
Che cosa significa, davvero, educare? Le pratiche educative e formative realizzate nei diversi contesti - famiglia, scuola, università, associazionismo, servizi alla persona ecc. - sono molteplici e non sempre coerenti tra loro. Si avverte, pertanto, l'esigenza di fare chiarezza su alcuni principi e fondamenti dell'educare, rintracciando le categorie pedagogiche che ci permettono di leggere e interpretare una realtà che ci sollecita con i suoi interrogativi e con le sue sfide. Questo testo vuole essere uno strumento essenziale per chi vive o si prepara a vivere, da professionista, i numerosi mondi dell'educazione: anzitutto educatori, formatori, insegnanti, ma anche tutti coloro che sono a vario titolo coinvolti nel difficile compito di educare. L'obiettivo che si propone è affrontare alcuni temi rilevanti dell'educazione: persona, intenzionalità, relazione, esperienza, contesti. Sono questi, infatti, i concetti che chiunque si occupi di educazione e formazione deve conoscere e analizzare criticamente, affinché orientino il suo operare. Per accompagnare la nuova generazione di professionisti che si stanno formando in ambito pedagogico, la teoria è associata ad alcuni strumenti utili per l'apprendimento quali: domande stimolo, box che analizzano termini e parole chiave, proposte di film con suggerimenti per l'analisi e la discussione, le sezioni "La parola agli autori", per accostarsi ai ‘classici' che hanno contribuito a delineare il cammino della disciplina pedagogica, e il podcast "Ritratti di un tempo".
Non tutti i bambini e i ragazzi riescono ad affrontare la sfide delle scuola con sufficiente sicurezza e con un bagaglio di energie sempre adeguato. In non pochi casi presentano difficoltà che impediscono loro di vivere in modo positivo le relazioni scolastiche, raggiungere un rendimento sufficiente, vivere un rapporto positivo con se stessi. Queste difficoltà, sintetizzabili attraverso la categoria di "disagio scolastico", rappresentano il tema affrontato in questo volume, partendo dalla constatazione che la difficoltà degli alunni appartiene alla fisiologia della scuola. Alla luce dell'analisi della letteratura specialistica e di un "viaggio esplorativo e formativo" svolto in diverse scuole coniugato con un costante lavoro di progettazione con insegnanti e enti locali, la ricerca mette in evidenza alcuni tentativi in atto che puntano al rafforzamento delle risorse dell'alunno, del docente e della collaborazione tra scuola e comunità territoriale.
La pedagogia utilizza sempre più spesso il termine formazione. Ciò richiede però un atteggiamento critico capace di riconoscere le diverse valenze del termine, i diversi contesti d'uso, il ricco e problematico spessore teoretico. Occorre che la riflessione pedagogica coniughi il pensare alla formazione con un pensare la formazione capace di accogliere le suggestioni e i contributi provenienti da diversi autori e discipline. In questa prospettiva si colloca l'approfondimento della realtà della coscienza svolto da Bernard Lonergan (1904-1984), filosofo e teologo canadese, gesuita. Egli ha elaborato, nel corso degli anni, un pensiero molto articolato sulla vita coscienziale, in cui appare chiaro il legame con la dimensione della formazione. La coscienza è intrinsecamente segnata da un processo formativo, così come la formazione non si realizza pienamente se non attraverso una appropriazione operata dal soggetto del proprio dinamismo coscienziale. Inoltre l'approfondimento del pensiero coscienziale svela in Lonergan la presenza di elementi che concorrono a costituire una vera e propria 'filosofia' della formazione. La formazione risulta essere, nella sua peculiarità, nella sua essenza, una risignificazione costitutiva del soggetto.

