
Si tratta di racconti ambientati nell'Oriente cristiano, in modo particolare nell'Anatolia e in altri luoghi legati alle memorie cristiane. L'autore - il cappuccino Oriano Granella - alla maniera di espediente letterario, li attribuisce a un fantomatico "vecchio pellegrino", vissuto nel secolo XX. Originario dell'Italia, questo devoto pellegrino avrebbe annotato sue esperienze o storie da lui sentite raccontare. I racconti non hanno un ordine né logico né cronologico. C'è solo un ricordare legato a delle emozioni. Più intense sono state, più il ricordo si fa lucido e penetrante. Unico il filo conduttore: la saggezza, cioè quella visione particolare che un vecchio saggio trae dalla vita e che lo porta a riflettere e a proporre agli altri messaggi e valutazioni, perché a loro volta ne abbiano ammaestramento. Il libro è diviso in due sezioni: Storie di vita e Monaci e monasteri. I racconti sono illustrati da suggestive foto dei luoghi di cui si parla.
1936. Leo Piccioni ha appena superato l'esame di maturità. Ha il corpo sbilenco e fuor di squadra dell'ultima adolescenza, ma ha anche un temperamento eccitabile e nervoso. La sua famiglia medio borghese è soddisfatta e protettiva. Il padre si perde nei suoi studi e nei suoi esperimenti di biologia, la madre si compiace della merlettata rispettabilità delle convenzioni. Per fortuna c'è la zia Ester. Matura signorina con molta pratica del mondo, cova nella sua stanza i segreti incipriati di una femminilità a suo modo libera e ribelle. Antimussoliniana, lettrice di Freud in originale, cinefila, si lascia corteggiare da uomini sposati e non. E ha grandi idee in testa. Idee che arrivano quando scopre che il nipote ha, non si sa come, il potere di far scomparire cose. E persone. Durante la trasferta del padre in campagna per il periodico approvvigionamento di rane-cavie, nel casolare dove ha provato i primi spasimi d'amore, Leo ha sorpreso l'amor suo, la bella Argentina, e l'amico suo, Adriano, pomiciare forte. Ha guardato Adriano con intensità e collera e Adriano è sparito. Leo ha poi riprovato con portacenere e soprammobili e si è confidato con zia Ester. E zia Ester l'ha trasformato in mago: malgrado l'opposizione famigliare, gli ha costruito una carriera nei teatri d'avanspettacolo. Mentre sorpresa e sconcerto superano le pareti della casa Piccioni restano pur tuttavia inquietanti interrogativi...
"Fuga dalla paura" di Irena e Henryk Zeligowski è un libro doppio. Nel senso che si può cominciare a leggere da una parte e poi, semplicemente girandolo, incrociare l altra storia. Un artificio grafico con due diverse copertine, per rendere l'idea delle due storie che camminano parallele e poi, a un certo punto, si incontrano. Sono le storie di Irena e Henryk, 2 ebrei sopravvissuti alla Shoah. Irena prima braccata e poi in fuga dal ghetto di Varsavia, Henryk in fuga dal ghetto di Kalisz, città di frontiera con la Germania. Ora medici in pensione, vivono in un quartiere nei pressi di Tel Aviv. Per anni non hanno raccontato la loro storia, fino a quando, Giulia, la loro nipotina che vive in Italia, studiando a scuola la storia degli ebrei durante la seconda guerra mondiale, ha chiesto ai suoi nonni di raccontarle la loro storia. Irena e Henryk hanno incontrato la classe di Giulia e tanti altri bambini. Hanno così capito l'importanza di ricordare e raccontare per lasciare memoria perché non accada o continui ad accadere che ai ragazzi venga rubato il loro futuro.
Una città si può raccontare in mille modi. Se poi è l'unica città che vanta il solo monumento equestre eretto a un cavallo e non a un cavaliere ti viene da scrivere, raccontandoti con ironia, che "siamo l'unica città secoli avanti nella lotta per la parità dei diritti tra umani ed equini". Con la penna che scorre agilmente sul foglio, Marocco descrive una generazione che vive la periferia di una città levantina come Bari, anche quando di questa città abita i quartieri "bene" e frequenta i posti alla moda. 6 racconti che tracciano e segnano, nei destini dei protagonisti, i linguaggi, i sogni, le solitudini e le acrobazie di una generazione immersa in una metropoli che è periferia perchè città del sud, che non sa essa stessa se dirsi antica o moderna... e che festeggia il suo santo patrono con le stesso ardore con cui ricorda l'estate in cui il Bari comprò João Paulo, mentre strizza l'occhio ad Antonio Cassano.
