
Un capriccio, una lite per un gioco, il rifiuto di condividere, una risata improvvisa o quella testarda ostinazione davanti a un piccolo ostacolo: gesti che agli occhi degli adulti possono sembrare banali, incomprensibili o persino "difficili", ma che raccontano molto più di quanto immaginiamo. Dietro ogni comportamento, infatti, c'è un bambino che sta imparando a conoscere sé stesso, a comprendere gli altri, a gestire le emozioni, a conquistare autonomia e a costruire, passo dopo passo, le proprie competenze cognitive, emotive e sociali. Con uno sguardo insieme scientifico, concreto e vicino alla quotidianità, questo libro invita genitori, nonni, educatori e studenti a fermarsi davanti ai piccoli episodi di ogni giorno e a guardarli con occhi nuovi. Perché osservare un bambino non significa soltanto vedere ciò che fa, ma imparare a cogliere ciò che, attraverso quel comportamento, sta cercando di comunicare. Ogni capitolo parte da una situazione riconoscibile e da un comportamento tipico dell'infanzia per accompagnare il lettore alla scoperta delle importanti conquiste evolutive che vi si nascondono. Le diverse dimensioni dello sviluppo — emotiva, cognitiva, relazionale e sociale — si intrecciano così in un percorso che trasforma l'osservazione in conoscenza e la conoscenza in una relazione più consapevole.
L'eroe della storia è colui che nella città punta la lancia nella gola del drago, e nella solitudine tiene con sé il leone nel pieno delle sue forze, accettandolo come custode e genio domestico, ma senza nascondersi la sua natura di belva. Italo Calvino
Il volume affronta lo studio dello sviluppo sociale a partire da una prospettiva contestualista e costruttivista, secondo cui, al di là delle regolarità che accomunano gli individui nei processi evolutivi, ognuno segue un proprio percorso di socializzazione, differenziato in quanto risultante dall'intreccio, in ogni fase evolutiva, di variabili individuali, familiari, relazionali, culturali e contestuali, le quali si influenzano reciprocamente sulla base dei significati che ogni individuo, con la propria storia personale, vi attribuisce. I singoli capitoli si soffermano sugli specifici ambiti relazionali entro cui i bambini, dalla prima infanzia sino alla preadolescenza, costruiscono la propria competenza sociale: la relazione con l'adulto, con i fratelli, con i pari e con gli amici. Parallelamente analizzano i processi e le competenze grazie a cui i differenti percorsi, più o meno funzionali sul piano sociale, si definiscono nel tempo.
Il volume raccoglie i risultati delle ricerche condotte dalle autrici sui temi legati al significato evolutivo del comportamento solitario in relazione all'acquisizione delle competenze sociali ed emotive. Il focus viene posto non più sulle rappresentazioni degli adulti, ma sui comportamenti dei bambini osservati e valutati rispetto ai correlati sociali ed emotivi. Emerge, rispetto all'orientamento classico degli studi sull'argomento, una nuova modalità di classificare i bambini "solitari" e una correlazione positiva tra alcuni tipi di comportamento solitario e le capacità socio-relazionali ed emotive nei bambini di età prescolare. Dato che consente di affermare come lo stare soli possa avere un valore evolutivo nello sviluppo del bambino.

