
La tempesta prodotta da Nietzsche attraverso «uno scatenamento totale di tutte le capacità simboliche» non poteva passare inosservata. L'Occidente, che ha scommesso sui "maestri del sospetto" per la sua emancipazione, non ha ancora trovato la risposta al folle della "morte di Dio" e soprattutto alla domanda: con cosa lo sostituiremo? Il destino di Nietzsche fu legato al suo annuncio: «Conosco la mia sorte. Un giorno sarà legato al mio nome il ricordo di qualcosa di enorme - una crisi, quale mai si era vista sulla terra, la più profonda collisione della coscienza, una decisione evocata contro tutto ciò che finora è stato creduto, preteso, consacrato. Io non sono un uomo, sono dinamite». L'Occidente vive questo spasmo e con lui anche il cristianesimo alle prese con la sua crisi di identità fra cielo e terra. L'alternativa di Nietzsche "il Crocifisso o Dioniso" è una provocazione ancora irrisolta, che si tenta di eludere ma che continua a lacerare le coscienze di tutti.
Questo libro è stato scritto già due volte. Una prima, nel 1998, e una seconda, nel 2011. Ora, con profondi cambiamenti, ha ritrovato la originaria stringatezza e più chiaramente identifica il problema della "questione liturgica" come aspirazione a una "liturgia fondamentale", non senza una relazione strutturale con il sapere sistematico. Il modello teorico di lettura del rapporto tra teologia e rito attraversa tutto lo spettro della storia della Chiesa latina, nella quale alla categoria di officium si affianca la categoria di segno-causa, fino ad arrivare alla categoria di rito, che inaugura la elaborazione degli ultimi due secoli. Una accurata ricostruzione teorica e storica del ruolo teologico della liturgia è la premessa inaggirabile per comprendere la Riforma Liturgica e la sua complessa ricezione nella Chiesa cattolica di oggi e di domani. Il volume si presenta, allo stesso tempo, come un manuale per la scuola di teologia e come uno studio sulla nascita di una disciplina nuova.
Il fenomeno digitale interessa il mondo, la società, la Chiesa, ognuno di noi. Riflettere su di esso equivale a riflettere sull'uomo e su tutte le implicazioni antropologiche che ne conseguono. Le reti digitali sono da considerare come reti relazionali umane attraverso le quali si intesse quotidianamente la storia di persone, di una società, dell'umanità contemporanea. L'inserimento della Chiesa nella comunità umana propone un atteggiamento di vicinanza all'umanità che vive nel mondo digitale e la accompagna a scoprire la presenza viva di Dio. Una ricerca che contribuisce al tentativo ecclesiale catechetico di farsi voce della Parola di Dio che si incarna nelle nuove frontiere digitali dell'umano e propone una rinnovata metodologia di presenza evangelica.
Rocco Predoti, originario di Cittanova (RC), presbitero dell’Ordine dei Frati Minori Conventuali e guardiano del Convento "Sacro Cuore" di Catanzaro lido.
Ha conseguito la licenza in Teologia catechetica presso l'Istituto Teologico "S. Tommaso" in Messina e il Dottorato in Teologia con specializzazione Catechetica presso l' Università Pontificia Salesiana in Roma. E' docente di Teologia catechetica e Teoria e prassi della comunicazione presso l'Istituto Teologico Calabro "San Pio X" in Catanzaro.
