
Il cammino spirituale di ogni cristiano, laico o consacrato, come cammino di e verso la gioia.
Ogni giorno la società e i media ci bombardano di immagini e messaggi che ci dicono chi, cosa e come dovremmo essere. Siamo portati a credere che per non sentirci inadeguati dovremmo condurre una vita semplicemente perfetta. Così, la maggior parte di noi continua ad andare avanti pensando "cosa succederà se non riuscirò a tenere tutti questi birilli in aria? cosa penserà la gente se fallirò o rinuncerò? quando posso smettere di dimostrare a tutti quello che valgo?". In questo libro, che arriva in Italia dopo due anni di permanenza ininterrotta nelle classifiche americane, Brené Brown ci guida in un percorso di dieci tappe che, partendo dalla presa di coscienza della nostra vulnerabilità - e della sua bellezza - insegna a vivere con tutto il cuore, liberi da questi condizionamenti. "Vivere in modo incondizionato significa prendere parte attiva alla nostra esistenza. Significa svegliarsi la mattina e pensare: "Non importa ciò che riesco a fare e ciò che mi resta da fare, io sono abbastanza". Prendere possesso della nostra storia può essere difficile, ma non quanto passare la nostra vita a fuggirne. Abbracciare la nostra vulnerabilità può essere rischioso, ma non quanto rinunciare all'amore, al senso di appartenenza e alla gioia. Soltanto quando siamo abbastanza coraggiosi da esplorare l'oscurità scopriamo il potere infinito della nostra luce".
Pensieri, episodi e riflessioni per non dimenticare che mai come oggi bisogna essere vicino agli ultimi.
Dicono i Padri della Chiesa che è teologo solo chi prega. Fare teologia non significa ragionare in modo astratto su Dio, avere idee brillanti per spiegare che cos'è la Santissima Trinità e che cosa c'entra con il mondo e con la vita.
Il teologo, per i Padri, è colui che nella preghiera ha fatto esperienza di Dio e ne è stato trasformato, e che vive cercando di realizzare nella sua limitatezza umana l'immensità dell'amore che gli è stato donato. Per questo motivo il libro di Ernesto Olivero è un libro di teologia: perché parla d'amore.
L'autore è un «teologo» che ha reso vita vissuta e concreta ciò che porta nel cuore, e che ha deciso di raccontarlo, nel modo semplice, scarno ed emozionante, che solo la verità conosce.
Scelte difficili, scommesse che nessun altro avrebbe raccolto, persone dure, storie sconvolgenti: non c'è niente che faccia paura a quest'uomo che prega, forte di una forza non sua.
Dio non guarda l'orologio è il racconto avvincente di un uomo la cui vita è stata cambiata dall'incontro con Dio; è il racconto di cosa succede quando qualcuno risponde all'appello e vive nella pratica quotidiana, mettendosi perennemente in gioco, l'essenza del cristianesimo.
Nota dell'autore: L'autore desidera avvertire che tutti i diritti della vendita del libro saranno messi a disposizione dei poveri che varcano ogni giorno la soglia dell'arsenale della pace. L'autore ha scoperto da tempo che non c'è affare più redditizio
Questo libro è una sorta di vademecum per non smarrirsi in un mondo sottosopra; è una raccolta di articoli rivisti e scritti ex novo per l'occasione con lo scopo di formare un agile manualetto di riflessioni per la sopravvivenza (cattolica). "Scrivere questi brani ha aiutato anche me a superare momenti difficili della mia avventura cristiana". I capitoli oltre a richiamare grandi pensatori, sono intrisi - non senza paradosso - di quanto i nostri tempi propongono nei rotocalchi più gettonati. Avventurarsi in questo campo "mediatico" può più facilmente avvicinare qualsiasi tipo di persona per aiutarla a non rovesciarsi su una barca che sembra affondare: ma che torna in equilibrio e ci lascia ammirare il sereno che sta per giungere dopo la tempesta...
