
Esistono davvero i demoni e gli spiriti maligni? Oppure sono solo reliquie di un modo di pensare ormai superato, che da tempo non ha più alcun ruolo nella nostra vita? Nel suo nuovo libro, Anselm Grün rivolge lo sguardo ai demoni del nostro presente, che non solo incontriamo nella nostra vita personale, ma che influenzano anche la nostra società. Che si tratti di sentimenti distruttivi come la rabbia o l'indolenza, dell'assolutizzazione dell'economia o di una comunicazione invadente che ci impedisce di vedere l'essenziale. Come possiamo reagire oggi a questi «spiriti maligni» e opporci a loro? E come può avvenire la guarigione? Anselm Grün combina la saggezza spirituale con i moderni approcci psicologici. Quello che il lettore ha tra le mani è un libro che può sostenere percorsi interiori di resistenza alle influenze distruttive e di libertà.
Questo piccolo libro, arricchito da delicate illustrazioni, apre alla speranza il cuore di chi è nel lutto per la morte di persone care. Con brevi riflessioni che suggeriscono serenità, accompagna a vivere il dolore, senza tuttavia negare la sofferenza presente nelle situazioni di distacco. Invita a focalizzarsi sull'amore che, nonostante la perdita, ci lega ai cari defunti e a contare sulla forza della relazione che comunque resta, seppur trasformandosi. La morte è infondo l'inizio di nuova vita. Accoglierla, elaborarne l'esperienza, può diventare una sorgente di luce.
Consacrarsi al Cuore di Gesù significa prendere coscienza del nostro battesimo e rispondere all'amore vivendo l'amore e donandosi nell'amore. In occasione del Giubileo del Sacro Cuore è stato far precedere alla Consacrazione una preparazione consistente, per favorire una decisione consapevole del suo profondo significato. La Beata Clelia Merloni chiamò le sue suore "Apostole del Sacro Cuore di Gesù" per indicare loro uno stile di vita con cui far conoscere, amare e servire il Cuore di Cristo nel mondo intero. Insieme ai membri della Grande Famiglia del Sacro Cuore (GFASC), esse vogliono diffonderne gli insegnamenti, perché tutti possano sentirsi amati e consacrarsi a questo Cuore Santissimo che palpita di amore per questo mondo, tanto bisognoso della Sua tenerezza. Questo materiale offre uno strumento per rispondere a questo desiderio-missione della Chiesa di far conoscere a tutti Colui che è l'unica vera scuola dove imparare ad amare come Lui ci ha amati e che ancora invita: "Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro" (Mt 11,28).
La straordinaria eloquenza che valse a Giovanni Crisostomo (349-407), già celebre presbitero di Antiochia, l'elezione a patriarca di Costantinopoli, gli meritò anche l'appellativo di "bocca d'oro": Crisostomo, appunto. Accanto alle doti oratorie, egli mostrò una incrollabile fedeltà alla Parola, che risuonava nella sua vita non meno che nei suoi discorsi, e un'attenzione amorevole per i poveri e per gli ultimi. Questo atteggiamento gli procurò molti nemici tra i ricchi e i potenti, anche nei ranghi del clero, che lo avrebbero ripagato con l'esilio. Persino nella cattiva sorte, tuttavia, Giovanni rimase lieto nella speranza, paziente nella tribolazione e perseverante nella preghiera. Questa antologia propone i passi più belli della sua vastissima produzione letteraria, solo in parte già tradotti in italiano.
In questo volume Jean Delumeau, storico tra i più conosciuti e apprezzati, tratta l'idea di paradiso e delle sue rappresentazioni nel cristianesimo occidentale. L'opera è divisa in due parti: la prima ripercorre il tentativo, durato vari secoli, di localizzare il luogo fisico del paradiso terrestre dal quale, secondo il racconto della Genesi, vennero cacciati Adamo ed Eva. La seconda affronta la tematica del punto di vista della trascendenza. L'ampia documentazione presente nel volume è funzionale a una meditazione, su base storica, del tema della speranza. Il cristianesimo ha sempre contrapposto alle incomprensioni e i conflitti del mondo l'anelito a un avvenire d'amore e di comunione. Il paradiso è il luogo del riconoscimento e dell'amore dei nostri cari davanti a Dio. Questa speranza ha saputo resistere al crollo di popoli e di civiltà ed è insita nella fede cristiana nella resurrezione, ma è anche presente nel cuore di ogni uomo.