Una delle più urgenti necessità nella svolta epocale del nostro tempo è quella di superare la "rottura" tra dottrina e contemplazione, tra vita intellettuale e vita spirituale, per la rielaborazione mistico-sapienziale della teologia. La teologia moderna - anche quella post-conciliare - ha sofferto un approccio unilaterale ai misteri divini presentandosi troppo sbilanciata sul versante speculativo e razionalistico. Oggi abbiamo bisogno di ritrovare una ragione teologico-simbolica che risponda al bisogno essenziale dell'uomo - «conoscenza di se stesso, e di Dio» (M. Vannini) - e che tenga insieme ritus, fides, intellectus, affectus: l'insieme dell'esperienza umana cristiana. I saggi offerti in questo libro delineano una parabola della teologia monastico-sapienziale che dal medioevo giunge fino al Concilio Vaticano II e al post-concilio. In particolare, si presentano alcuni modelli monastici di teologia sapienziale del Novecento, come quelli di A. Stolz, J. Leclercq, C. Vagaggini, E. Salmann. Anche i monaci camaldolesi hanno dato il loro contributo all'elaborazione di una teologia monastico-sapienziale: in Italia, attraverso l'approccio più classico di Benedetto Calati, e negli USA con le ricerche di Bruno Barnhart.
A fronte dell'assenza della dimensione regale del Popolo di Dio nelle pubblicazioni teologiche postconciliari, l'autore si è interrogato se il concilio presenti unicamente in termini funzionali la regalità, oppure, se e in che termini, essa possa esser rintracciata come dimensione del soggetto ecclesiale riscoperto dal Vaticano II quale Popolo di Dio. I risultati raggiunti in questa ricerca mostrano quanto ancora poco è stato fatto per porre al centro dell'ecclesiologia e della prassi ecclesiale l'esistenza cristiana, categoria attraverso la quale LG presenta la regalità. Uno sviluppo coerente della teologia del "Popolo di Dio" in prospettiva regale, infatti, implica una configurazione della sintassi ecclesiale propria dello "stile sinodale". Solo in esso il Popolo di Dio potrà essere restituito ad una soggettualità regale, nella quale la centralità riconosciuta alla vita teologale sosterrà anche quella sacerdotale e quella profetica.
«Il volume qui pubblicato trova il suo nucleo generatore nella relazione tra ministero di guida e corresponsabilità/partecipazione dei fedeli laici nella figura del discernimento ecclesiale, proiettandosi su una riconfigurazione complessiva dell'azione ecclesiale. La questione non è stata soltanto analizzata, valutata e progettata da chi scrive, ma anche verificata nel suo effettivo svolgimento, grazie a una puntuale ricostruzione che l'autore fa di un'interessante esperienza da lui stesso messa in campo nella sua diocesi, a partire dai criteri e dalla prospettiva qui presentata e articolata. Il lavoro rende conto di un serio itinerario di elaborazione attuando il metodo del discernimento comunitario di Sergio Lanza e coinvolgendo, sotto la presidenza intelligente ed equilibrata del vescovo del tempo, l'intera diocesi e il suo territorio di appartenenza. La "presidenza del discernimento comunitario" come figura caratterizzante il ministero di guida della comunità ecclesiale: è questo il punto di arrivo di tutto il percorso di Angelo Auletta in orizzonte sinodale di mistero di comunione e missione. Altri - è auspicabile - lo seguiranno, portando frutti per il buon servizio della teologia e per l'edificazione della Chiesa (dalla Prefazione di Paolo Asolan).
Hegel affermava che la filosofia è il proprio tempo espresso in concetti. Non è possibile trascrivere la storia nella precisione del concetto ma non possiamo esimerci dal cercare di discernere il tempo che viviamo. Soprattutto siamo chiamati a prendere coscienza del cambiamento d'epoca in cui siamo, di un nuovo corso che investe l'uomo, l'esperienza religiosa, la dimensione del sacro, che impone di andare oltre i luoghi comuni, gli stereotipi, i pregiudizi e la chiusura di fronte al nuovo; che esige un cambiamento di mentalità. Questo volume tenta con molta umiltà di cimentarsi in tale svolta, ben sapendo che su di essa nessuno può avere una lettura esaustiva, ma sempre prospettive parziali, in vista di provare a immaginare un nuovo profilo di cristianesimo e di Chiesa, nella fedeltà alla rivelazione dell'amore di Dio per l'uomo avvenuta in Gesù di Nazareth.
