
Lo scenario si apre su una scena ormai sorprendentemente esotica: la Germania di fine Ottocento, con la sua opulenza terriera e finanziaria, le aspre tensioni sociali, il presagio di una catastrofe lontana ma già palpabile e, in particolare, su tre famiglie, unite da divergenti tradizioni aristocratiche e separate da irreali visioni del futuro. La prima è costituita da solidi "rentiers" ebrei di Berlino, nel cuore del Nord prussiano e protestante; le altre due appartengono "a realtà discordi del Sud cattolico: l'una sonnolenta, rurale, volta al passato; l'altra ossessionata da sogni ecumenici di dimensioni europee". A unirle provvederanno due matrimoni e uno scandalo.
Spartito in quattro racconti, "Vertigini" è un libro in cui domina il tema del viaggio: un errare che ha per protagonisti non solo il narratore nelle sue lunghe peregrinazioni fra Vienna, Venezia, Verona e i luoghi dell'infanzia nelle Alpi bavaresi, ma anche scrittori come Stendhal, Casanova e Kafka, ritratti durante i loro soggiorni in Italia. Stazioni ferroviarie e camere d'albergo, fughe di case e alberi dietro i finestrini di un treno, compagni di viaggio che paiono minacciose reincarnazioni di personaggi storici, estenuanti itinerari cittadini con lo zaino in spalla scandiscono questi percorsi nello spazio e nel tempo: percorsi interiori, alle radici della malinconia e del ricordo, cui solo la scrittura può restituire la vita.
Belgrado è una città che, negli ultimi dieci anni, è diventata un simbolico crocevia fra Europa e mondo balcanico, fra imperi collassati e straordinarie aperture al nuovo. Cinema e letteratura testimoniano ampiamente questo singolare fermento. Questa antologia testimonia, fra surreale e iperreale, la vivacità e la potenza del fenomeno in atto. Da "classici" come Danilo Kis e Slobodan Tisma ad autori più giovani come Aleksandar Gatalica e Nina Zivancevic, il meglio della letteratura serba a confronto con l'immagine di una città-capitale, utile per capire il drammatico e stimolante rapporto Occidente-Oriente.
Alex Cross crede nei fatti concreti, eppure nella catena di delitti irrisolti che da San Francisco si allunga fino al profondo Sud della Louisiana c'è qualcosa di strano e spaventoso. Anche in un detective come lui, che conosce il male in ogni sua manifestazione, s'insinua il dubbio che non tutto sia spiegabile razionalmente. Le macabre circostanze che accompagnano il ritrovamento di giovani coppie lo spingono nei meandri di un universo insondabile (e a volte apparentemente assurdo) dei riti magici, dei frequentatori di club dell'occulto e di perversi giochi di ruolo. È una lotta contro il tempo che, delitto dopo delitto, Cross affronta con la nuova, coraggiosa collega Jamilla.
Improvvisamente posseduta dal demone della ribellione, Ingeborg Bullivant, figlia putativa del vescovo di Redchester, si prende una settimana di vacanza per visitare Lucerna. L'accompagna un serio e pensieroso pastore protestante che non tarda a chiederla in moglie, gettandola in grande imbarazzo. Al suo ritorno a casa, però, di fronte all'ira del padre, Ingeborg accetta la via di fuga della proposta di matrimonio con vero sollievo. Ma il ruolo della moglie di un pastore in Prussia non è quello che Ingeborg ha immaginato: presto si insinua in lei il dubbio che la sua vita non sia poi così cambiata.
La fortuna del comandante Aubrey e del dottor Maturin sembra essersi esaurita. Dopo la missione nei mari del Sud, Jack Aubrey fa sosta presso le Antille e insegue senza esito una nave corsara nei paraggi delle Azzorre. Poi sbarca in Inghilterra, dove l'armata Surprise dev'essere venduta alla marina per essere smantellata. Ma qui Jack, raggirato da un individuo apparentemente insospettabile, investe alla Borsa di Londra buona parte dei suoi guadagni per poi scoprire di essere stato vittima di una truffa, anzi di un complotto escogitato da qualcuno che lo odia e vuole vederlo in rovina. Jack viene accusato di frode, condannato alla gogna e espulso dalla marina. Ma per fortuna il suo amico Stephen accorrerà in suo aiuto.
Elizabeth, lasciata la famiglia e l'Irlanda per vivere una vita più autonoma, deve ritornare a Dublino perché la madre è morente. La donna non può parlare, e scrive lettere alla figlia nel tentativo di riprendere il colloquio con lei interrotto anni prima. Elizabeth le legge a poco a poco, superando gli antichi dissidi, riscoprendo un intenso legame affettivo che la legava alla madre e ritrovando al tempo stesso un dialogo commosso con il fratello. Alla fine, quando la madre morirà, fratello e sorella decideranno di conservare la vecchia casa di famiglia come simbolo di una memoria ancora viva e di sentimenti profondamente radicati.
1096: Hugh de Luc, locandiere in un villaggio francese, torna in patria stanco e disilluso dopo aver partecipato alla prima crociata. In Terrasanta ha assistito a massacri e crimini orrendi compiuti nel nome della fede, ma nulla di tutto ciò che ha visto può prepararlo all'incubo che lo attende: il figlio trucidato, la sua casa bruciata e l'adorata moglie Sophie rapita. Tutti gli indizi portano a Baldwin, duca di Treille, uomo crudele e privo di scrupoli in caccia di un'inestimabile reliquia che risale all'epoca della crocifissione di Gesù. Convinto che Sophie sia ancora viva, Hugh riesce a entrare alla corte di Baldwin fingendosi un giullare, conosce una giovane nobildonna che si innamora di lui e scopre la verità sulla moglie.
Axel Vander è un famoso, stimato e coltissimo intellettuale europeo che vive in America, sulla costa occidentale. Un personaggio dai confini inquietanti, "demoniaco, mostruoso e clownesco", come è stato definito dall'"Observer". Per decenni Vander ha vissuto cercando di nascondere la verità circa una tragedia avvenuta in Olanda al tempo dell'occupazione di cui è stato carnefice e vittima al tempo stesso. Ma un giorno la sua esistenza è sconvolta dall'arrivo di una lettera che svela i segreti che lui stesso ha tenuto nascosti per ben cinquant'anni. Vander decide di andare fino in fondo alla questione e fissa a Torino, dove si trova per tenere una conferenza, un incontro con lo sconosciuto.