Con lo stile fortemente empatico e il grande afflato che lo contraddistinguono, l’autore propone le nove beatitudini come semi di una nuova vita, segnali luminosi nel cielo stellato della felicità che ci indicano il sentiero per ritornare alla terra perduta e così vivere felici. Nell’originale interpretazione di Matino, le beatitudini non solo promettono la felicità futura ma si incarnano nella vita di uomini e donne che con la forza delle mani nude, con il coraggio delle lacrime, con la libertà del cuore sanno costruire un mondo di pace e di giustizia.
Note sull’autore
Gennaro Matino (Napoli 1956) è parroco nella sua città. Teologo pastoralista, è docente presso la Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale e insegna etica d’impresa all’Università “Federico II” di Napoli. Da sempre sensibile ai problemi dei paesi in via di sviluppo, è impegnato, soprattutto in India, con progetti di solidarietà in favore dei bambini più poveri. Presso le EDB ha pubblicato La tenerezza di un Dio diverso (2001).
Don Sirio Politi fu uno dei primi preti operai italiani. A differenza di altre analoghe esperienze, la sua attività lavorativa nella darsena del porto di Viareggio, non inquadrabile in schemi ideologici, fu portata avanti in pieno accordo con il vescovo di Lucca, mons. E. Bartoletti. Accanto a don Sirio, alla chiesetta del porto si formò una comunità che per oltre un decennio curò il periodico Lotta come amore.
«Don Sirio è stato e rimane, anzitutto, una zolla di terra. Una zolla della Chiesa di Lucca con la sua Versilia. Ripubblicare il suo primo libro, Una zolla di terra, a vent’anni dalla sua morte avvenuta il 19 febbraio 1988, non è solo rinnovare la memoria di un testimone appassionato e profetico dell’amore di Dio e della causa dei poveri, ma è trasmettere anche alle nuove generazioni un mistero, una visione, una passione» (dalla Prefazione di mons. M. Brunini, vicario generale dell’arcidiocesi di Lucca).
Scritto nel 1961, Una zolla di terra testimonia la profonda dimensione contemplativa che ha sempre animato la vita di impegno di don Sirio.
Luisito Bianchi, autore dell’introduzione, è anch’egli uno tra i primi preti operai.
Sommario
Prefazione (M. Brunini). Cronologia di Sirio Politi. Bibliografia di Sirio Politi. Introduzione (L. Bianchi). Una zolla di terra.
Note sull'autore
Don Sirio Politi (1920-1988), presbitero della Chiesa di Lucca, inizia nel 1956 la sua avventura di prete operaio in un cantiere navale di Viareggio. Più tardi fonda una piccola comunità di uomini e donne ispirata agli ideali evangelici. Negli anni ’70 e ’80 diventa punto di riferimento nazionale dei movimenti per la pace e della lotta contro il nucleare, assumendo anche la presidenza del Movimento internazionale di riconciliazione.
Note sulla curatrice
Maria Grazia Galimberti nasce a Roma nel 1943. Nei suoi anni giovanili si trasferisce a Viareggio per far parte della comunità formatasi intorno a don Sirio Politi. Attualmente lavora come pubblicista specializzata nella divulgazione di economia e di diritto per Il Sole 24 Ore e per l’Enciclopedia Treccani.
"Le pagine che state per leggere vi permetteranno di sperare nell'uomo, in tutti gli uomini, a dispetto di tutto. Leggendo queste testimonianze così concrete, ho ritrovato gli uomini e le donne che sono stati e sono ancora oggi miei compagni di strada: sono persone comuni, ricche di generosità e con una stupefacente capacità di condivisione. (...) Mostrandoci che le pagine di Vangelo scritte duemila anni fa sono ancora piene di attualità, gli autori di questo libro ci invitano a guardare alla vita con fiducia..." (dalla Prefazione dell'Abbé Pierre).

