
Già annunciata da Giovanni Paolo II, dal 4 al 25 ottobre 2009 si è svolta la II Assemblea Speciale per l’Africa del Sinodo dei Vescovi. Dopo un’apposita consultazione, Papa Benedetto XVI ha voluto che tale assise affrontasse il tema: La Chiesa in Africa a servizio della riconciliazione della giustizia e della pace. “Voi siete il sale della terra… Voi siete la luce del mondo” (Mt 5,13.14). Molteplici sono le ragioni della sua importanza, non ultima la crescente rilevanza assunta dal dinamismo della Chiesa in Africa nell’orizzonte della Chiesa universale. Gli Atti di questo Sinodo costituiscono il primo strumento per conoscere il presente e il futuro della vita delle Chiese particolari in Africa (valori coltivati, difficoltà incontrate, aspirazioni, progetti ecc.). Il volume consente di seguire l’iter dei lavori sinodali, dal momento dell’annuncio del tema fino alla promulgazione dell’Esortazione Apostolica Postsinodale Africae Munus.
I contenuti sono distribuiti in sei sezioni:
1. Annuncio e preparazione del Sinodo (storia e significato dell’istituzione sinodale; i Lineamenta; lo Instrumentum laboris);
2. L’inizio del Sinodo: temi e problemi;
3. In ascolto dei Padri (le prime 14 Congregazioni Generali; la Relatio post Disceptationem);
4. Il frutto pastorale (Nuntius e Propositiones);
5. Il Sinodo come evento;
6. L’Esortazione Apostolica Postsinodale Africae Munus (consegnata alla Chiesa da Benedetto XVI nel novembre 2011).
Il Sinodo dei Vescovi è un’istituzione permanente fondata dal papa Paolo VI il 15 settembre 1965, con la Lettera Apostolica Apostolica sollicitudo, per mantenere viva l’esperienza collegiale che, raggiungendo la sua manifestazione più alta nel Concilio, rende i membri del Corpo episcopale partecipi in gerarchica comunione della sollecitudine della Chiesa universale. Si tratta di un organismo che, favorendo la comunione dei Vescovi tra loro e con il Romano Pontefice, aiuta il Vescovo di Roma con il consiglio per la salvaguardia e l’incremento della fede e dei costumi, come pure per l’osservanza e l’incremento della disciplina ecclesiastica, per lo scambio di informazioni ed esperienze, per la comune ricerca di soluzioni pastorali adeguate e per lo studio dei problemi riguardanti l’attività della Chiesa nel mondo.
Lo studio esamina i catechismi del Continente Africano presenti nel Fondo della Biblioteca della Pontificia Università Urbaniana, istituzione della storica Propaganda Fide. L'ingente materiale rinvenuto copre i secoli XVII e XVIII e, con più ricca documentazione, i secoli XIX e XX. Per ogni catechismo sono identificate la circoscrizione e l'autorità ecclesiastica originarie; della maggior parte dei testi è data una descrizione completa della struttura, dei contenuti schematicamente presentati e, quando possibile, degli aspetti più salienti dell'inculturazione locale. In alcuni casi, data l'importanza o l'antichità del testo, ne è data anche una traduzione molto ampia. I testi, classificati inizialmente per autori, case editrici o tipografie, e lingue, sono poi ripartiti in base alle aree principali del Continente Africano e raggruppati specificamente per aree più circoscritte, facendo attenzione a situare le precedenti denominazioni geopolitiche ed ecclesiastiche in relazione a quelle degli attuali Stati Africani e delle Circoscrizioni ecclesiastiche di Propaganda Fide.
Nei Mongoli di oggi è impossibile non scorgere il profilo del mondo dei Mongoli di ieri. Anche oggi abitano nella parte centrale del continente asiatico, come ieri non sono confondibili con altri popoli, sia per la loro identità che per la loro storia. Del resto, la specificità del loro ingresso e protagonismo nella storia comune degli uomini non mancò di impressionare nel XIII secolo Guglielmo di Rubruk, il quale, appena entrato nella steppa e incontrati i Mongoli, ebbe la netta sensazione di trovarsi in un altro mondo: «Inter quos cum intraui, uisum fuit michi recte quod ingrederer quoddam aliud seculum».
L’autore contribuisce al dialogo della fede nella “casa” fisica e spirituale dei Mongoli, ricostruendone la storia e la cultura, e verificando puntualmente la fecondità profetica dell’annuncio “sussurrato” del Vangelo.
La responsabilità dell'esercizio della leadership è un tema oggi prioritario, anche guardando alle dinamiche relazionali della vita comunitaria e all'efficacia stessa dell'opera evangelizzatrice. Sempre più si avverte un'esigenza di rinnovamento che possa consentire sia un diverso e più proficuo rapporto tra tutte le componenti ecclesiali sia il superamento delle barriere mentali che impediscono un più ampio livello di comunione e sinergia fra gli istituti.
