
Esiste un "caso Roma"? Forse sì, ma non per i cronici guai di una capitale abituata a convivere con inefficienze e disfunzioni. Il punto è che oggi qualcosa sembra cambiare. Lo hanno notato i grandi giornali internazionali: la città che appariva caotica ha superato prove difficili, dal Giubileo 2025 alle grandi opere del PNRR, fino ai funerali di Papa Francesco e all’elezione di Leone XIV. Roma si è mostrata ordinata, logisticamente attrezzata, capace di reggere milioni di presenze e un’agenda di eventi globali. Il sindaco Roberto Gualtieri, dopo un inizio sottotono, ha saputo "connettersi" con i cittadini, giovani inclusi, grazie a uno stile comunicativo diretto e all’uso efficace dei social. La città attrae investimenti e riscopre fiducia nel proprio futuro. Ma restano criticità profonde: la burocrazia che soffoca, il nodo dei trasporti, la gestione dei rifiuti, il decoro urbano. Con precisione giornalistica, Paolo Conti racconta questa fase cruciale: luci e ombre di una rinascita possibile, tra speranze e rischi che riguardano non solo i romani, ma l’immagine stessa dell’Italia nel mondo. Prefazione di Ernesto Galli della Loggia.
«L'anno in cui l'uomo andò sulla luna e in cui i ragazzi americani si diedero convegno a Woodstock per tre giorni di 'pace e musica'. L'anno di Lavorini e Jan Palach, quello della strage di Piazza Fontana e quello in cui i Rolling Stones tuonavano contro la guerra in Vietnam con "Gimme Shelter". L'anno del "Satyricon" di Fellini e della strage di Bel Air ad opera dei seguaci di Charles Manson. Si parla sempre del 1968 come anno chiave del cambiamento. E lo è stato. Ma il 1968 è il simbolo di qualcosa iniziata nel 1967 e proseguita nel 1969, senza soste, come se si trattasse di un unico lunghissimo anno rivoluzionario. Conti mette insieme le tessere, componendo un mosaico affascinante, romantico, drammatico al tempo stesso. E lo fa con una prosa semplice e avvincente, facendoci viaggiare indietro nel tempo tra musiche, film, spettacoli, cronaca, politica e costume. Provando così anche a farci capire meglio chi siamo oggi.» (Ernesto Assante, "la Repubblica"). Il racconto di un anno straordinario in cui il mondo è cambiato: i film, i dischi, i libri, la cronaca, la politica, il calcio, i concerti, la rivolta, i sogni, la rabbia, la vita di ogni giorno.

