le piante vengono descritte, illustrate tramite miniatura e classificate in base alle modalità di raccolta e alle patologie che sono in grado di curare. Santa Ildegarda di Bingen, monaca bene-dettina e intellettuale poliedrica (mistica, compositrice, poetessa, filosofa), sarà il punto di riferimento della medicina monastica medievale. L’abadessa nel suo erbario dà dei precisi ragguagli su come e con cosa bisogna usare le spezie e le erbe aroma-tiche in modo efficace per curarsi secondo natura.
GLI AUTORI
Marcello STANZIONE è nato a Salerno il 20 marzo 1963, ordi-nato Sacerdote nel 1990. Ha rifondato l’8 maggio 2002 l’Associazione Cattolica Mi-lizia di San Michele Arcangelo – www.miliziadisanmichelearcangelo.org per la retta diffusione della devozione cattolica ai Santi Angeli.
Elisa GIORGIO è nata a Salerno il 6 novembre 1983, laureata in Chimica e Tecno-logia Farmaceutiche, dal 2011 svolge la professione di farmacista specializzata in Fitogemmoterapia sistemica, in riconoscimento ed uso delle piante officinali, in Flo-riterapia metodo di E. Bach e in ricette di Medicina Medievale per il benessere del corpo della mente.
Santa Ildegarda di Bingen continua a essere una figura di straordinaria attualità per la sapienza con cui ha saputo leggere l’essere umano nella sua unità di corpo, anima e spirito.
Questo volume ne mette in luce soprattutto l’insegnamento terapeutico, offrendo un percorso che unisce spiritualità, osservazione della natura e attenzione concreta alla salute della persona. Attraverso la riflessione di Marcello Stanzione e il contributo di Patrizia Cavallo, il lettore entra nel cuore della medicina ildegardiana, fatta di rimedi naturali, equilibrio interiore, armonia dei ritmi di vita e valorizzazione delle energie vitali donate dal creato.
La salute non è qui intesa come semplice assenza di malattia, ma come uno stato di pienezza e di ordine, in cui la cura del corpo si intreccia con la pace dell’anima. Il libro presenta così Ildegarda non solo come mistica e profetessa, ma come maestra di benessere integrale anche per l’uomo di oggi, spesso smarrito e bisognoso di ritrovare misura, vigore e armonia nella propria vita quotidiana.
Un viaggio teologico e spirituale alle radici del pensiero verde, per ritrovare nel Medioevo la chiave di volta del nostro futuro. In questo saggio illuminante, don Marcello Stanzione e Francesco Guarino ci guidano alla scoperta dei principi ecologici nascosti nella teologia ildegardiana. Attraverso queste pagine, l'eredità di Ildegarda emerge in tutta la sua vibrante attualità, offrendo una risposta cristiana e profonda alle stide ambientali odierne. Un percorso che trova il suo ideale compimento nel magistero di Papa Francesco, che nella sua visione di un'ecologia integrale sembra raccogliere e attualizzare l'antico e profetico messaggio della santa tedesca.
Scivias è l’opera principale di Ildegarda di Bingen, mistica, badessa benedettina, teologa e visionaria. Composto tra il 1141 e il 1151, il testo raccoglie ventisei visioni profetiche che l’autrice ricevette e trascrisse con l’approvazione ecclesiastica, in un’epoca in cui raramente alle donne era consentito l’accesso all’autorialità teologica. Le visioni, dense di simbolismo e accompagnate da spettacolari miniature, sono organizzate in tre parti che tracciano il percorso dell’anima, dalla creazione alla salvezza, passando attraverso la caduta, il peccato, la redenzione e la vita della Chiesa.
Santa Ildegarda ha svolto un ruolo fondamentale nella medicina medievale. Le intuizioni della badessa di Bingen sulle proprietà di alimenti e bevande, comparate con le attuali conoscenze scientifiche, evidenziano la grande modernità e ampiezza di vedute di questa mistica eccezionale. Le visioni ildegardiane, rivelando la viriditas, forza vitale di piante, alimenti e cristalli, pongono l'accento sulla natura curativa del cibo, sulla giusta misura e sull'armonia tra uomo e natura. Gli Autori, che hanno al loro attivo molte opere sulla medicina ildegardiana, presentano le considerazioni della santa badessa di Bingen circa il potere curativo delle bevande, da lei analizzato anche in rapporto a orario e composizione dei pasti, stagione, condizioni di salute individuali e salubrità delle fonti. Dall'acqua al latte, dalla birra al vino, dalle tisane ai vini medicati, di ogni bevanda, erba o spezie riportano, oltre ai consigli di Ildegarda, notizie storiche, componenti nutrizionali, attuali indicazioni, effetti collaterali e controindicazioni, fornendo un quadro sintetico ma completo delle osservazioni di questa donna straordinaria, definita da San Giovanni Paolo II «luce del suo popolo e del suo tempо».
Per otto secoli la voce di Santa Ildegarda di Bingen è rimasta quasi silenziosa. Mistica, teologa, profetessa e straordinaria conoscitrice dell'animo umano, ha anticipato la medicina moderna con una visione sorprendentemente attuale: la guarigione come processo globale, che coinvolge corpo, anima e spirito. In queste pagine prende forma il suo pensiero: l'uomo diventa sano o malato anche in base a ciò che ascolta, alle parole che accoglie, ai sensi che nutre. Le energie curative sono già presenti in noi e nella natura creata da Dio, ma solo lo sguardo di un'anima pura può riconoscerle e condurre alla pace vera. Attraverso simboli, immagini bibliche e insegnamenti spirituali, Santa Ildegarda guida il lettore alla scoperta delle cause fisiche e spirituali delle malattie, del legame tra vizi e virtù, e del ruolo decisivo della gioia, dell'amore e della responsabilità personale nel cammino di guarigione. Un chiaro e utilissimo schema accompagna il lettore nel confronto tra i 35 vizi e le 35 virtù individuati dalla santa, per un cammino più consapevole.
Secondo la mistica medievale Santa Ildegarda di Bingen, la malattia è una rottura dell'armonia tra noi e il creato. La salute va coltivata ogni giorno, attraverso pensieri e cibi armoniosi che rispondano alle leggi della natura, poiché è necessario ripristinare continuamente l'unità e l'equilibrio tra mente, corpo e anima. Per Santa Ildegarda, una buona parte delle malattie è causata da un'alimentazione scorretta e, con sorprendente modernità, oltre ad avere ideato alcune terapie di medicina naturale aveva elaborato una efficacissima dietetica, che potremmo definire olistica, che muoveva da questo assunto: tutti gli alimenti hanno delle proprietà "segrete", che rimangono sconosciute ai più. Oggi parliamo di "vitamine" e "minerali": Ildegarda parlava genericamente di subtilitas, riferendosi a quell'insieme di qualità, proprie di un dato alimento, definite "sottili" proprio perché invisibili, quasi infinitesimali, che possono fornirci quell'energia, o Viriditas, necessaria alla guarigione. In questo testo la biologa nutrizionista dottoressa Alessandra Corcelli e don Marcello Stanzione ci accompagnano in un viaggio illuminante attraverso i preziosi consigli dietetici di Santa Ildegarda, analizzandoli alla luce delle conoscenze attuali, per permettere all'uomo di ritrovare un miglior benessere al tempio dell'anima: il suo corpo. Questa visione promuove un approccio alla vita che considera l'individuo nella sua interezza, valorizzando sia la dimensione fisica che quella spirituale.