
In vista del Sinodo dei vescovi su matrimonio e famiglia (4-25 ottobre 2015), undici Cardinali della Chiesa cattolica affidano a queste pagine alcune indicazioni per la cura pastorale delle famiglie: come accompagnare meglio coloro che sono stati abbandonati dal coniuge e che restano fedeli al matrimonio così svincolato? Come assistere pastoralmente le famiglie nelle quali uno dei membri convive con tendenze omosessuali? Come catechizzare bambini, giovani e adulti più efficacemente a proposito di matrimonio e famiglia? In che modo la preparazione al matrimonio potrebbe affrontare più efficacemente la situazione di giovani coppie scarsamente catechizzate e pesantemente influenzate da una cultura secolarista? Connessa a quest'ultima domanda: come accompagnare giovani cattolici coinvolti in una convivenza prematrimoniale che forse guardano a un futuro matrimonio? Gli autori offrono riflessioni in sintonia con il Magistero della Chiesa, e particolarmente con l'Esortazione apostolica post-sinodale Familiaris consortio di San Giovanni Paolo II e con il Catechismo della Chiesa Cattolica.
La pratica della somministrazione della Santa Eucaristia sulla mano è autorizzata dalla Chiesa o semplicemente tollerata? Mons. Laise, unico vescovo argentino a rifiutare pubblicamente tale prassi liturgica, spiega in queste pagine, attraverso minuziose ricerche documentali, come questa pratica sia stata tollerata, e affronta la moderna prassi della Comunione sulla mano dal punto di vista storico, liturgico e pastorale. Nella "Memoriale Domini" si decreta che "il Sommo Pontefice non ha ritenuto opportuno cambiare il modo tradizionale con cui viene amministrata ai fedeli la santa Comunione", esortando così "Vescovi, Sacerdoti e fedeli a osservare con amorosa fedeltà la disciplina in vigore [...] Se poi in qualche luogo fosse stato già introdotto l'uso contrario, la sede apostolica, affida alle conferenze episcopali il compito di vagliare attentamente le eventuali circostanze particolari, purché sia scongiurato ogni pericolo di mancanza di rispetto all'Eucaristia o di deviazioni dottrinali su questo Santissimo Sacramento".
Intorno al Sinodo dei vescovi sulla famiglia si sono create grandi aspettative, ma anche interessati equivoci. Papa Francesco invita ad una coraggiosa conversione pastorale, per avvicinarci con misericordia alle famiglie ferite. In questo agile saggio, raccolgono la sfida i professori di quel Pontificio Istituto, voluto e fondato da San Giovanni Paolo II, quale ''Istituto primario di studi per la promozione della ricerca teologica e pastorale su matrimonio e famiglia, per l'utilità di tutta la Chiesa''. Essi mostrano quanto sia feconda la grande eredita' di pensiero e di testimonianza del grande ''Papa della famiglia'', ancora in gran parte da esplorare e da realizzare.
Nova Patria Christi Africa, l'Africa è la nuova patria di Cristo. La frase è di Paolo VI e il Cardinale Robert Sarah l'aveva ricordata in occasione del secondo viaggio di Benedetto XVI nel continente. L'attuale Prefetto della Congregazione per il Culto Divino ritiene che la Chiesa africana sia chiamata a giocare un ruolo a livello della Chiesa universale. Nel contesto di crisi profonda che vede nei paesi occidentali la fede messa in discussione e i valori respinti, l'Africa può portare nella sua povertà, nella sua miseria, i suoi beni più preziosi: la fedeltà a Dio, il suo attaccamento alla famiglia e alla vita. Gli undici Prelati i cui interventi compongono questo libro ci fanno toccare con mano la freschezza del cattolicesimo africano caratterizzato dalla fedeltà alla dottrina della Chiesa ma anche dalla sensibilità tutta pastorale nei confronti delle situazioni difficili, come la poligamia o le famiglie interreligiose. I Vescovi e i Cardinali africani accettano la sfida di rendere maggiormente percepibile l'insegnamento della Chiesa, mantenendo intatto il nucleo della dottrina al fine di poter vivere lo stato di missione permanente a cui chiama Papa Francesco. Così l'Africa appare sempre di più la nuova patria di Cristo, chiamata ad una missione di ritorno verso quelle terre da cui ricevette il Vangelo e che ora sembrano far di tutto per dimenticare le proprie radici spirituali e culturali.
Tutte le verità rivelate procedono dalla stessa fonte divina e sono credute con la medesima fede, ma alcune di esse sono più importanti per esprimere più direttamente il cuore del Vangelo. In questo nucleo fondamentale ciò che risplende è la bellezza dell'amore salvifico di Dio manifestato in Gesù Cristo morto e risorto" (Evangelii gaudium, n. 36). Queste parole programmatiche di Papa Francesco ci invitano ad una riflessione sul luogo della morale all'interno dell'evangelizzazione ecclesiale e sul modo di attualizzare la proposta morale nella realtà odierna.
Un volume che consente di rivisitare Agostino in modo innovativo e fresco, ponendosi in connessione intenzionale con i temi che oggi stanno al centro del dibattito culturale e che aprono, nel contesto della crisi attuale, verso la necessità di riscoprire in modo sempre più approfondito la bellezza originaria della dimensione sessuale dell'Uomo, per se stessa legata alla realtà divina del Creatore; si pone così un significativo passo in avanti di carattere storico verso il superamento di quell'"ateismo affettivo", che caratterizza la vita dei nostri giorni, orientando ad una apertura consapevole verso il carattere sostanzialmente teologico e spirituale della dimensione sessuale dell'Uomo stesso.
Eucaristia e matrimonio: ambedue sono sacramenti dell'amore, sacramenti della carne, sacramenti della promessa fedele. In quale modo si articolano tra di loro? Come assumono il linguaggio del corpo, come lo trasformano, per comunicare in esso la grazia di Dio? Esplorando queste domande il presente volume vuole scoprire, nel nesso tra eucaristia e matrimonio, l'orizzonte per orientare l'intera economia sacramentaria.
Il volume raccoglie gli scritti di Mons. Mario Oliveri, Vescovo di Albenga Imperia dal 1990. Gli scritti di venticinque anni del Vescovo teologo sono stati raccolti e pubblicati in gran parte già sulla rivista diocesana, altri invece sono stati rinvenuti dall'archivio personale.
A penetrare il mondo interiore di S. Michele ci aiuta il suo stesso trattato sull'Anima: sintesi, commento e conclusione della sua nobile anima credente e contemplante. In questo trattato emergono le lacrime e gli spasimi, il desiderio di pace e quiete che è possibile raggiungere soltanto immergendo il proprio spirito in Dio.

