
Sulle virtù teologali, prese sia nella loro unità che una per una, secondo la loro particolare natura o essenza, sono stati consumati fiumi di inchiostro e chilometri e chilometri di carta. Questo libro si pone come obbiettivo quello di far conoscere questo tema anche a chi non ha i mezzi scientifici e culturali per poter comprendere i contenuti dei tanti trattati accademici e teologici. Un affascinate viaggio alla scoperta della volontà umana e dei preziosi argini che la delimitano. Un manuale sulla vita che aiuta ad evitare lo sconfinamento di essa nella disperazione e nel male.
Nel nostro tempo, nel quale mediante la globalizzazione e la migrazione aumenta la mescolanza e la polarizzazione delle visioni del mondo, la convivenza in una società libera diviene più impegnativa, e il confronto tra le culture e le religioni imprescindibile. Il pluralismo culturale e religioso quindi diviene inevitabile e si impone come una realtà che va interpretata e richiede giuste soluzioni. L’autore nel libro si pone il problema di come si possa conciliare la verità sancita e indicata dal cattolicesimo con il relativismo, la pluralità di culture e di religioni che caratterizza la nostra epoca contemporanea.
L'opera nasce dalla sempre più ricorrente esigenza di tenere informato il mondo teologico dei più recenti sviluppi metodologici. Data l'ampiezza dell'ambito di ricerca, lo studio è stato limitato al secolo XIX. L'occasione-stimolo per questo percorso è stata offerta dalla singolarità di una teoria, considerata minore, di Louis Billot sulla fisionomia della causalità sacramentale intesa come dispositivo-intenzionale. Il dibattito che essa provocò è servito ad individuare, sorprendentemente, tendenze e suggestioni di una teologia ancora in movimento. Prefazione di Koonce David.
L'audacia del titolo - "Dimmi la verità. Dialoghi sul senso della vita" - pone a tema la motivazione che ha ispirato questo libro: un confronto sulla verità, tra un prete italiano e la massima autorità ecclesiastica cattolica dell'Est Europa. A partire da una questione decisiva per l'essere umano: «che cos'è la verità?». Una domanda che, d'un tratto, pare essersi fatta imbarazzante per la stessa Chiesa, al punto da risultare spesso elusa o rimossa. A farne le spese è l'essere umano, con la sua dignità e la sua libertà, i suoi fondamenti inalienabili. Sviatoslav Shevchuk arcivescovo maggiore della Chiesa greco-cattolica ucraina risponde alle domande di Paolo Asolan offrendo risposte chiare e mai ovvie su temi cruciali perché si possa dare un senso alla vita umana.
Grazie alla loro esperienza di pastorale sia in Italia che in territori di missione, gli autori testimoniano in queste pagine di riflessione teologica il travaglio della Chiesa di oggi, che con fatica cerca di uscire da una situazione di stallo, di egoismo e di privilegio, per tornare a mettersi veramente a servizio dell'umanità intera e di tutto il creato. C'è la rassegnazione diffusa, anche all'interno della Chiesa, che l'egoismo sia la legge che impera nel mondo a tutti i livelli. Sembrerebbe che non ci sia più niente da fare. I poveri sono destinati inesorabilmente a continuare a soffrire, mentre altri difendono i loro agi. Spesso, coloro che cercano il senso della vita in Dio lo trasformano nel primo degli egoisti, per poter giustificare il loro egoismo: l'onnipotente al servizio dei potenti cattivi. Il poeta Mu'in Bsisunei suoi Quaderni Palestinesi trascrisse una frase imparata da bambino da un condannato a morte palestinese: «I ricchi hanno Dio e la polizia, i poveri hanno le stelle e i poeti». I poveri non sembrano percepire ancora oggi chiaramente che Dio sta dalla loro parte. L'immagine di un Dio potente e guerriero, simile ai forti del mondo, ha radici profonde difficili da estirpare perché si richiede un cambio di orizzonte nella fede in Dio. Gli autori non pretendono di dire qualcosa di nuovo su Dio, ma cercano di dirlo in modo nuovo, legato al vissuto dell'uomo di oggi, alla sua storia, alle sue domande di senso.
