
Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, al "Giorno della Memoria" dedicato alle vittime del terrorismo, in occasione del 40° anniversario della strage di Piazza Fontana ha detto che "ricordare quella strage e con essa l'avvio di un'oscura strategia della tensione, come spesso fu chiamata, significa ricordare una lunga e tormentatissima vicenda di indagini e di processi, da cui non si è riusciti a far scaturire una esauriente verità giudiziaria". Il Presidente ha ribadito l'importanza "di una riflessione collettiva, sullo stragismo come sul terrorismo, in uno con lo sforzo costante per coltivare e onorare la memoria delle vittime". Il 9 maggio 2009 ha offerto l'occasione per "accomunare nel rispetto e nell'omaggio che è loro dovuto i famigliari di tutte le vittime - come ha detto con nobili parole Gemma Calabresi - di una stagione di odio e di violenza. Rispetto ed omaggio dunque per la figura di un innocente, Giuseppe Pinelli, che fu vittima due volte, prima di pesantissimi infondati sospetti e poi di un'improvvisa, assurda fine? Qui si rompe il silenzio su una ferita, non separabile da quella dei 17 che persero la vita a piazza Fontana e su un nome, su un uomo, di cui va riaffermata e onorata la linearità, sottraendolo alla rimozione e all'oblio"
Collaborazionismo o, meglio, "La crisi della sovranità", titolo più attinente, secondo l'autore, al contenuto del libro, è nella prima metà del 1922 l'approdo della ricerca e del pensiero di Formentini, i cui sviluppi si possono seguire in scritti che erano comparsi già su "Rivoluzione liberale" (Aderire alla storia?, La crisi ministeriale e la costituzione) e sulla "rivista di Milano" (Le nuove fasi del diritto pubblico dopo la guerra). Il libro merita considerazione anche perché Formentini, dopo essersi misurato negli ultimi mesi dello stesso 1922, con l'incalzante attualità politica (nel lungo articolo Unità e gerarchie sindacali nello Stato fascista, pubblicato in "Rivoluzione liberale" a fine gennaio 1923 e ristampato ad aprile come opuscolo, con una prefazione aggiunta e con il titolo abbreviato in Gerarchie sindacali), cesserà di occuparsi di queste tematiche.
Questo lavoro intende evidenziare le potenzialità della cartografia tematica informatizzata quale momento interpretativo nella ricerca storica e assume, come caso studio, le vicende storico-urbanistiche della città di Catania tra XVI e XIX secolo. All'interno di un nuovo interesse per le "immagini" urbane, la cartografia storica (in particolare quella tematica informatizzata) costituisce uno degli strumenti interdisciplinari e intersettoriali più innovativi ed efficaci; essa consente infatti un dialogo proficuo fra i differenti saperi che studiano la città e il suo territorio e che appartengono a settori disciplinari affini - storia, geografia, antropologia, sociologia etc. - ma anche lontani - architettura, ingegneria, informatica, geologia. Mostrando le diverse fasi della produzione cartografica e il suo concreto utilizzo nell'analisi storica, questo libro evidenzia il ruolo della cartografia tematica come strumento di ricerca e come "collante", innovativo ed efficace, tra le differenti discipline che assumono la città come oggetto di studio.
Trascorso un ragionevole lasso di tempo dal suo crollo in Europa e in Unione Sovietica, è possibile oggi narrare la storia del comunismo non soltanto con il distacco necessario e con l'impiego delle conoscenze archivistiche accumulate, ma con l'intento di collocarla nella storia internazionale del secolo scorso. Il comunismo fu parte essenziale della formazione del mondo globale in cui viviamo. A lungo si identificò con la prospettiva di una rivoluzione mondiale, nel solco di Lenin e dell'Ottobre 1917. Suscitò un'attrazione o una repulsione che contribuirono dappertutto a definire ideologie e identità, a mobilitare risorse e coscienze, a influenzare psicologie e intelletti. Rappresentò il fenomeno transnazionale per eccellenza. La nozione di comunismo internazionale assunse una molteplicità di significati, che rimandavano al rapporto tra lo Stato sovietico e un movimento di partiti dispiegato su scala planetaria, ai miti rivoluzionari e alla "modernità alternativa" anticapitalistica, al terrore e al progresso. Questo volume racconta il dipanarsi della storia del comunismo internazionale dalla rivoluzione alla disgregazione dell'Urss, passando attraverso le vicende della guerra fredda e illuminando i motivi del declino, emersi dopo la morte di Stalin
Fondato sulle più recenti acquisizioni della ricerca, il volume offre un affresco completo della storia greca dalle origini all'età romana, in una sintesi chiara e rigorosa, condotta con stile efficace e piacevole. La puntuale esposizione degli eventi, nel loro sviluppo sincronico e diacronico, si accompagna ad approfondimenti tematici, in cui la riconosciuta competenza dell'autore in ambito storico ed epigrafico consente di mettere a frutto - e a disposizione dei lettori - i risultati delle indagini specialistiche, arricchendo la ricostruzione e l'interpretazione storica. Dall'analisi delle testimonianze antiche, dalla valutazione dei problemi ancora aperti, dalle sfide attuali della ricerca emerge il fascino di una civiltà straordinaria che, pur nella varietà delle esperienze vissute e pur adattandosi nel tempo e nello spazio alle più diverse condizioni, seppe sempre custodire il senso profondo della sua identità. Anche per questo, la storia del mondo greco antico continua a nutrire la riflessione dell'Europa sulle proprie radici e sul proprio futuro

