«Maestro, di dove sei? Dove abiti?». È la domanda che due discepoli rivolgono a Gesù all’inizio del Vangelo di Giovanni. Non si tratta di una domanda qualsiasi, di pura curiosità. I due discepoli non chiedono a Gesù un indirizzo postale, ma di rivelare la propria identità: Chi sei per davvero? Chi potresti essere per me? Da qui la risposta di Gesù: «Venite e vedrete». In questo suo nuovo volume padre Calogero ci fa camminare idealmente con Gesù, ci fa ripercorrere con la mente e con il cuore i luoghi della salvezza, quei luoghi in cui Gesù ha mosso i primi passi, ha insegnato, ha incontrato e guarito uomini e donne oppressi dal male e dal peccato. Camminando con il Maestro non solo capiremo chi è stato veramente Gesù di Nazareth, ma incontreremo anche noi stessi, le nostre domande, le nostre paure, le nostre ferite. Nazareth, Betlemme, il Giordano, il deserto… potranno essere anche per noi luoghi in cui riconoscere la presenza del Signore e sperimentare la salvezza strada facendo.
In queste pagine l’autore racconta la propria caduta e la sorprendente rinascita alla luce di un incontro: quello con Cristo, attraverso il mistero della Sindone. La sua è una storia comune e insieme radicale, fatta di crolli improvvisi — lavoro, relazioni, certezze — e di una chiamata silenziosa che nasce nel buio del dolore. Nel dialogo intimo con la Sindone, l’autore scopre che anche il fallimento può essere abitato, che la fragilità può diventare luogo di rivelazione e che la vita, quando sembra perdersi, può invece essere restituita. Le pagine sono quelle di un diario sincero (rimandano a più riprese a quelle appassionate di sant’Agostino nelle Confessioni), di un cammino lento e ostinato, dove tra lacrime, preghiere e domande senza risposta affiora la possibilità più inattesa: essere amati proprio lì dove tutto sembra finito. Paolo Pomata offre una testimonianza luminosa per chi cerca un senso nelle proprie ferite e desidera riconoscere la presenza di Dio nella trama misteriosa della realtà, con un libro che si fa preghiera.
Viviamo in un’epoca in cui siamo costantemente connessi: un messaggio è sufficiente per raggiungere chiunque, ovunque. Eppure, mai come oggi ci sentiamo soli. La "connessitudine" è la solitudine mascherata da connessione: una condizione in cui le relazioni appaiono superficiali, i legami fragili, e la presenza degli altri non colma il vuoto che sentiamo dentro. Questo libro esplora, con un approccio psicologico accessibile, le cause profonde della solitudine relazionale nel mondo iperconnesso: dall’isolamento emotivo nelle coppie alla mancanza di empatia nei rapporti sociali, fino alla dipendenza da stimoli digitali che anestetizzano il vero incontro umano. Attraverso esempi, riflessioni e strumenti pratici, Siamo soli? guida il lettore verso una consapevolezza più profonda del proprio modo di entrare in relazione. Un invito a ritrovare connessioni autentiche, con gli altri, ma soprattutto con sé stessi. Perché, se impariamo a stare con la nostra solitudine, impariamo anche a incontrare quella degli altri. E lì, in quell’incontro, la solitudine può diventare compagnia. L’attenzione è la prima lettera dell’alfabeto dell’amore: è il dono di essere presenti, di ascoltare con il cuore e di coltivare la cura che dà vita a ogni relazione.
Questo volume introduce il lettore a una tradizione spirituale la cui originalità, ricchezza, a volte arditezza, apre a orizzonti inediti e sorprendenti. Chiamando a raccolta alcuni dei maggiori esperti italiani, esso si propone di promuovere la conoscenza di una componente essenziale del cristianesimo, quella rappresentata dalla mistica siriaca. Gli autori sono presentati in ordine cronologico, coprendo un arco temporale che va dal IV all’VIII secolo: Efrem il Siro († 373), lo Pseudo-Macario (fine IV sec.) e Giovanni il Solitario (prima metà del V sec.), attivi al tempo della Chiesa indivisa; Giacomo di Sarug († 521), espressione della nascente Chiesa siro-occidentale; Isacco di Ninive (VII sec.), Dadišo‘ Qatraya (VII sec.), Simone di Taibuteh (VII/VIII sec.), Giovanni di Dalyata (VIII sec.) e Giuseppe Hazzaya (VIII sec.), appartenenti tutti alla Chiesa siro-orientale. Gli scritti di questi mistici siriaci, autentici maestri dello spirito pur talora poco conosciuti, si rivelano capaci di nutrire la riflessione del lettore — cristiano e non — anche dei nostri tempi.
Chi è stato davvero Padre Pancrazio? Non solo il fondatore della Fraternità Francescana di Betania, ma un Cappuccino, uomo di Dio, amico di Padre Pio, capace di trasformare l’incontro con il Vangelo in una forma di vita concreta, semplice e profondamente fraterna. Questa biografia, la prima ufficiale realizzata dalla sua più grande Fondazione, la Fraternità Francescana di Betania, ripercorre il suo cammino umano e spirituale: dall’infanzia segnata dalla povertà e dalla fede genuina, agli anni della formazione cappuccina, fino alla lunga esperienza a Loreto e alla nascita di una fraternità ispirata alla Betania evangelica. Attraverso ricordi, testimonianze e scritti, emerge il volto di un padre, di un fratello e di un uomo innamorato di Dio, che ha saputo indicare a molti una strada di comunione, minorità e speranza. Un racconto che non idealizza, ma custodisce una memoria viva, capace ancora oggi di parlare al cuore.
