
Apparso nel 1972, "L'oro delle tigri" si inscrive in uno dei periodi più intensi dell'attività poetica di Borges e ne documenta un volto nuovo. La meditazione sui temi del tempo, dell'identità, del sogno è percorsa da un sentimento elegiaco di rimpianto e di nostalgia meno dissimulato e controllato e le domande sul mistero dell'esistenza, della morte, della divinità esprimono ora un senso di profonda desolazione più che un'urgenza speculativa. Il Borges di questi anni è meno restio ad abbandonare la sua "estetica del pudore" e più incline a parlare di sé, delle sue tristezze, della sua solitudine, delle assenze, degli amori mancati.
Ci sono storie incredibili da ascoltare contemplando il cielo notturno, storie che sembrano fatte apposta per arrivare diritto al cuore. Come quella della stella marina che ai tempi di Noè scampò al diluvio ma perse la sua dolce compagna: ora brilla felice nella volta celeste, assieme ad altre mille, e chissà che non sia proprio lei la famosa stella cometa della Natività, faro per i pastori, i Re magi e le genti tutte. Ma grande parte in questa meraviglia hanno anche le anonime 'creature di terra', che nella loro semplicità ci insegnano tanto. Bambarén tesse nuove trame di sogno, ricche del tocco vibrante della vita, e riprende episodi di Storia sacra, trattenendo sulla Terra l'incantesimo di una notte stellata.
Per Precious Ramotswe, titolare della Ladies' Detective Agency N.1 in Botswana, non c'è un attimo di pace. La nota investigatrice non solo deve riuscire a placare i sensi di colpa di un nuovo cliente, legati a sconvenienti comportamenti giovanili, ma è anche costretta a far fronte all'infelicità che affligge alcune persone a lei care e all'indecisione del signor JLB Matekoni, proprietario dell'officina Speedy Motors nonché suo fidanzato, il quale non si risolve a fissare la data delle nozze. E, come se non bastasse, in città ha aperto i battenti una nuova agenzia investigativa, gestita da un tipo terribilmente tronfio e maschilista. Ma la signora Ramotswe non cede ai colpi della sventura.
C'è tutto il mondo di Arundhati Roy in queste pagine: ci sono i temi della sua militanza in difesa dei diritti civili, la polemica contro la politica militare di Bush, le riflessioni sul terrorismo, la guerra atomica e i rapporti tra Oriente e Occidente. Ma non solo. Perché in questa lunga e intensa intervista, la narratrice indiana si svela e parla anche di sé, della sua vicenda umana e famigliare segnata dall'assenza della figura paterna, e poi dei suoi studi, dei viaggi, del successo mondiale dei suoi libri. Un breve e fulmineo ritratto, il profilo unico di una protagonista della letteratura contemporanea.
Un romanzo autobiografico, in cui realtà e finzione si mescolano in un intreccio di piani e di punti di vista. La scoperta tra le carte di famiglia delle memorie del padre spalanca all'autore le porte del ricordo. La sua era stata una giovinezza difficile, segnata dal tentativo di essere all'altezza delle aspirazioni del padre. Di qui una serie di incomprensioni, sublimate dal giovane Kureishi grazie alla scoperta della musica di David Bowie, dei Beatles, dei Rolling Stones, di Jimi Hendrix e soprattutto attraverso l'avvicinamento al cuore della grande letteratura. Le memorie di questo padre da cui in passato non si era aspettato quasi alcuna gratificazione, scardinano le sue certezze e lo spingono a confrontarsi con le sue radici famigliari.
Un viaggio fa da sfondo alle vicende narrate dai due protagonisti che s'incontrano in un treno: Elyas, il prototipo del commerciante furbastro, più profondo di quanto vuole apparire, e Mansùr, l'emblema dell'intellettuale mediorientale costretto a lasciare il suo paese per motivi politici. Nella prima parte è il cristiano Elyas a evocare nel suo racconto i ricordi di una vita difficile, ma la sua è una storia piena di inquietudine verso una società che lo ha sempre osteggiato. Nella seconda parte è il musulmano-laico Mansùr a meditare sulla vita, sugli amori e sul viaggio che lo porterà a misurarsi con altri mondi. Una storia d'amicizia che permette di affrontare il tema rapporto tra storia e politica, tra potere e sopraffazione nel mondo arabo.
