
È possibile lasciarsi sorprendere, ancora oggi, da una storia vecchia di duemila anni? questa la sfida raccolta da questo libro, che esamina in tutta la sua profondità artistica e teologica un insolito classico del teatro religioso: Jesus Christ Superstar.
L'autore ricerca una nuova prospettiva sulla fede e sulla spiritualità, andando oltre le solite interpretazioni della storia di Gesù. Con nuovi spunti di riflessione sulle dimensioni letterarie e teologiche del musical, Fenaroli esplora i diversi volti di Gesù, che parlano di amore, di tradimento e di follia. Un invito a guardare con occhi nuovi alla propria fede, per confrontarsi con la storia di una verità senza tempo.
Che cosa significa dire che "Dio si è incarnato"? E in che modo questo ridefinisce il rapporto fra Dio, l'umanità e il resto della creazione? Nel 2001 il teologo danese Niels Henrik Gregersen conia l'espressione deep incarnation: il Lògos non si è fatto soltanto uomo, ma carne - la materia fragile e mortale che Gesù di Nazaret condivide con ogni creatura. Da allora, la proposta ha attraversato la teologia di lingua inglese; in Italia era rimasta pressoché inesplorata. Stefano Fenaroli la introduce qui per la prima volta in modo organico: ne segue le radici bibliche, ne riconosce gli antecedenti nei Padri greci - Ireneo, Atanasio, i Cappadoci -, la mette alla prova sulla questione più ardua (come pensare Dio presente nel mondo senza dissolverlo in esso?) e ne presenta le voci maggiori: Johnson, Edwards, Southgate, Deane-Drummond. Ne esce una cristologia capace di reggere la domanda ecologica senza moralismo e senza concessioni alla moda: se la carne del Figlio è la carne del mondo, nessuna creatura sarà dimenticata. Prefazione di Niels H. Gregersen.

