
Tra il 1916 e il 1933 l'Europa fu scossa da eventi terribili e grandiosi, dalla prima guerra mondiale alla Rivoluzione russa, all'inflazione weimariana. Ma al tempo stesso, dietro le quinte e attraverso il linguaggio cifrato delle Banche Centrali e della Borsa, un altro grande fenomeno stava prendendo vita: il definitivo passaggio di poteri dall'Europa agli Stati Uniti. Fu quello il periodo in cui l'America divenne il centro del mondo. Questo predominio americano è il risultato di una serie di operazioni che di ovvio non avevano nulla e che ci obbligano a entrare nella storia segreta del nostro secolo.
Le cause sociali e culturali della Rivoluzione francese in un classico della storiografiaL'autore affronta un avvenimento epocale come la Rivoluzione del 1789 non limitandosi, come già Thiers e Michelet, a rievocarla essenzialmente dal punto di vista narrativo, ma analizzandone le cause remote e immediate, prendendo in esame il decorso, individuandone gli sviluppi necessari. Lo stato della giustizia e dell'amministrazione, il potere centrale che danneggia quelli locali, la distruzione della libertà politica e la separazione delle classi, l'"irreligione" come passione generale, scopi e obbiettivi della Rivoluzione.
L'autore prende le mosse dal quadro delle amministrazioni degli stati preunitari e dalla riforma Cavour dell'amministrazione sabauda che getta la prima base di quello che di lì a poco sarà l'assetto dell'amministrazione del Regno d'Italia. Scandisce poi la sua storia secondo le fasi successive della Destra storica, della Sinistra fino a Pelloux, dell'età giolittiana, della guerra e del fascismo, infine dell'età repubblicana. Caratteristica della ricostruzione di Melis è l'attenzione data alle concrete figure dei dirigenti e dei funzionari, all'immagine sociale della burocrazia, al suo ruolo nelle vicende italiane.