La carità della Chiesa ci impegna a sviluppare - sul piano dottrinale e pastorale - la nostra capacità di leggere e interpretare, per il nostro tempo, la verità e la bellezza del disegno creatore di Dio. L'irradiazione di questo progetto divino, nella complessità della condizione odierna, chiede una speciale intelligenza d'amore» (Francesco, "Discorso al Pontificio Istituto Giovanni Paolo II", 27-X-2016). Le parole di Papa Francesco invitano a scorgere il significato del disegno divino quale via per l'evangelizzazione. L'amore vero rende insostenibile un concetto di legge esteriore all'uomo e una considerazione del caso morale al di fuori della comunicazione oggettiva dei beni morali. Il chiarimento del valore conoscitivo dell'amore vero e la sua capacità integrativa di tutti i dinamismi umani è un apporto prezioso per istruire una morale evangelica, capace di rispondere alle grandi sfide attuali.
Oggi risulta urgente la necessità di ricordare la verità dell'Eucaristia e la sua centralità, soprattutto per riaffermare l'identità "cristica" della Chiesa. Infatti, se è vero che la "Chiesa fa l'Eucaristia", è altrettanto vero che la natura del "Corpo di Cristo" dipende strettamente dal suo intimo rapporto con il sacramento che è "fonte e culmine" di tutta la vita cristiana. Conoscere e amare il "Mistero della fede" significa conoscere più a fondo la natura misterica della Chiesa ed imparare ad amarla con più ardore e devozione. Con questo saggio l'autore offre una teologia dell'Eucaristia ricollocata all'interno dell'orizzonte cristologico. La dimensione della presenza reale (transustanziazione) e del sacrificio sono dapprima studiati dal punto di vista storico e biblico e poi approfonditi in maniera sistematica, ma sempre partendo dalla persona e dall'opera di Cristo, centro propulsivo di tutta quanta la teologia.
“Voce di Dio” si definiva la coscienza, a causa dell’autorità prescrittiva assoluta dei suoi giudizi. “Eco della voce di Dio” si pensa oggi piuttosto, in tono più umile, consapevoli della necessità di verificare l’autenticità di ciò che è risuonato nell’intimo con tanta categorica forza di obbligazione interiore. Chi parla in me con la voce della mia coscienza? Un intruso che vìola la mia libertà? Oppure un Ospite, da sempre atteso, perché alleato e familiare, “più intimo a me di me stesso”? È necessario un discernimento, certo. Ma per questo è necessaria ancor più una formazione. La tradizione classica più che sulla coscienza faceva perno sulla prudenza, virtù che perfeziona la ragione pratica nel suo esercizio concreto. Essa si nutre della memoria e della promessa, matura nella docilità verso le persone più sagge e nell’apertura alla comunione con gli altri. La prudenza nasce da questa reciprocità virtuosa dei buoni che in una comunità sanno ridestare le evidenze fondamentali sul bene. Costruire tali comunità, oasi di umanità, nel deserto dell’emotivismo post-moderno, è compito primario per la Chiesa.
Humanae vitae ha dato inizio ad una colossale avventura intellettuale in cui filosofi, teologi, sociologi, medici, biologi, pedagogisti e pastoralisti si sono messi al lavoro per ricomporre una figura umana della sessualità in cui l'uomo potesse vivere una vita piena, sostenibile nel tempo. Questo Dizionario mira a mettere a disposizione del lettore il successo di tale avventura. I massimi esperti internazionali sono stati chiamati in causa per spiegarci in 200 voci i risultati più preziosi ottenuti in questi anni. Il titolo - Dizionario su Sesso, Amore e Fecondità - mette a fuoco il valore della carne e la sua significatività, nella fattispecie, della carne sessuata, con la sua richiesta di senso e di accompagnamento. Ma la sequenza Sesso - Amore - Fecondità rimanda alla convinzione che il mistero della sessualità si svela proprio nel dinamismo che comporta e nella propria interrelazione dove l'una porta all'altra. Ecco allora nella sua profondità e bellezza il "mistero nuziale" che l'esperienza erotica nasconde. In questa voluminosa opera si raccolgono i frutti di cinquant'anni di ricerca e di lavoro sul campo, e si offrono al lettore le chiavi di lettura necessarie per decifrare l'enigma della sessualità secondo il progetto del Creatore. Il Dizionario si costituisce come un'opera di riferimento per docenti e studenti universitari, così come per chiunque fosse interessato alla materia. La sua novità, chiarezza, concretezza e profondità lo qualificano come un'opera in cui il lettore può trovare un'argomentazione ragionata e le chiavi di lettura necessarie per strutturare la comprensione dei temi e per avviarne una ricerca.
