
Si può credere in se stessi? Fallimenti, debolezze e malattie sembrano dire che è impossibile perché significa porre tutta la propria fiducia in un essere fragile, sottoposto alle bufere dell’esistenza e ai turbamenti di un cuore incerto, sempre esposto al limite e che ha come orizzonte ultimo la fragilità e la morte. Ma è proprio così? Questo libro ci viene incontro come un amico desideroso di aprirci un’altra prospettiva. È la dignità di figli di Dio la roccia salda su cui possiamo basare la capacità di credere in noi stessi. Nel suo amore troviamo la motivazione più vera e profonda per costruire una solida stima personale.
Autore
Anna Bissi, psicoterapeuta, appartiene alla Fraternità della Trasfigurazione. È autrice di svariati testi e collabora con alcune riviste su temi di psicologia e spiritualità. Per le Edizioni Immacolata ha pubblicato l’opera in due volumi Guarire il cuore.
"Il libro di Giobbe è un grido contro Dio nel cuore della Bibbia. Un grido di ribellione, gettato in alto da un innocente che soffre. Giobbe è quel giusto che ha il coraggio di dichiarare ingiusta la sua sofferenza. Perciò chiama Dio a processo. L'intero libro di Giobbe è una accusa a Dio a partire dalla domanda che attraversa la storia senza risposta: perché il male?"
Questo volume è il frutto della selezione fra le oltre ottanta prediche che padre Benigno Calvi ci ha lasciato, affidate a semplici quaderni e a qualche foglio sparso. I testi sono scritti a penna o a matita con una calligrafia chiara e leggibile. Sono stati raccolti e riordinati da padre Gerardo Bongioanni, suo compagno di studi. Egli li ha radunati nel faldone n. 7 che si trova con le carte di padre Benigno presso l'archivio del Santuario della Divina Maternità di Concesa. Qui sono state scelte e riunite prediche in quattro sezioni tematiche: La Madonna, I Santi, Dies Domini, Meditazioni, oltre alla prima e all'ultima predica di padre Benigno, che sono, per così dire, fuori sezione. Ai testi prescelti sono stati dati titoli redazionali.
La prima parte del presente libro contiene una sintesi del "Trattato della vera devozione a Maria" di san Luigi Maria Grignion de Montfort del 1712 che da sempre è ritenuto un classico della spiritualità mariana. Nel 1842 il testo fu ritrovato dopo che era andato perso in seguito agli eventi della Rivoluzione Francese. Nella seconda parte si riporta il testo "Il segreto di Maria" che lo stesso autore scrisse per far scoprire al cristiano che il compito speciale di Maria è di condurre a Cristo.
Il tentativo di sintesi, qui offerto, si basa sulla storia e sugli autori sinaiti: per la storia, è stato fatto un lavoro di ricerca delle varie fonti attualmente accessibili, riportando i testi conosciuti, mentre per gli autori è stata posta l'attenzione soprattutto sui loro scritti, con l'intento di metterne in luce le caratteristiche proprie. Se il tentativo è riuscito, come mi auguro, acquista un po' di luce anche questo angolo di mondo, dove Dio è sceso a parlare con l'uomo e l'uomo, pur avendo visto Dio, non è morto (cfr. Es 33, 20). Gli studi sul monachesimo sinaita non sono molti; anche le fonti ne parlano poco e in modo molto frammentario. Mi è sembrato perciò utile il tentativo di raccogliere le diverse fonti e i vari studi su tale argomento e offrirne una sintesi. L'ambito in cui si sviluppa questa ricerca è limitato alle tre zone più conosciute della penisola sinaita: Faran, Raito e il Monte Sinai, mentre il periodo studiato è ristretto ai primi secoli.
"La meditazione di un evento, di una realtà, di un'opera letteraria, di un fatto storico, di un dato immaginativo o di altre cose ancora, in fondo è proprio questo: un atto uditivo (pur con modalità di unione diverse, a seconda del soggetto agente) degli elementi costitutivi la realtà posta ad oggetto di riferimento, di 'meditazione'.
Si tratta di una 'riflessione'[…], di un far accadere di nuovo, alcune scene accadute, certi momenti esperiti
una riflessione che evidentemente conduce il soggetto che la vive ad un progresso di conoscenza rispetto alla realtà in questione, appunto perché adesso 'rielaborata'[…], resa in un certo modo mansueta rispetto alla primitiva irruzione sensibile nella coscienza".
