
Sofia Amundsen è una ragazzina dalla vita per niente straordinaria. Tutto cambia quando cominciano a spuntare strane domande dalla sua cassetta delle lettere, poi le curiose risposte dell'eccentrico filosofo Alberto Knox per cui Sofia approderà a una bislacca festa di compleanno, nel giardino degli Amundsen. Ma la storia di Sofia non è soltanto un giallo raffinato o un incredibile romanzo d'avventura. Si tratta anche della più divertente storia dell'uomo e del suo pensiero che sia mai stata scritta.
"Il primo capitolo di Moby Dick comincia con una dichiarazione non umana, ma angelica. Call me Ishmael: chiamatemi Ismaele, non già mi chiamo Ismaele. Non ha importanza il nome del protagonista narratore, ma ciò che egli simboleggia. Ismaele è l'uomo che si sa dotato di una superiorità non riconosciuta dal mondo: il primogenito di Abramo è un bastardo cacciato nel deserto, fra altri reietti; là impara a sopravvivere a questa morte, in perfetta solitudine, indurito contro le avversità." (Elémire Zolla) Questa edizione presenta la traduzione di Cesare Pavese.
Questo manuale presenta il complesso della letteratura romanza medievale seguendone l'evoluzione genere per genere. L'ambito non è solo quello tradizionale francese e provenzale, ma si allarga anche alle zone laterali dell'Italia e della Spagna per dare un panorama completo di quel più ampio e ricchissimo spazio romanzo che precedette la formazione delle singole letterature nazionali. Il volume è corredato da una bibliografia tematica e da un apparato di riferimento che comprende i riassunti delle opere principali. Ai quattro generi principali dell'epica, della lirica, del romanzo e del racconto, si aggiungono capitoli sui generi minori: la letteratura allegorica e didattica, la storiografia, la letteratura di viaggio, il teatro, la scrittura soggettiva.
Ci troviamo nella Londra degli anni Cinquanta e in particolare nel suo mondo editoriale. All'inizio il romanzo ci narra le vicissitudini di Mrs. Hawkins, editor della Ullswater Press, ma poi ci accorgiamo che l'occhio si appunta su figure e su eventi nei quali affiora qualcosa che è il Male, sotto le spoglie di uno di quei personaggi che da sempre flagellano il mondo editoriale: protetto di una illustre scrittrice, scrittore in proprio di orribili testi, arrampicatore letterario. Così la storia, che si è avviata come una commedia agrodolce, finirà in sorprese truculente. Mrs. Hawkins, tuttavia, non si farà prendere alla sprovvista, pronta a liberarsi per sempre da un mondo che conosce troppo bene e ad approdare così "a mille miglia da Kensington".
Prendiamo un uomo con la sindrome del Grande Burattinaio: proveremo forse un vago brivido di inquietudine. Aggiungiamo che quest'uomo con i tratti di un Dio arbitrario è un famoso regista, e che di conseguenza dispone di un'arma micidiale, il casting: il brivido d'inquietudine si trasformerà in oscuro timore. Potrà accadere infatti che una ragazza fuggevolmente intravista in un campeggio dia vita a un personaggio. E che tale personaggio si incarni in un'attrice. E che a questo punto il regista non sappia più distinguere la realtà dai sogno, o meglio: la vita dal cinema.
Un gruppo di viaggiatori che, per un complesso di circostanze diverse, hanno perso la parola si ritrovano in un castello. L'unico mezzo che hanno per comunicare è rappresentato da un mazzo di tarocchi. Un romanzo affascinante composto da tante storie intrecciate.
Un intellettuale disgustato dalla società e scontento del suo destino cerca di 'fare i soldi' dandosi agli affari, ma sarà una scelta sbagliata. Un romanzo amaro e spietato di grande attualità.
Questo libro, dedicato "in modo particolare alle persone che non hanno sistemi e sono fuori dai partiti", e che dunque "sono ancora libere di avere dubbi su ciò che è dubbio", parla di un "mondo attuale" negli anni fra le due guerre, ma ciò che di quel mondo esso coglie appare ancora più evidente nel 1994. Elaborato nei dintorni di una catastrofe, il libro registra molti di quegli spostamenti epocali nelle nozioni di "Europa", "civiltà", "storia", "tecnica", "politica", "libertà", "progresso", che oggi più che mai ci assillano; eppure lo fa ogni volta con leggerezza e con micidiale nonchalance. Il libro apparve in versioni diverse fra il 1931 e il 1945 e include pagine che risalgono al 1895.
Scritto negli anni del primo conflitto mondiale e uscito nel 1919, il romanzo racconta una storia nella quale le giovani generazioni si riconobbero subito. L'autore racconta la storia dell'adolescenza di due giovani che, a costo di delusioni e sofferenze, approdano a una libertà interiore e a una solitudine eroica. Hesse ricostruisce in una mirabile sintesi di autobiografismo e fiction, la sua giovinezza.
La caducità di tutte le cose che abitano la terra, l'imperscrutabilità della vita e della morte, la creazione artistica come via di salvezza. Sono questi alcuni dei temi al centro delle "Elegie duinesi", iniziate da Rilke nel 1912 a Duino e poi scritte fra intervalli e slanci creativi nel corso di dieci anni, fino alla pubblicazione nel 1923. Profondamente innovative nelle scelte linguistiche, le "Elegie" rappresentano il punto più alto dell'opera di Rilke: in esse il poeta dona nuova profondità alle figure chiave che accompagnano la sua scrittura gli angeli, l'eroe, gli amanti e arriva a cogliere il valore della poesia come riscatto dell'uomo davanti alla fragilità dell'esistenza. Perché, come spiegato da Franco Rella nell'introduzione, "lo spazio ulteriore che Rilke disegna con la sua opera è lo spazio che non è né vita né morte, ma 'una nuova terza cosa'. È la scoperta di un mondo intermedio, il mondo propriamente umano".