La ricerca teologica contemporanea appare sempre più orientata ad operare una scissione tra cristianesimo e pensiero greco; quest'ultimo sarebbe stato come "aggiunto" arbitrariamente dalla Chiesa alla fede dei primi apostoli e andrebbe dunque rimosso per poter cogliere il messaggio di Gesù nella sua purezza originaria. Per i fautori della separazione tra teologia e lógos greco, la metafisica classica non rappresenta più uno strumento utile a render ragione della fede; essa è, al contrario, una sorta di retaggio obsoleto, un paramento inutile ed ingombrante che risulta, in ultima analisi, solo di intralcio allo sviluppo di una riflessione teologica libera e adulta. Ma le cose stanno veramente così? A partire dal discorso di Papa Benedetto XVI tenuto a Ratisbona nel 2006, l'autore riflette sulla legittimità di questo processo di de-ellenizzazione, analizzandone le origini storiche, le intrinseche incongruenze e le inevitabili ricadute sul pensiero teologico e sul rapporto che lega fede, ragione e conoscenza.
Il libro offre innanzitutto gli elementi base del canto liturgico. Partendo poi da quello che l’autore definisce il “peccato originale” della riforma nell’ambito del canto liturgico – ossia la scelta del Consilium di affidare alle Conferenze Episcopali l’elaborazione di repertori di canti per le celebrazioni nella lingua del popolo – lo studio propone una soluzione che consenta di superare i problemi legati ai contenuti testuali dei canti processionali della Messa.
«Questo studio è un dono provvidenziale ai sacerdoti che curano le celebrazioni e alla Chiesa tutta […] un aiuto di grande importanza per qualificare il canto e il modo migliore di rendere lode a Dio nelle nostre celebrazioni liturgiche. In quanto pastori, il nostro compito è quello di tenere sempre presente il valore inestimabile che si cela nella liturgia e custodire il suo essere in relazione con l’arte e in particolar modo con la musica sacra, che canta ed esprime la nostra fede cattolica» (dalla Presentazione del Cardinale Robert Sarah)
Uno dei motivi che spingono oggi ad approfondire il tema del Presbiterato è dato dall'attuale carenza di sacerdoti, che ormai obbliga la Chiesa a trovare delle soluzioni a questo problema. Nel contesto di questi tentativi, uno dei temi che maggiormente attrae l'attenzione degli interessati è il celibato ecclesiastico. Il volume offre uno studio sul significato dato dal Vaticano II al termine "celibato ecclesiastico" e sulla ricchezza dei suoi contenuti. Partendo dalla Costituzione dogmatica sulla Liturgia Sacrosanctum Concilium - il primo documento conciliare -, l'Autore segue lo sviluppo che questo tema ha avuto nel Concilio soprattutto con la Costituzione dogmatica sulla Chiesa Lumen Gentium e il Decreto Presbyterorum Ordinis, l'ultimo atto del Concilio che vi formula in modo organico il suo pensiero sul celibato ecclesiastico, con particolare riferimento al Presbiterato. L'autore sottolinea il grande merito che deve essere attribuito al Concilio Vaticano II nel collegare il celibato sacerdotale a tanti elementi teologici che normalmente vengono trascurati nei dibattiti tra gli interessati al tema, mentre sono essenziali per la retta comprensione del rapporto Presbiterato/celibato.