"Parola e preghiera" è un libretto da portare con te ogni giorno: diventerà un prezioso compagno di viaggio nel tuo cammino di fede quotidiano.
Insieme nella Messa è un sussidio semplice e immediato per seguire le letture e le preghiere della Celebrazione Eucaristica.
Non sempre i clienti di una psicoterapeuta sono persone: in questo caso, in terapia, si sono seduti i social media. Non certo per loro scelta ma per il desiderio dell’autrice di studiare il loro funzionamento, svelarne le dinamiche e approfondirne gli aspetti psicologici e comunicativi. Questo libro svela i meccanismi sottesi a questi strumenti in modo da conoscere, riconoscere e permettere di attuare una scelta consapevole e libera. Parallelamente invita a riflettere sulle dinamiche personali (sistemi di valori, bisogni intrinseci…) che a volte inconsapevolmente vengono compensati dal mondo digitale. Senza alcuna pretesa di fornire tutte le soluzioni (d’altra parte l’approccio psicoterapeutico non fornisce soluzioni pronte all’uso), invita a riattivare il senso critico e il pensiero personale che si costruisce, in modo sano, dal confronto con gli altri e con le varie fonti delle notizie e delle informazioni. Inoltre, permette di riflettere sull’uso cosciente e consapevole di internet, proprio per non sottomettersi, in modo acritico, alla valanga di informazioni da cui veniamo quotidianamente bombardati, ma rimanendo il più possibile liberi e padroni delle nostre opinioni.
Questo piccolo libro di don Epicoco è un invito a ritrovare nei brevi tempi delle nostre povere giornate uno spazio per fare, ogni tanto, una "sosta", un tempo di preghiera, di lettura della Parola e di approfondimento. Le proposte sono quelle di "cinque soste", cui il lettore è invitato, per prendersi una pausa dal mondo e recuperare l'intimità con Dio, che è figlia di un'intimità sempre da ricordare nei confronti di se stessi.
Le eresie — posizioni in contrasto con l’ortodossia apertamente condannate dalla Chiesa — hanno fatto la loro comparsa nella storia già nel I secolo e da allora, in misura e grado differenti, hanno avuto un ruolo nella forgiatura della teologia cattolica, influenzando le riflessioni in seno alla Chiesa e talvolta dando avvio a — o accelerando — processi di discernimento in merito alla dottrina (in particolare sui dogmi). Proprio grazie al pungolo dei movimenti eretici diffusisi in tutto l’Impero romano (d’Occidente e d’Oriente) nel primo millennio dopo Cristo, la Chiesa cattolica ha affrontato, definendone l’interpretazione ortodossa, questioni come la natura umana e divina di Cristo, il legame con la Legge ebraica, la Trinità, il rapporto con le immagini sacre, la vera sostanza dell’Eucaristia. Questo volume ricostruisce le eresie dei primi secoli con l’intento di comprenderle quali come fenomeni religiosi, sociali e culturali nati da tensioni reali all’interno della cristianità. Simone il Mago, Valentino, Ario, Mani; e ancora i sethiani, i "rinuncianti", i fibioniti, gli adozionisti: sono solo alcuni dei nomi che popolano il variegato mondo delle eresie e che trovano posto in queste pagine.
Più che di magia, fu gesto d’amore: "Forza, passate!" Toccò a Mosè, pastore balbuziente, aprire quel Mare diventato proverbio. Quando, però, il popolo si trovò davanti la sabbia invece che l’acqua, scoprì suo malgrado che la libertà è un deserto di possibilità, il paese del rischio. Non riuscì mai, Dio, a completare la sua opera: riuscì solo a tirare via dall’Egitto Israele ma non è ancora riuscito a tirare via dal cuore d’Israele la nostalgia dell’Egitto. Con i Dieci Comandamenti diede loro le istruzioni d’uso della libertà: ne faranno ciò che vorranno, com’è d’uso con il bugiardino ch’è dentro ogni confezione. Restano una bussola per attraversare ogni deserto: a guidare la nave, però, sarà sempre il capitano, mai la bussola. L'autore rilegge l’avventura capitata sul Sinai con lo stile provocatorio che gli è proprio. Illuminato dalla luce delle galere laddove, ancora oggi, la scelta è la stessa: la sicurezza della schiavitù oppure il rischio della libertà.
Solo ciò che cade diventa frutto: Chicco, un piccolissimo chicco di grano, lo scopre a sue spese, quando viene brutalmente strappato dalla sua spiga e trasportato dal vento. In questo viaggio faticoso non privo di paure e di tanti incontri sorprendenti, Chicco comprende che a volte è necessario concedersi ai soffi di un vento dispettoso, invece che resistervi e restare barricati dietro le proprie ferite. Roberto Fiscer scrive una parabola moderna sulla fiducia, sulla libertà e sulla forza dell’amore che nasce proprio dalle crepe della vita, siano esse derivate dalla troppa sfiducia o conseguenza delle pressioni sociali. Le delicate illustrazioni di Marta Carraro accompagnano il lettore in questa metafora della vita, inno di speranza e resilienza non solo per i più piccoli, ma anche per gli adulti che hanno bisogno di ricordare che è solo grazie alle cadute che è possibile rialzarsi.