Alla fine di una vita attraversata da molte vicende e padroni diversi, una vecchia schiava si ritira nel tronco cavo di un gigantesco baobab. All'interno di quel rifugio, che la accoglie e la protegge, la donna ricorda e racconta, a se stessa e all'albero - immaginario interlocutore, alter ego, ideale testo alla cui corteccia affidare pensieri e riflessioni. Dalle violenze subite, alle maternità, dagli amori ai ricordi di infànzia, dalla magia della natura che la circonda, a frammenti di un mondo che cambia. In un linguaggio di altissima poesia in cui le vicende del Sudafrica risuonano di continuo, in filigrana, nel tessuto del testo.
In questo "Diario palestinese", in cui i protagonisti non hanno nome né volto, la drammatica storia della Palestina rivive nei ricordi di due uomini. Tutto si svolge dentro la notte, in due tempi di narrazione: il presente, rappresentato dal viaggio verso il nulla, e il passato che riaffiora e s'impone. Come perle in una Terra lacerata e contesa, riemergono anche i pochi ricordi sereni d'infanzia e d'amore. L'autore, nato e cresciuto egli stesso in un campo profughi, crea senza alcun compiacimento una perfetta ambientazione storica, sospesa tra realtà e trasfigurazione poetica.
Quale legame esiste tra la storia di Grey, vent'anni e già custode di un terribile segreto, e le atrocità commesse nel 1937 dall'esercito giapponese a Nanchino? Sulle tracce di un testimone sopravvissuto a una tragedia che i libri di storia cercano di nascondere, Grey arriva a Tokio, seguendo una pista che la porta a lavorare come hostess nei locali del vizio frequentati dalla malavita. E qui, tra gangster potentissimi, personaggi ambigui - mostruosi nell'aspetto quanto nell'animo - la giovane donna arriva al cuore del "suo" mistero mettendosi in gioco e confrontandosi con riti e realtà che non aveva neppure immaginato.
In una sperduta fattoria del Sudafrica, Magda, la protagonista di questo romanzo feroce e appassionato contempla la vita da cui è stata esclusa. Ignorata da un padre indifferente, disprezzata e temuta dalla servitù, è una donna intelligente e disillusa, la cui mansuetudine esteriore nasconde il disperato proposito di "non essere tra chi è stato dimenticato dalla Storia". Nella narrazione la realtà si confonde con i timori e le angosce visionarie di Magda, dove esplodono le tensioni tra colonizzatore e colonizzato e tra gli struggenti desideri europei e l'immensità e la solitudine dell'Africa. Una prosa ricca e drammatica, in cui l'autore trasforma una vicenda familiare nel cuore del Sudafrica in uno specchio amaro dell'esperienza coloniale.
Nella stessa stanza d'albergo, affacciata sul mare di Amalfi, in cui Ibsen scrisse "Casa di Bambola", un uomo di nome Petter, fuggito dalla fiera del libro per ragazzi di Bologna, convinto che qualcuno voglia ucciderlo, scrive le proprie memorie. Dotato di un'immaginazione prodigiosa, è capace d'inventare centinaia di storie. Decide così di diventare un'Aiutascrittori: vende idee e consigli a scrittori, giornalisti e commediografi a corto d'ispirazione. In breve tempo l'impresa lo rende ricco, mentre i suoi clienti sfornano best seller acclamati in tutto il mondo. Ma quando tutto sembra andare a gonfie vele, il meccanismo s'inceppa e le cose si complicano terribilmente. Qualcuno infatti vuole scoprire la sua vera identità...
A Gaborone, capitale del Botswana, la signora Precious Ramotswe è molto rispettata: è la fondatrice della Ladies Detective Agency, la prima e unica agenzia investigativa del piccolo paese dell'Africa meridionale diretta da una donna. Suo padre avrebbe preferito che aprisse una macelleria, ma lei ha poi deciso di fare la detective privata. Gran bevitrice di tè rosso, gentile come tutti i golosi e portata alla riflessione filosofica, la signora Ramotswe ha imparato presto come portare un po' di ordine nelle vite ingarbugliate dei suoi clienti, usando il suo cervello fino e soprattutto il suo gran cuore. Doti che le saranno indispensabili per affrontare il caso della signora Curtin e di suo figlio Michael, scomparso nel deserto ormai da dieci anni.