Gilda ha partecipato nel Sessantotto alle lotte studentesche. A metà anni Settanta, quando ormai il movimento si è frantumato, la giovane ha intenzione di entrare nelle Brigate Rosse. Stefano la ama e cerca in ogni modo di impedirglielo. Tra i due giovani si istaura un rapporto profondo di affetto, ma Gilda non crede nell'amore e, imbevuta di ideologia, passa alla clandestinità. Una storia di amore e di piombo sullo sfondo della Maremma toscana, dove la natura è selvaggia e allo stesso tempo bella e affascinante. Età di lettura: da 10 anni.
In questi scritti e interviste il grande scrittore messicano si sofferma sul carattere dirompente della letteratura che definisce "l'atto culturale più sovversivo che esista e l'unico spazio che sta ancora producendo pensiero utopico". Paco Ignacio Taibo II parla anche dei suoi personaggi, delle sue letture, del suo romanzo impossibile e interminabile. "Credo nella letteratura, scrive, e in sua madre il romanzo, col fervore di un fondamentalista eretico, un super tifoso del calcio, un gruppettaro del rock. Credo che non esistano i classici, le letture obbligatorie o alla moda. Credo che il Parnaso non esista e che se esistesse sarebbe una taverna messicana i cui portieri non sarebbero Octavio Paz o i membri del comitato svedese del Nobel".
Il 16 ottobre 1998, su mandato del giudice spagnolo Garzón, il dittatore cileno Pinochet viene arrestato a Londra con l'accusa di genocidio, terrorismo e tortura. Negli articoli raccolti in questo volume, scritti tra il 1998 e il 2003, Luis Sepúlveda ci racconta le fasi successive della vicenda e le sue reazioni, e insieme ripercorre con lucidità la storia cilena dal golpe dell'11 settembre 1973 sino all'attuale "democrazia vigilata". Affidandosi alla scrittura, come unico strumento per mantenere viva la memoria storica e civile, Sepúlveda vuole rendere giustizia al suo Paese e lo fa non solo attraverso la cronaca di quegli anni, ma anche attraverso il resoconto di vicende personali: le battaglie e l'esilio, i sogni e le disillusioni, gli amici perduti e quelli ritrovati, gli incontri e i ricordi.
L'animo del giovane faraone Tutankhamon è turbato: le rivelazioni del principe Meren sull'assassino della splendida regina Nefertiti hanno avvelenato i suoi giorni e le sue notti. Chi può aver osato tanto? E perché? Meren, colui che è Occhi e Orecchie del Faraone, deve rompere gli indugi e stringere la sua tela intorno a un nemico sfuggente, che non ha esitato a uccidere, senza pietà, nel tentativo di cancellare tutte le tracce che potessero ricondurre a lui. Mentre le strade di Menfi si insaguinano ancora, Meren chiede aiuto a uno dei suoi agenti più abili, la bella Anath, colei che è Occhi di Babilonia. E insieme a lei, sulle tracce degli ultimi testimoni ancora in vita della morte della regina, Meren scoprirà infine la chiave per smascherare il colpevole, ma si troverà anche ad affrontare la minaccia più subdola, una sfida estrema davanti alla quale il suo cuore vacillerà...
Il primo grande romanzo di Thomas Mann racconta la storia di una famiglia tedesca dell'Ottocento che dopo anni di prosperità è esposta a una tragica decadenza: le basi di un patrimonio e di una potenza che sembravano incrollabili sono sgretolate da una forza ostinata e segreta. Opera di ispirazione autobiografica, questo romanzo, capolavoro della letteratura europea, esprime compiutamente la concezione estetica e politica dello scrittore tedesco, il suo rimpianto per una mitica e solida borghesia, la coscienza della crisi di un mondo e di valori destinati inesorabilmente a scomparire.

