
“Il convertito è quell’uomo che scopre quale meravigliosa opportunità sia Dio”.
Madeleine Delbrêl
Questo volume che continua l’Opera Omnia di Madeleine Delbrêl (1904-1964) – della quale è in corso la causa di beatificazione – raccoglie i testi missionari della mistica francese da lei scritti tra il 1938 e il 1950 e rappresentano la porta d’ingresso alla sua opera straordinaria.
Alcuni già noti come Noi delle strade e Missionari senza battello costituiscono il centro della spiritualità della Delbrêl. Altri testi sono stati pubblicati solo parzialmente o manomessi come Il nostro pane quotidiano e Perché amiamo Charles de Foucauld, mentre più di un terzo sono completamente inediti e sconosciuti come Liturgia e vita laica di straordinaria attualità
Questo libro è un racconto a "cuore aperto" scaturito dall'immenso affetto di una mamma per suo figlio e dall'indicibile dolore per la sua prematura scomparsa: uno strappo, una ferita sempre aperta che mai, mano mano potrà ricucire. Eppure è proprio dalle macerie di questa tragedia che sboccia il fiore più bello: la speranza nella vita nuova da vivere e far vivere fino in fondo sempre accompagnati dalla luce della fede. Mariano oggi continua a vivere nel ricordo di chi lo ha generato, di chi lo ha amato, conosciuto e di chi si avvicinerà a lui grazie alle pagine di questo atto d'amore. Pagine di cui il lettore alla fine potrà dire: "ho letto d'amore". prefazione del cardinale Ersilio Tonini.
Nella convinzione che ogni tentativo di risposta alla domanda "Perché soffriamo?" sia inevitabilmente provvisorio e incompleto, Frederick W. Schmidt propone una riflessione sulla sofferenza a partire dal riconoscimento dell'esperienza soggettiva del dolore sforzandosi altresì di conciliarla con le ipotesi circa la fede, l'agire di Dio, la sua potenza e bontà. Una riflessione che faccia da contrappunto alla cultura della negazione della sofferenza, nell'intento di andare oltre il carattere meramente autobiografico del soffrire per accogliere l'esperienza altrui, riscattandone complessità, differenze, specificità e invitando a una maggiore responsabilità.
Il volume è il frutto della Giornata di studio, svoltasi il 14 gennaio 2010 presso la Facoltà Teologica dell'Italia Settentrionale. Ai nostri giorni, è facile constatare come la liturgia sia in crisi e come le celebrazioni cristiane denotino segni di stanchezza o mancanza di convinzione e di passione. La reazione a questa situazione è duplice: alcuni avvertono il concilio Vaticano II come apportatore di innovazioni sospette, mentre altri lo percepiscono come un evento ormai superato. Così, da una parte si assiste alla ricerca di una spiritualità che esalti i sentimenti e le emozioni, sino a trasformare la partecipazione in esteriorizzazione e spettacolarizzazione, dall'altra, invece, il desiderio di armonizzare la liturgia con le più profonde esigenze di interiorità rischia di ridurre la celebrazione a fredda ritualità. Prendendo l'avvio da questa constatazione, i saggi presentati in questo volume riflettono non tanto sul problema della liturgia o quello della spiritualità in sé, ma sulla stretta relazione che unisce liturgia e vita spirituale, fino a raggiungere il cuore della questione, cioè il rapporto con il mistero di Cristo che, nell'azione liturgica, si rende presente.
Le storie contenute in questo libro, scritte da vari autori come Barbara Johnson, Florence Littauer, Charles Swindoll, sono la ricetta adatta a trasmettere slancio, fiducia, coraggio e ottimi spunti di riflessione. Un vero toccasana per lo spirito.
Nell'Anno della Fede, indetto da Benedetto XVI, l'Autore ci regala il ritratto di alcune donne di fede incontrate dal Cristo: donne accolte, ammaestrate, guarite e mandate in missione per essere annunciatrici della salvezza, chiamate a partecipare pienamente del regno di Dio.
Nell'anno della Fede un libro che analizza alcuni elementi essenziali della fede cristiana, in modo profondissimo e allo stesso tempo concreto.
Un libro utile a riassumere quella dimensione profonda dell'uomo, tanto dimenticata o trascurata, che è l'unica in grado di far capire come "solo il mistico possa sopravvivere nella società attuale, senza diventare terrorista (violento) o cinico (menefreghista). Solo il mistico può conservare l'integrità del suo essere, perché è in comunione con tutta la realtà".
"Ci sono le stagioni, ognuna con il suo stile, il suo ritmo, le sue storie; e ognuna si rivela 'lezione di cose'. Lezione di cose fisiche, naturali, certo, ma anche, se sappiamo leggerle con pazienza e attenzione, lezioni di cose invisibili, impalpabili. L'esperienza e il sogno, la materia e lo spirituale sono in costante e sottile interferenza. E dunque meglio, a ogni nuova stagione, rimettersi al lavoro di lettura con uno sguardo nuovo, acuto". Ma come "leggere" un simile racconto chiuso nel limbo della carne e dell'inchiostro? Appoggiando l'orecchio sul cuore della terra e del cielo.

