
Lazzaro Scacerni, nominato erede da Mazzacorati, un capitano dell'esercito napoleonico in Russia, tornato in Italia si costruisce un mulino. Sposa Dosolina e conserva con difficoltà i suoi beni. Il figlio Giuseppe, detto Coniglio Mannaro, riesce ad ampliare, non sempre con metodi leciti, la proprietà paterna. Il figlio di Giuseppe, Lazzarino, raggiunto Garibaldi, muore a Mentana. Dopo una violenta inondazione Coniglio impazzisce e finisce in manicomio. La moglie Cecilia supera mille avversità per mantenere la famiglia. Il figlio Princivalle, per difendere la sorella Berta, uccide con un pugno un giovane vicino. Un altro figlio di Cecilia, Giovanni si sposa e adotta un trovatello che morirà sul Piave nel 1918 e sarà l'ultimo Lazzaro Scacerni.
Un romanzo di pendolarismo padano, i lunghissimi viaggi in treno tra Chiari e Milano, ammassati su carri-bestiame, per recarsi sul posto di lavoro, un universo composito e contraddittorio, un mondo apparentemente barbarico recuperato alla memoria storica, un impasto linguistico.
Lo "Zibaldone di pensieri" è una sorta di diario, un'amplissima raccolta di ragionamenti e note filosofiche, psicologiche, letterarie, che Leopardi annotò durante il corso della vita e soprattutto negli anni 1820-26. Questa nuova edizione, curata da Rolando Damiani, presenta il testo critico integralmente revisionato con varie e significative correzioni. Oltre agli indici d'autore e allo schedario leopardiano sinora inedito, compaioni indici filologici e un indice analitico.
Il romanzo racconta la storia di una donna, dei suoi viaggi, delle sue esperienze: innamorata del marito che se ne è andato, riceve le più diverse profferte d'amore. Ma la sua risposta è sempre no. La vera trasgressione è dunque una fedeltà non richiesta? "Non è facile trovare nella narrativa italiana scrittrici che propongano una lettura ironica e umoristica della realtà. Fernanda Pivano ci è riuscita nel suo primo libro di narrativa". (Maria Corti)
Terzo giallo di Andrea Camilleri che vede come protagonista Salvo Montalbano, il commissario di stanza a Vigàta, immaginaria cittadina siciliana. Questa volta il commissario, sospetta l'esistenza di un collegamento tra due morti violente: quella di un tunisino imbarcato su di un peschereccio di Mazara del Vallo e quella di un commerciante di Vigàta accoltellato dentro un ascensore. Per Camilleri la Sicilia di oggi è fonte continua di ispirazione e scoperta, di intrecci di romanzo poliziesco e di osservazione su di un costume magari inquietante ma certamente non statico, che gli suggerisce un linguaggio, una parlata mai banale nè risaputa.