In un tempo dominato dai social network e segnato dalle condanne facili, nel quale ogni parola rischia di suscitare un giudizio e persino il silenzio è sospetto, il Cardinal François Bustillo propone un saggio di grande lucidità spirituale. Con un linguaggio sobrio e aperto, l'autore denuncia la cultura del sospetto, riflettendo sul modo in cui essa spezza i legami sociali e trasforma l'altro in un bersaglio da condannare al silenzio. Si viene così condotti nel cuore di un «cantiere relazionale» urgente, in cui costruire una ribellione spirituale contro il sadismo mediatico e l'individualismo che inaridisce i cuori: è il cammino necessario per passare dalla tirannia dell'ego all'autenticità dell'io, fino a ritrovare la bellezza feconda del noi. Più che siglare un atto d'accusa, queste pagine lasciano intravedere una sorgente di speranza, dando voce a un appello vibrante perché la lapidazione delle parole possa lasciare spazio alla forza della benedizione, per ricostruire, sulle macerie della diffidenza, un'umanità capace di abitare il mondo con indulgenza, rispetto e autentica libertà.
In questo libro sono raccolti insegnamenti e parole di Madre Teresa. Non è stata lei a metterli insieme, nell'ordine in cui qui vengono offerti. A Madre Teresa pare non sia mai venuto in mente di scrivere un libro; lei si riconosce soltanto, o meglio, soprattutto, il dovere di agire e di donarsi agli altri. Madre Teresa non è un'oratrice straordinaria. Non va in cerca di parole difficili, di espressioni ricercate. Adopera piuttosto un linguaggio familiare, una grammatica semplice, un tono naturale e spontaneo. Le sue parole sono però assai efficaci. Lo sono in forza della loro chiarezza. Ma sono efficaci specialmente per un altro motivo: Madre Teresa non suggerisce agli altri nulla da fare che lei stessa non si sia imposta prima di fare. In altre parole: Madre Teresa vive e incarna da sé e in se stessa ciò che insegna e raccomanda agli altri.
La speranza fa nascere e rinascere. Seguendo l'insegnamento di Papa Leone XIV, il primo pontefice agostiniano della storia, le monache del Monastero Santa Rita da Cascia ci invitano a fare della speranza cristiana una delle nostre più grandi alleate. Vivendo così non una semplice attesa, ma una certezza: quella dell'amore di Dio, che ci conduce alla salvezza e alla pienezza attraverso la resurrezione e la vita eterna. Santa Rita da Cascia, con la sua vita, incarna la speranza nelle prove più ardue, mostrandoci che, con il Signore al nostro fianco, nulla è impossibile. La Basilica e il Monastero a lei dedicati, a Cascia, diventano così un luogo da cui si diffonde questa speranza e in cui è possibile viverla pienamente, attraverso l'esperienza del pellegrinaggio. Pronti a diventare noi stessi testimoni concreti di speranza, prendendoci cura dei più fragili, nonché a educare i giovani a esserne portatori.
