
Il 22 luglio si festeggia Santa Maria Maddalena, apostola degli apostoli. Ma nell'arte italiana, per quanto sia forse la figura più rappresentata dopo quella di Maria, la Maddalena non compare quasi mai. Viene rappresentata quando mostra il suo dolore ai piedi della croce o davanti al sepolcro e quando incontra il Risorto nel Noli me tangere; viene identificata con Maria, la sorella di Marta, e con una prostituta pentita; viene mostrata mentre gli angeli la portano in cielo, dove viene nutrita. Viene collocata perfino nel Giudizio universale. Ma ricordare che a lei, una donna, il Cristo ha affidato l'incarico di annunciare la risurrezione agli apostoli evidentemente era troppo inquietante. Ciononostante, nella sua figura e nei suoi molteplici significati si sono identificate molte donne e molti uomini di epoche, culture, ceti diversi. Questo libro propone un excursus nell’arte italiana, per provare a reincontrarla.
Percorso tra le opere d'arte che, in ogni tempo, hanno raccontato l'icona biblica del buon samaritano, icona principale anche nella Lettera enciclica di papa Francesco Fratelli tutti. Un viaggio ricco di sorprese anche per chi segue l'arte sacra, per riscoprire un'icona senza tempo.
Il giornalismo è collocato all'interno della società e in quanto tale non può non rispondere a delle leggi e norme che ne definiscono gli ambiti e le responsabilità. Da qui il forte significato civile e sociale di questa attività. Il giornale non può non avere regole di gioco la cui osservanza ne fa crescere la valenza civile ed estetica.
Anche l'apprendimento del "mestiere" di giornalista non esce da questa logica: giornalisti non si nasce né si diventa smanettando tecnologie.
Non ci sono mai state tante libertà come oggi, ma non siamo mai stati meno liberi. Vale per gli uomini, ma soprattutto per le donne, che apparentemente hanno conquistato l'emancipazione, la parità, la possibilità di scegliere cosa fare della propria vita. Eppure, se si vanno a guardare i dati e le storie, si scopre che sul lavoro sono discriminate, che fanno meno figli di quello che vorrebbero, che si sentono sole e scivolano un po' troppo facilmente nella depressione. Soprattutto, che passano la loro vita a cercare di essere quello che non sono, per rispondere alle richieste di una società consumistica, competitiva e mortificata dal mito dell'efficienza. Il libro è un segno di solidarietà nei confronti di tutte le donne e un invito alla ribellione, nel nome del diritto di essere se stesse e di seguire la propria vocazione.