I più poveri hanno una conoscenza di Dio unica nel suo genere, perché rivelano quotidianamente che la condizione di figlio di Dio non si lascia soffocare dalle vicissitudini dell'esistenza umana. Siamo sicuri di credere nel vero Dio, se non ci prestiamo a condividere le difficoltà degli ultimi? E questa la domanda che il fondatore di "ATD Quarto Mondo" pone in questa meditazione personale: una riflessione partecipata e vissuta in prima linea nell'incontro con la miseria della nostra società.
Il monaco benedettino Henri Le Saux (1910-1973) è stato protagonista di una delle vicende teologiche e spirituali più singolari del Novecento. Egli, infatti, nel 1950, insieme a Jules Monchanin, ha prima fondato in India l'ashram di Shantivanam - che rappresenta a tutt'oggi una pionieristica testimonianza di inculturazione monastica -, ed ha successivamente condiviso la vita ascetica degli eremiti e dei monaci itineranti indù, giungendo a sperimentare, come prete e monaco cattolico, l'esperienza spirituale dell'advaita, ovverosia quell'unione mistica col divino che l'induismo vedantico legge in termini di non-dualità, che egli ha cercato di ricomprendere in chiave cristologica e trinitaria.
«Quattro anni di Bergoglio basterebbero per cambiare le cose.» Così, nel marzo 2013, un anonimo cardinale confidava a un amico giornalista le sue speranze per l'imminente conclave. Ora, a quattro anni di distanza, le parole di quel cardinale suonano più che mai profetiche. Dall'elezione al soglio pontificio, Bergoglio, Papa rivoluzionario, sta cambiando il volto della Chiesa. Una rivoluzione fatta di parole spiazzanti e controcorrente che spesso hanno fatto storcere il naso ai cosiddetti "benpensanti" e alle alte sfere ecclesiali, ma che hanno conquistato fedeli e non fedeli di tutto il mondo. E se di rivoluzionario si tratta, chi meglio di don Antonio Mazzi, da sempre "prete contro", può farsi portavoce di questo gesuita "venuto dalla fine del mondo", schierato dalla parte dei diseredati? Così, come ha già fatto ne Le parole di Papa Francesco che stanno cambiando il mondo, don Antonio ha messo uno accanto all'altro i discorsi del pontefice, e ne ha ricavato un nuovo dizionario - dalla A di allattamento alla V di visita a Milano, passando per voci importanti come famiglia, divorzio, figli -per raccontare insieme la visione dell'Uomo e della società d'oggi. Un linguaggio, quello di Francesco, che ha rimesso al centro della vita del cristiano gli esclusi, anche peccatori e non credenti. Come al centro della vita di don Mazzi, paladino degli emarginati, c'è sempre stata la difesa degli ultimi. Discorsi a braccio, dal profondo del cuore, quelli del Papa e quelli di don Mazzi, come due padri che parlano ai figli, due pastori che parlano ai fedeli. Due voci per l'annuncio del Vangelo di Cristo.
«Siamo tutti persone in viaggio. E questo viaggio è la vita. Attraversiamo, uno dopo l’altro, paesi in cui le prospettive e le avventure non si confrontano tra loro, e in cui cambia persino la percezione che abbiamo degli esseri, delle cose, del tempo e dello spazio. Una rivelazione attende chi avanza con il cuore e gli occhi aperti – senza precipitazione e, se gli è possibile, senza rimpianti. Lungo il cammino, dopo essersi visto spogliato di quanto aveva posseduto in passato, eccolo presto, con sua grande sorpresa, ricolmo di altri beni di cui prima non immaginava né l’esistenza né il costo. Impara – e la sua riconoscenza allora non ha limiti – che nulla gli viene tolto nel corso dell’esistenza, senza che non gli venga donata come contropartita un’altra cosa di corrispondente preziosità.»
In questa raccolta di messaggi, ricevuti dal mistico friulano "operaio dalla vigna del Signore", Maria SS. introduce le anime alla conoscenza del Divino Volere. Il volume contiene i messaggi ricevuti nel 2016 e nel 2017.
Quest'opera intende tracciare un percorso dalla "collera divina" al suo compimento nell'amore e nella misericordia. Nelle pagine emerge un confronto sempre più dinamico tra la collera dell'uomo e quella di Dio, che riporterà ordine e giustizia sancendo una vittoria definitiva sul male. Dio può essere vendicativo o soggetto all'ira? E se non lo fosse, in che modo ripristinerà l'ordine e la giustizia? Come si fa a perdonare un carnefice spietato? Quale giustizia si ottiene con il perdono? Sono questi alcuni degli interrogativi a cui tenta di dare una risposta questo libro.