Il valore e la portata della preghiera di intercessione nella Chiesa dovrebbe precedere qualsiasi tendenza organizzativa, progettuale, pragmatica, persino diplomatica. Il Rinnovamento Carismatico Cattolico ha attribuito, sin dal suo sorgere, grande importanza, attenzione e cura pastorale al tema dell’intercessione e Cyril John è stato tra i primi, nel mondo, ad avere sviluppato, insegnato e promosso in modo così incisivo il concetto di intercessione profetica. Il testo approfondisce un tema che costituire l’impegno di ogni credente. Basandosi sulla Scrittura, sugli insegnamenti della Chiesa, sugli esempi della vita dei santi e sulle molteplici, impressionanti testimonianze del suo ministero, condotto in diverse parti del mondo, Cyril spiega che l’intercessione profetica non è una tecnica, ma il frutto di una relazione con Dio. In essa, non si rimane intercessori ignari di quanto il Signore sta facendo e di ciò che desidera compiere attraverso l’intercessione. Essere profetici nell’intercessione significa non limitarsi alla nostra comprensione delle cose, ma fare affidamento su ciò che lo Spirito Santo intende operare: è Lui che ci aiuta a sondare le profondità del cuore di Dio e ci guida lungo il cammino dell’intercessione. Mentre nella semplice intercessione ci si identifica con i bisogni e i pesi del popolo, nell’intercessione profetica ci si identifica con i pesi di Dio, con ciò che si muove nel suo cuore, con la sua volontà, con i suoi progetti. È così che la dimensione profetica rende la preghiera di intercessione una grande arma contro il male e le conferisce una vigorosa potenza missionaria.
Poggiandosi sulle Scritture, sulla Tradizione della Chiesa e con il conforto di tante testimonianze personalmente vissute, l’Autore affronta il tema partendo dal presupposto che ogni cristiano ha il dovere di intercedere, assumendosi una responsabilità che gli viene assegnata da Dio. Di fronte alle tempeste morali che attraversano la società, alle derive del pensiero e dei costumi, al dilagare di false dottrine e di comportamenti contrari al Vangelo, il cristiano non può chiudere gli occhi. Così come non può restare indifferente alle sofferenze dell’uomo, agli esiti nefasti delle guerre, alla condizione degli ultimi. Se tutto questo, alle volte, ci fa sentire impotenti, possiamo e dobbiamo ricorrere alla pratica quotidiana della preghiera di intercessione, come segno concreto e operante della comunione con il nostro prossimo. A patto che questa potente forma di preghiera nasca da mani pure, da un cuore pacificato, dall’ascolto dello Spirito, dalla relazione con Dio, dalla tensione alla santità di vita. Quando, come, perché, per chi pregare? Come difendersi dal male? Quali carismi sono necessari? A questi e ad altri interrogativi Cyril John, da anni impegnato nell’approfondimento e nell’esercizio della preghiera di intercessione, offre risposte puntuali e concrete, che nascono dalla sua grande esperienza nel Rinnovamento Carismatico Cattolico e che potranno favorire l’esercizio di questo urgente servizio a livello personale e comunitario.
«C'è un tempo di fango, di palta, un tempo che scorre tra le mani e che non puoi trattenere: ti lascia le mani sporche. Il tempo delle banalità volgari, dedicato ai discorsi cattivi, ai capricci umilianti, il tempo che non serve a niente e a nessuno. Io voglio fare l'elogio del tempo carezza, che ti accarezza come un sollievo gentile. È il tempo che ti dedica un amico, una presenza desiderata. Che versa olio sulle ferite e allevia il dolore. Quello che quando ti incontra sorride, come per dirti: sono contento di incontrarti, di starti vicino. Il tempo carezza, quando è passato, ti accompagna come una rivelazione, una buona ragione per aver stima dell'umanità, fiducia in Dio.» Il male esiste, esistono la sofferenza, le guerre, il dolore. Ma esiste anche la consolazione, un luogo dell'anima in cui l'amore è possibile, e così la speranza, la pace. Il male è uno specchio: non esiste soltanto là fuori, nel mondo in cui non vogliamo riconoscerci, ma anche dentro di noi. Nei nostri cuori c'è una radice di cattiveria, di indifferenza: possiamo coltivarla oppure estirparla. Decidere sta a noi. Possiamo essere i cattivi, gli infelici, oppure essere gli uomini «dell'invece»: gli uomini che invece di fare la guerra lottano per la pace, che invece di vedere il bicchiere mezzo vuoto scelgono di vederlo mezzo pieno, che inseguono la luce anziché le tenebre. Mario Delpini, arcivescovo di Milano, dedica a loro questo libro: ai figli della luce, ai figli di Dio, ma anche a tutti coloro che non sanno ancora di esserlo. Pagine e parole che suonano come una confessione, il precipitato di una vita dedicata all'amore. Una missione di fede, di pace e di gioia.

