
Il volume, che segue altri lavori pubblicati con lo stesso editore dalla scuola romana di psicologia giuridica, propone una panoramica degli studi sulla devianza di tipo criminale, affrontando diversi temi: l'evoluzione storica delle risposte istituzionali, gli attuali strumenti normativi di conoscenza e intervento, le prospettive di cambiamento che lo stato dell'arte sembra sollecitare in accordo con gli sviluppi della ricerca scientifica, con le osservazioni che provengono dagli operatori del settore, con gli orientamenti affermati dalle norme sovranazionali. Il testo intende sottolineare come il coinvolgimento, la partecipazione attiva delle persone e delta comunità, la promozione della responsabilità siano gli strumenti più efficaci per prevenire e contrastare il crimine.
Questo volume si propone di elaborare e sistematizzare alcuni dei principali argomenti e problemi che riguardano il rapporto fra la psicologia giuridica e la sua matrice psicologico-sociale. Attraverso una puntuale ricostruzione degli aspetti teorici e applicativi più rilevanti che caratterizzano l'interazione fra i due ambiti, gli autori forniscono un ampio quadro di tale disciplina, delle sue premesse, dei suoi strumenti e delle prospettive che essa apre. Ne delineano inoltre identità e confini a partire dalla sua costituzione come materia accademica, evidenziandone la natura interdisciplinare. INDICE DEL VOLUME: Evoluzione teorica e nuovi modelli per lo studio della devianza e della criminalità. Attori sociali e responsabilità. Interazioni e interazionismi. La dimensione spaziale dei comportamenti sociali. Comportamenti prosociali e antisociali. Il coordinamento delle azioni sociali per il benessere individuale e collettivo.

