
Dodici case parlano a un intervistatore americano, giunto in laguna per girarvi un corto sul problema dell'acqua. Negli States sono infatti convinti che la Serenissima sia destinata a sparire in qualche prossima catastrofe. Dodici case raccontano così segreti, aprono finestre a far luce sui cadaveri negli armadi, emettono sussurri e grida a patto che le interviste circoli solo al di là dell'Oceano. In una parola, dodici bizzarri personaggi, dodici veneziani eccentrici, ovvero i proprietari degli appartamenti, situati in un ideale percorso, dalla Stazione al Lido alla campagna, liberano ossessioni e desideri malsani in una sorte di confessione pubblica dei peccati, o di analisi gratuita.
Due bambini, figli di due amici inseparabili di vecchia data, si promettono a loro volta eterna amicizia, e giurano che niente potrà mai separarli. Ma arriva il tempo in cui non è possibile parlare a voce alta, si può solo sussurrare: i nazisti conquistano il potere, e uno dei due uomini, ebreo, è costretto a fuggire con la sua famiglia. Nella tragedia della storia si consuma così il dramma di una violenta separazione, incomprensibile per i due bambini. La famiglia ebrea viene deportata, ma riesce a lasciare agli amici la figlia più piccola, strappandola al suo atroce destino.
Secondo un antico mito greco, Artemide mandò un ferocissimo cinghiale a Calidone perché la devastasse. Il sovrano di quelle terre riunì allora sessanta valorosi guerrieri e un'eroina, Atalanta, per scovare il cinghiale e ucciderlo. Quasi tre millenni e mezzo più tardi la vicenda è destinata a ripetersi nello scenario della Seconda Guerra Mondiale, in cui i partigiani greci inseguono un ufficiale nazista.
"No, ti prego, non cercare pretesti per andartene, ma dimmi addio e vattene; quando per rimanere supplicavi, allora era tempo di parlare; niente partenze, allora; avevamo l'eternità negli occhi e sulle labbra, beatitudine nell'arco delle ciglia; nessuna parte di noi tanto misera che non fosse d'origine divina."
Primo romanzo di Pirandello, "L'esclusa" vive ancora di una sensibilità naturalistica, ma permeata da un gusto del derisorio e del grottesco che avrà importanti sviluppi nella narrativa e nel teatro successivi. La vicenda di Marta, sposa ripudiata per un sospetto di adulterio e perdonata quando l'adulterio viene realmente consumato è, secondo i propositi dell'autore, pretesto per sfiorare il tragico "mantenendo gli occhi asciutti dell'umorista". Il gioco ambiguo del paradosso, cifra peculiare della "filosofia" pirandelliana, istituisce una circolarità che tende a negare il percorso normale e, ingannando le aspettative del lettore, riconduce la storia al suo inizio: come se nulla fosse successo.
Giugno 1035. In un luogo imprecisato dell'America settentrionale, una colonia vichinga viene spazzata via dai nativi americani, ma i superstiti riescono a nascondere in una caverna alcune navi colme di tesori. Luglio 2003, mar dei Caraibi. Durante il suo viaggio inaugurale, la Emerald Dolphin, una lussuosa nave da crociera dai rivoluzionari motori a propulsione idrica, prende improvvisamente fuoco; inspiegabilmente gli impianti di allarme non entrano in funzione, perciò, in poco meno di due ore, la nave cola a picco. In soccorso dei passeggeri giunge la Deep Encounter della NUMA, comandata da Dirk Pitt, il quale comincia ad indagare sulle cause dell'incidente.
Kawabata Yasunari (1899-1972), uno degli autori giapponesi più noti al lettore occidentale, ha saputo far coincidere nella scrittura l'eredità della grande tradizione estetica giapponese e le più attuali riflessioni sulla letteratura elaborate dai movimenti d'avanguardia europei. La parola come pennellata suggestiva capace di fissare in un tratto di scarna liricità ogni più minuta percezione del mondo era già della letteratura di epoca Heian (VIII-XII sec.), ma Kawabata ne fa il vessillo della nascente "Scuola della nuova sensibilità" e, rompendo con i modi dell'ormai stanco naturalismo autoctono, propugna una scrittura che privilegi la ricerca formale e l'impatto "sensoriale" delle cose.
Generalmente ascoltati nell'orchestrazione moderna di Carl Orff ma raramente letti, i "Carmina Burana" sono una raccolta di canti medioevali composti in latino e medio-alto tedesco. Vivace espressione della cultura goliardica dei clerici vagantes, cantano, con toni ora festosi ora malinconici, il desiderio di piaceri terreni, l'amore per la vita errabonda e il rifiuto totale della ricchezza. Come spiega il curatore di questa edizione, i "Carmina Burana" rappresentano un'originale chiave di lettura del Medioevo perché nella loro esaltazione della libertà esprimono una forte protesta contro le istituzioni civili e religiose di quel tempo.
Alle soglie dei novant'anni, in modo del tutto imprevisto, con spregiudicata disinvoltura Milosz si racconta, proiettando in un vivace diorama tutta la sua vita intellettuale e creativa. Frammenti narrativi o filosofici si alternano a poesie, aforismi, aneddoti; saggi brevi, citazioni, criptici ritratti di scrittori compaiono accanto a scorci di paesaggio, ricordi personali, canzoni, resoconti giornalistici, perfino al biglietto di una piccola ammiratrice.
"Tululù", ossia sciocchina: così viene chiamata Matilde dalla piccola Assunta, nata dalla sua breve unione con Bruno, un manovratore di treni arido e sbrigativo che l'ha abbandonata per fuggire con un'altra. Siamo alla periferia di Trieste, in un pertugio di Novecento grigio e imprecisato, dove tutti i personaggi sono destinati a una differente solitudine: Bruno che, scaricato dall'amante, vorrebbe rientrare nel nucleo familiare ma viene respinto dalla figlia; Assunta stessa la quale, legatasi a un antiquario anch'egli ambizioso e anaffettivo, scivola in un opaco ménage borghese; e Matilde, il cui destino è concentrato nell'ultima disperata discesa in città, quando indossa i "vestiti buoni" di vent'anni prima per andare dalla figlia.
Il volume dei Meridiani raccoglie l'intera opera poetica di Sylvia Plath, con testo a fronte, secondo l'edizione definitiva dei "Collected Poems" curata da Hughes nel 1981. Sono inoltre inclusi nel volume il romanzo autobiografico "La campana di vetro" e un'ampia selezione di racconti e di pagine tratte dai "Diari". La raccolta, curata da Anna Ravano, contiene un'introduzione firmata da Nadia Fusini.

