
I racconti che il libro raccoglie ci dimostrano che dietro a ogni fragilità si nasconde un punto di forza. La vita anche nelle situazioni più critiche è sempre ricca e bella. Anzi, nel momento in cui le persone hanno sperimentato la loro fragilità e delicatezza nell'accettarle, hanno scoperto forze a cui non prestavano attenzione. Questo ci rende persone più umili, ci fa riflettere sulle persone che spesso vivono in fiumi di lacrime. Le persone sempre forti non esistono; esistono piuttosto persone che scelgono con attenzione a chi mostrare la loro fragilità e sta nella sensibilità degli altri accoglierle. Il libro vuol fare il tentativo di mettere in relazione la fragilità con la sensibilità di chi accoglie, ascolta e si fa compagno di viaggio.
In questo fantastico racconto, natalizio e pasquale insieme, il protagonista, un panettiere di Betlemme, attraverso un itinerario di incontri e rivelazioni, è condotto gradualmente alla conoscenza di Gesù risorto, il Pane di Vita. L'Autore testimonia, in modo originale, "Dio Amore", che ci ha amato fino all'eccesso, immolandosi come Agnello innocente per la nostra Redenzione. La storia, infatti, che trasuda di Eucaristia, è un viaggio immaginario alla scoperta di quell'"ingrediente", capace da 2.000 anni, di trasformare l'acqua, il lievito e la farina in Corpo di Cristo. Quell'ingrediente si chiama Amore. Età di lettura: da 10 anni.
Il Venerabile Giuseppe Picco (1867-1946) è stato l'Apostolo dell'Eucarestia e del Sacro Cuore, il Servo di tutti e l'Angelo Consolatore delle umane miserie nel Novarese e nell'Alta Valle Po. A diciott'anni entra nel Noviziato della Compagnia di Gesù, iniziando il lungo periodo di formazione dei Gesuiti. È ordinato sacerdote nel 1901. Dopo aver esercitato il ministero in vari collegi, nel 1912 è destinato alla Casa di Esercizi di Gozzano, dove rimarrà fino al termine della sua vita.
L'autore, un monaco benedettino, mosso da fervente amore alla Chiesa che sente sua con intima e appassionata dedizione, cerca di mostrare la bellezza che l'arricchisce costantemente, ma anche di evidenziare i mali che affliggono tanti suoi membri in questo travagliato momento storico. Con linguaggio a prima vista poetico e a tratti fortemente apologetico, le pagine scorrono veloci, in un emozionante intreccio di voci diverse, narrando il fascino umano-divino che rende viva la Chiesa; fascino a tratti riscoperto e persino misticamente cantato, ma talora offuscato da ombre e pericoli che annebbiano l'orizzonte del cammino. Una cosa è certa: questo non è un libro come tanti, e lo stile del tutto originale dell'autore, propone un modo innovativo di mostrare la Chiesa come Madre, con l'obiettivo principale di infondere speranza e ottimismo, di riaccendere nel lettore motivati desideri di verità, di gioia e di pace.
Nel decimo anniversario dell'inizio del pontificato di Papa Francesco, l'autore ripercorre, nella forma di dialogo-intervista, il cammino straordinario e complesso del Santo Padre, attraverso l'analisi dei suoi più significativi documenti, cercando di coglierne l'essenza lasciataci come prezioso patrimonio. "Il dopo di noi, l'utilità di quello che facciamo, quello che resta con noi, è ciò che conta, proprio perché, nonostante la nostra tentazione di possesso, lo doniamo: insomma è eredità. Ecco perché affrontiamo seriamente la domanda dell'eredità di Papa Francesco, perché non solo ci insegna a vivere quello che ci ha affidato in questi anni, ma anche a capirne il valore, la prospettiva, l'opportunità da non perdere. Papa Francesco non si stanca con il suo magistero e il suo esempio di indicare il tempo come l'orizzonte nel quale pensare le nostre scelte di oggi, liberandole dall'utilitarismo e dal protagonismo che tanto le condizionano" (dalla Prefazione del Card. Matteo Zuppi).
La vita cristiana è situata dentro la morte e risurrezione di Gesù Cristo, che è il mistero pasquale della nostra fede. È il significato del battesimo, di cui il catechismo dice che è immersione o innesto in Cristo morto e risorto. Non è possibile separare il Crocifisso dal Risorto, pena farsi un'idea inesatta della fede cristiana. Siamo salvati da un amore che, donando la vita per noi sulla croce, reca in sé la potenza della risurrezione. La nostra sequela di Cristo non è solo sequela del Crocifisso, ma del Crocifisso-Risorto. La croce che portiamo dietro di lui e con lui ci porta verso il suo stesso destino. Per questo anche in noi dolore e morte profumano di risurrezione.
Con il Decreto sulle virtù eroiche il 14 dicembre 2023 papa Francesco ha dichiarato Venerabile il Servo di Dio padre Alberto Beretta, frate cappuccino appartenente alla Provincia di Lombardia, missionario nel Nord Est del Brasile, medico, fondatore e animatore di un ospedale nella città di Grajaú nello Stato del Maranhão. Per questo evento, il presente volume, dovuto alla passione e accuratezza di fra Claudio Todeschini, vicepostulatore della causa di canonizzazione di padre Alberto intende ripercorrere il "filo luminoso" delle virtù di padre Alberto, fatte oggetto di meticolosa indagine nel processo di canonizzazione, sul cui riconoscimento si basa appunto il Decreto di venerabilità. Questo "filo" viene ripercorso facendo tesoro soprattutto di testimonianze dirette, tratte da scritti di padre Alberto, come pure raccolte da familiari, confratelli e altre persone a lui vicine.
L'indagine su Cirillo e Metodio induce Dvornik ad affrontare, con il metodo storico critico, la questione del Primato Romano ascoltando le ragioni della parte bizantina. L'analisi storica sulla formazione del concetto di Basileia porta l'autore a sostenere l'iniziale condivisione da parte della Sede Romana della classica posizione bizantina circa il fondamento politico del Primato nella Chiesa e a negare qualsiasi fondamento storico al ruolo dell'Apostolo Andrea nella fondazione della Sede Costantinopolitana, al punto che anche il patriarca Fozio, la cui aspra controversia con Roma viene dall'autore sottoposta a profonda revisione storica, vi rimase del tutto indifferente. Il monumentale edificio eretto da Dvornik appare un gigante dai piedi d'argilla di cui si evidenziano in quest'opera le fragilità e le contraddizioni.
Atti del Convegno del Pontificio Istituto Orientale "Violenza dove antico dolore", Roma 10-11 Ottobre 2017 Il convegno Violenza dove antico dolore. Teologia come mediazione, dal racconto alla luce della vita, di cui questo volume raccoglie gli interventi, si è svolto al Pontificio Istituto Orientale nei giorni 10 e 11 ottobre 2017. Il giorno dopo, la visita al PIO del Santo Padre Francesco chiuse ufficialmente le celebrazioni per il primo centenario dalla fondazione dell'Istituto, voluto da Benedetto XV nel 1917. Proprio in occasione di questo centenario, si volle accogliere la sfida del momento presente e proporre un tentativo di produzione teologica, in risposta a una precisa richiesta pervenuta al PIO alla persona del Rettore D. Nazar S.I. In un incontro avuto con un vescovo armeno di Siria, padre Nazar si sentì rivolgere una richiesta esplicita: aiutateci a formulare una teologia che ci aiuti a pensare una risposta davanti alla violenza di chi vuole ucciderci: dobbiamo dire alla nostra gente "porgete l'altra guancia"? Oppure "imbracciate le armi e difendetevi"?