L'unità del Reale, la ricerca dell'Uno, è probabilmente l'unico, definitivo tema di tutto l'immenso lavoro filosofico, teologico e scientifico - 70 anni di pubblicazioni in 7 lingue - di Raimon Panikkar, senza dubbio uno tra i più significativi 'monumenti dello spirito umano' del nostro tempo. Sempre sul confine, sulla soglia, forse è questa l'immagine che meglio di tutte racchiude l'uomo e il pensatore, che, più di altri, ha problematizzato il tradizionale concetto religioso di "Dio", animato però da quella che chiamava "fiducia cosmica", la quale poggiava, nonostante tutto e tutti, sul suo profondo amore per Gesù, il Cristo. Il volume si pone quale introduzione alla vasta opera panikkariana e alla sua ricchezza interpretativa così che il lettore possa conoscere e contribuire al dialogo tra fedi ed interdisciplinare con spirito costruttivo e di apertura.
Per il rapporto fra la natura e la missione della Chiesa, il Concilio Vaticano II rappresenta un momento di svolta. In particolare, l'organizzazione delle Chiese di recente fondazione e l'adattamento sono state due aree tematiche rilevanti nel tempo della preparazione conciliare, che hanno per così dire cristallizzato le grandi questioni missionarie in un'epoca di indubbio cambiamento. Questa ricerca, utilizzando anche fonti inedite conservate nell'Archivio Storico di Propaganda Fide e nell'Archivio Apostolico Vaticano, per far meglio comprendere il senso e il portato di tale svolta, propone un percorso strutturato in due parti fondamentali: la prima dedicata alla fase antepreparatoria; la seconda a quella preparatoria.
Il volume nasce dal desiderio di celebrare Giorgio Mazzanti teologo, pastore e letterato, a due anni dalla scomparsa.
Questo piccolo libro è il frutto della Giornata di studio tenutasi nella Facoltà di Teologia della Pontificia Università Urbaniana il 20 novembre 2022. Ai contributi dei relatori, che hanno affrontato il tema dello Sviluppo della dottrina cristiana - dal punto di vista biblico (F. Bianchini), patristico (A. Genovese), teologico (M. Bracci), morale (C. Zuccaro) - sono aggiunti: A mo' di cornice... (P.A. Muroni), che illustra la ragione dell'immagine in copertina, ove compare la Disputa del Sacramento di Raffaello Sanzio, quale esempio di discussione tra teologi sulla dottrina eucaristica, con le sue implicazioni liturgiche, e un saggio introduttivo al pensiero di san John Henry Newman (H. Geissler). In apertura (M. Gronchi) e con le osservazioni conclusive (G. Ancona) si definiscono i contorni di quel processo di comprensione della rivelazione - dinamico, plurale, fedele - che avrà termine solo nella visione escatologica, ricordato anche da papa Francesco nella "Amoris laetitia".
L'opera di Hans-Georg Gadamer (1900-2002) si è intrecciata con gli sviluppi teologici del mondo protestante, influendo poi in ambito cattolico. Il suo modo di concepire la verità e la storia e il rilievo dato alla tradizione per la coscienza della determinazione storica hanno avuto ampi riflessi negli sviluppi filosofici del Novecento. Individuato nella teoria della "storia degli effetti" (Wirkungsgeschichte) il nucleo centrale e innovatore della filosofia ermeneutica di Gadamer, il presente studio ne ricostruisce l'elaborazione. Notevole la descrizione del superamento gadameriano dello storicismo di Schleiermacher e Dilthey. Analizza quindi l'andamento del dialogo critico tra la sua teoria e gli esponenti della teologia liberale e dialettica (Troeltsch, Barth, Bultmann), e della "nuova ermeneutica" (Fuchs, Ebeling). Discute, infine, gli esiti della teoria presso teologi protestanti (come Pannenberg), e cattolici (come Geffré). Suggestivo il capitolo conclusivo intitolato "Ermeneutica e pluralismo religioso". In appendice, un'intervista dell'autore al cattolico Claude Geffré, esponente di spicco della teologia ermeneutica del nostro tempo
Il volume affronta un tema classico della missiologia, quello della conversione. Nella teologia cattolica la sua trattazione è stretta tra la conversione degli adulti, che esalta il ribaltamento della vita e l'impegno della libertà, e il battesimo dei bambini, che afferma invece l'opera della grazia e della chiesa. Il testo opta per l'ottica missionaria, attenta al mondo adulto più che a quello infantile; in questa prospettiva il tema sta ritrovando una sorprendente attualità ed è di grande interesse per il teologo e il pastore.

