
C'è una cosa che accomuna Eviana, giovane baby sitter morta in un appartamento della periferia di Pordenone nel 1988, a Emmanuelle, trovata tra le fiamme di un rogo nel Canton Vallese nel 1994. Le loro morti sono l'ultimo anello della catena di manipolazione e violenza che prende forma all'interno di una setta. Tra «atti di purificazione» che sono in realtà veri e propri abusi sessuali, suicidi collettivi travestiti da rituali per imbarcarsi su astronavi extraterrestri e omicidi a sangue freddo compiuti in nome di Lucifero, le sette possono essere molto diverse, ma condividono una caratteristica fondamentale: la parola del leader è legge e giustifica ogni sacrificio. Tutto si regge sul magnetismo di questi «profeti del buio», capaci di imporre violenze indicibili, fisiche, sessuali, ma soprattutto psicologiche. Costruite per isolare gli adepti dalla loro vita precedente e asservirli alla nuova comunità, le sette sono esclusive e ristrette, spesso impenetrabili per chi non ne fa parte. In questo libro Stefano Nazzi ne descrive diciassette, guidandoci nei loro retroscena segreti. Dalla dottrina ufologica della Telsen Sao al macabro suicidio di massa della Heaven's Gate, dalle torture psicologiche con LSD della Aum Shinrikyo all'ideologia neonazista e satanista dell'Ordine dei Nove Angoli, il racconto scava nell'abisso di questi gruppi per cogliere quella combinazione letale di fascino e terrore che trasforma il culto in delitto. Un'indagine che va dritta al cuore delle sette più pericolose del mondo, dove il talento manipolatorio non conosce limiti e lascia ferite indelebili sulle vite dei sopravvissuti. Un viaggio nell'oscurità del controllo mentale, per capire come nasce una setta, come soggioga le persone fino a portarle a compiere - o subire - crimini efferati, ma anche come si può uscirne, e tornare a vivere.
"All'ennesima domanda dei giornalisti, Andrea, un ragazzo di 19 anni, si guarda intorno: 'L'abbiamo ripulita bene. Non è bella?'. Parla di Verona: 'Ce la siamo ripresa la nostra città. Fuori gli immigrati e tutti i balordi. Li abbiamo cacciati dal centro storico. E ogni tanto, quando ne incontriamo qualcuno, diamo loro una lezione. Dite la verità, non è più bella così?'. Verona, città bella, colta, elegante, ha tante anime. Una di queste anime è nera come il buio della notte." E colori scuri caratterizzano anche altre città del Nord d'Italia, che le statistiche raccontano essere la zona più ricca d'Europa ma con primati poco rassicuranti: nella classifica della crescita dei delitti tante province, dal Piemonte al Veneto, occupano i primi posti. Il 45% delle violenze in famiglia avviene proprio qui, dietro le finestre illuminate di queste zone benestanti. Stefano Nazzi entra in queste case, visita le piazze di piccoli paesi di 3000 abitanti in provincia di Vercelli, fra i torrenti Giara e Cervo e il fiume Sesia, o gira nelle vie di metropoli come Milano, per capire cosa accade. Che cosa anima violenze spesso senza risposte, come quella delle tre ragazzine che uccisero suor Minetti nel 2000 e che non hanno mai saputo rispondere alla domanda più semplice: perché? O la calma con cui Alberto Arrighi, nel febbraio 2010, dopo aver ucciso un uomo telefona al suocero dicendo: "Ti devo parlare, ho fatto una sciocchezza". Una inchiesta giornalistica su cosa nasconde l'apparente normalità.