Giordano Trapasso è presbitero della diocesi di Fermo, attualmente vicario per la pastorale e per il clero. Ha conseguito il baccalaureato in teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e la laurea in filosofia presso l'Università degli Studi di Macerata. Attualmente è docente di filosofia presso l'Istituto Teologico Marchigiano. E' autore di diversi articoli per la rivista FIRMANA.
Il male, nelle sue infinite manifestazioni, ferisce la vita umana: malattie, ingiustizie, guerra, crudeltà e torture. Si può esprimere e tentare di dipanare un senso di fronte a tutto ciò pur sapendo che non si può avere l’arroganza di una risposta certa e sicura? Si può tentare di giungere, anche in mezzo al riconoscimento che sempre si dovrà lottare contro il male, ad avvertire e seguire il moto dell’amore? Questo é il tentativo di far nascere un percorso che si apra alla fraternità e alla solidarietà nella sofferenza... nonostante tutto l'assurdo male presente nel mondo.
In qualsiasi tempo è sempre utile preoccuparsi della specificità e originalità della propria fede. Che significato occorre dare oggi alla "testimonianza" nella vita della Chiesa? La fede non può ridursi all'esattezza di un enunciato; partecipando al farsi evento della verità, diventa spazio di uno stile di vita che rende credibile il messaggio e che rimanda alla sostanza della verità rivelata. Con ciò si possono accogliere le difficoltà che accompagnano l'aspetto cristiano nel mondo. Ieri come oggi, la Chiesa è di nuovo Chiesa di martiri, luogo di testimonianza martiriale, oltre i suoi confini nazionali, teologici e confessionali. In una comprensione ecumenica, la testimonianza è l'epifania del Sangue di Cristo nella storia e il sangue dei martiri è il comune patrimonio che alimenta l'unità dei cristiani. Nel vincolo del sangue, pur separati sulla terra, i testimoni anticipano la Gerusalemme celeste, dove ogni diversità entra nella perfetta pienezza. Il sangue dei cristiani ci unisce e i martiri nel cielo hanno già trovato quell'unità che noi cerchiamo sulla terra. L'ecumenismo del sangue è l'eredità preziosa per vivere la frontiera di quei contesti plurali e contraddittori delle nostre Chiese e società.
Leggendo i testi martiriali di Agostino si rimane colpiti dal culto e dalla venerazione dei martiri nella Chiesa antica e in particolare nordafricana. Nel nostro tempo, segnato dal riemergere dei totalitarismi e da un numero impressionante di martiri uccisi in odio alla fede, troviamo quasi sconcertante la loro eroica testimonianza di carità evangelica ed esemplare la fecondità delle loro vite per la Chiesa. In questo libro Antonio Bonato prende in esame i Sermoni e i testi ricavati da altre opere di sant'Agostino sui martiri. Sullo sfondo della concezione agostiniana, l'autore passa in rassegna alcune figure centrali nei primi secoli di vita della Chiesa: in relazione ai modelli di fede e di carità evangelica, il protomartire Stefano e san Lorenzo diacono; in relazione all'aspetto più propriamente ecclesiale, gli apostoli Pietro e Paolo, le sante Perpetua e Felicita e il vescovo Cipriano. Attraverso Agostino, il volume di Bonato ci restituisce così uno spaccato di sconvolgente attualità: la Chiesa, nata dalla croce di Cristo, si nutre del coraggio e della fedeltà ai valori evangelici di questi testimoni della fede.
In questo libro trovate l'ultimo Molari. La sua intensa riflessione teologica: profonda, gioiosa, aperta al confronto con la cultura contemporanea e soprattutto con l'evoluzione della scienza e la scienza dell'evoluzione Troverete una salda linea di continuità nel coraggio di pensare la fede da credenti adulti, capaci di rendere ragione della loro speranza e aprirsi a quanto di giusto, di bello e di buono, può venire dal mondo grande, in ogni angolo del quale soffia, libero e leggero, il vento dello s/Spirito.
Una visione della vita e della fede che invita a far fiorire in noi la fiducia nella forza buona che chiamiamo Dio, che da un senso e una destinazione alla nostra esistenza.

