
"Senza il bacio di Rebecca West H.G. Wells non sarebbe scappato in Svizzera a scrivere un libro in cui tutto bruciava, senza il libro di H.G. Wells Leo Szilard non avrebbe mai avuto l’idea di una reazione nucleare a catena, senza l’idea di una reazione nucleare a catena Szilard non sarebbe mai piombato nel terrore e non avrebbe mai convinto Einstein a fare pressione su Roosevelt, senza le pressioni di Einstein su Roosevelt non ci sarebbe stato alcun Progetto Manhattan, senza il Progetto Manhattan Thomas Ferebee non sgancia nessuna bomba su Hiroshima alle 8.15 del 6 agosto 1945 a 10.000 chilometri di altezza, non ci sono bombe né su Hiroshima né su Nagasaki, 100.000, 160.000 o 200.000 persone continuano a vivere e mio padre muore. La poesia forse non produce eventi, ma un romanzo ha distrutto Hiroshima e senza Hiroshima io non esisto, queste parole si cancellano e io con esse." Restando in bilico tra i generi, Richard Flanagan intreccia vicende intime e passaggi cruciali del Novecento in una narrazione che interroga l’amore, il caso, la memoria e il destino. Domanda numero 7 è un inno alla terra che ci vede nascere e alla famiglia che ci fa crescere, è un’ipnotica fusione di sogno, storia e memoria che racconta magistralmente come le nostre vite nascano dalle storie degli altri. E da quelle che inventiamo su noi stessi.
Agosto 1943. Il medico australiano Dorrigo Evans è recluso da ormai due anni in un campo di prigionia giapponese dove, insieme a molti connazionali, viene impiegato nella costruzione della Burma Death Railway, la linea ferroviaria tra Bangkok e la Birmania che avrebbe dovuto permettere all'esercito nipponico di invadere l'India. Un'impresa sovrumana che costerà la vita a molti, e Dorrigo fa il possibile per salvare i suoi compagni da fame, malattie e dalle violenze dei secondini. A sostenerlo, il ricordo di una notte d'amore trascorsa anni prima con la giovane moglie di suo zio. Una sola notte che vale una vita. Una promessa mai pronunciata.

