
Un progetto di elaborazione di una Teoria del Sapere Liturgico, a partire dalla riflessione di J.Y.Lacoste. Questo studio insegue ed interroga con accuratezza la proposta litugico-fenomenologica di J.-Y. Lacoste: dall'iniziale nonché rapsodico e creativo confronto con Heidegger, fino alla sua istanza per una libertà minimale, marginale, kenotica,all'interno della quale rinviene non solo la Verità di Dio, ma la forma dell'attuarsi della Verità dell'uomo.
"Il sacramento non si 'aggiunge' alla fede bensì esso configura nel tempo la 'forma' indispensabile alla fede, se esso la configura è perché la rende in misura efficace avverabile [...]. In effetti il sacramento, quando se ne consideri l'assetto concreto, fornisce la conveniente figura non solo per come Dio appelli l'uomo ma anche per come l'uomo risponda all'appello divino [...]. Senza dubbio la domanda sulla fede non è riducibile alla domanda sul sacramento, ma la domanda sul sacramento non è né problema accessorio né problema esteriore alla decisiva domanda sulla fede."
Uno studio che ha il merito di comporre e proporre in unità organica il rapporto tra sacramenti e morale sotto il profilo fondativo ovvero del luogo e del ruolo sorgivo dei sacramenti nella vita morale. L'autore rilegge e compone in forma sistematica i molti contributi della teologia e del magistero arrivando a delineare una morale sacramentale: una morale che ha nei sacramenti il centro fontale e fondante e che ne traduce ed esprime la dinamica di grazia.
La figura e il pensiero di L.Billot, eminente pensatore di riferimento per l'audacia innovativa della sua proposta teologica.
Convegno di Cefalù (15-18 novembre 2007) Il volume insegue tre piste: 1° Ero affamato... e senza affetto. Gli affamati di pane, ma anche di affetti. 2° Ero in carcere... e violentato. La violenza che direttamente o indirettamente tutti subiamo. La nostra società è violenta. 3° Ero forestiero... e solo. La solitudine subita, ma anche la solitudine libera e responsabile.
Dall'Indice: - Premessa di Andrea Grillo - I fondamenti teologici del matrimonio cristiano. - Il matrimonio e la famiglia. - I fondamenti antropologici del sacramento del matrimonio. - Matrimonio tra Eros ed Agape. A proposito dell'Enciclica Deus caritas est di Benedetto XVI. - La celebrazione liturgica del matrimonio. - La pastorale del matrimonio. - Matrimonio e coppie di fatto. - Post-fazione di Stefano Parmigiani Roberto Tagliaferri è docente di Teologia della liturgia presso l'Istituto di Liturgia Pastorale di S. Giustina a Padova. Si occupa di problemi epistemologici e di linguaggi del rito, con particolare attenzione alla dimensione estetica dell'esperienza religiosa.
Una proposta per poter pensare e vivere uno stile di vita cristiana alle e sotto le condizioni di oggi.
L'assunto di partenza del presente saggio è la consapevolezza che l'Occidente stia attraversando una profonda crisi culturale, che è anche - proprio perché il messaggio evangelico ne ha permeato le radici fin dalle origini della civiltà europea - crisi della cultura cristiana, dell'uomo cristiano. Diviene allora estremamente importante - non solo per la Chiesa, ma per l'intera società e per i diversi “saperi” che dentro la crisi cercano un nuovo orientamento - riflettere e comprendere tale crisi a partire dai contenuti della Rivelazione. È quanto si propone Zanghí nella sua riflessione sulla storia, sulla realtà sociale e politica europea. Proprio perché la Rivelazione cristiana è nella sua essenza la manifestazione di un Dio Uno e Trino, il modello trinitario diventa nel presente saggio chiave di volta di una nuova e originale visione della storia europea.
un libro diverso che riconduce la teologia, quella trinitaria poi, alla vita pratica, non per diminuire la prima bensi`per illuminare la seconda. -x0d gli studi sulla trinita hanno prodotto di recente le maggiori novita nel campo della teologia, ed hanno permesso di riscoprire la imitabilita e praticabilita della vita trinitaria, considerata non piu`soltanto come una dottrina, ma come una realta di fede che indirizza l'azione secondo uno stile di vita trinitario. Su questo argomento l'autore offre alcune piste di pensiero ed esperienze pratiche in vari campi, dall'economia alla polit ica, dall'arte all'ecologia, dalla pedagogia ai rapporti internazionali e ai mezzi di comunicazione.
A oltre vent' anni dalla sua pubblicazione, il titolo del fortunato saggio di Gianni Vattimo e Pier Aldo Rovatti Il pensiero debole continua a essere considerato, in senso lato, la cifra di molto pensiero contemporaneo. Il depotenziamento della razionalità, l'indietreggiamento verso la "zona d'ombra", si sono imposti in diversi strati della cultura e, con il tempo, hanno finito per incrociare lo stesso cristianesimo: per ritrovarlo, ma depotenziato; per riaccostarlo, nell'atto stesso di indebolirlo. Si è preso così a parlare non solo di "pensiero debole", ma anche di cristianesimo debole, di Dio e di Chiesa deboli; con la pretesa, spesso, di dire la realtà stessa del cristianesimo, di Dio, della Chiesa. A distanza di qualche decennio, è tuttavia possibile porsi qualche domanda, e tentare di dare qualche risposta: è davvero, meno totalizzante e impositiva la cultura del "pensiero debole"? E veramente pietoso e rispettoso della differenza altrui un pensiero che finisce per costringere nelle sue categorie il cristianesimo, con la sua storia millenaria? Il presente saggio intende mostrare, a fronte della rigida alternativa tra un "pensiero forte" e un "pensiero debole", la possibilità di un' altra via, quella di un pensiero umile: capace di non catturare ma di mettersi in ascolto della Rivelazione, per riscoprire, da qui, che Dio e la Chiesa stessi non sono né forti né deboli, ma - appunto - umili. Un affascinante e originale contributo al dibattito culturale contemporaneo.
Il presente saggio scaturisce dall'impegno a prender sul serio l'urgenza del contesto attuale riassumibile nel seguente interrogativo: come tenere insieme, realisticamente, secondo giustizia e verità, la pluralità delle “visioni comprensive della realtà” che popolano un mondo come il nostro che oggi si mostra sempre più uno ma, appunto, nella pluralità arricchente e però non di rado anche confliggente delle sue declinazioni? Il nucleo teoretico del saggio si delinea a partire dalla scelta dei due autori, Luigi Pareyson e John Rawls, che fungono da punti di riferimento paradigmatico. Una sfida ambiziosa, dunque, e complessivamente coronata dal successo. Una sfida affrontata col piglio di chi si vuole sinceramente interprete del “sentire” profondo e delle potenzialità che oggi si annunciano e che si vogliono perseguire in atteggiamento di ricerca e obbedienza della/alla verità custodita dalla tradizione del pensiero e della fede. (dalla Prefazione)
Gli interventi che compongono questo studio riguardano un tema di eccezionale importanza: la partecipazione alla sollecitudine per tutte le Chiese come dimensione insieme nativa e ultima del rapporto primato-collegialità. Da angolazioni diverse essi intendono contribuire sia alla promozione dell'impegno al discernimento richiesto dall'enciclica Ut unum sint di Giovanni Paolo II, sia alla valorizzazione del dono del primato, realtà costitutiva dell'ecclesiologia cattolica.

