
Disciplina relativamente giovane, la comunicazione politica ha già al suo attivo l'archiviazione di stili comunicativi e campagne elettorali proprie del passato, quando il sistema politico e il sistema mediale presentavano tratti profondamente diversi da quelli di oggi. Questo volume si pone l'obiettivo di analizzare la comunicazione politica contemporanea, riflettendo sulle radici che affondano nel passato ma proiettandosi nettamente nel futuro. Il testo si sviluppa in tre parti che ricomprendono le dimensioni più significative della comunicazione politica oggi. La prima parte affronta il tema della costruzione del dibattito pubblico, evidenziando le difficoltà che caratterizzano i rapporti tra politica, media e cittadini. La seconda parte indaga e ricostruisce le profonde trasformazioni che hanno investito le forme della partecipazione politica, proponendo una ridefinizione del suo perimetro in termini di instabilità e inclusività. La terza parte affronta la questione della conquista del consenso nell'attuale ecosistema mediale. A conclusione di questo viaggio, risultano ben chiare le sfide presenti nello studio della comunicazione politica contemporanea e altrettanto chiari appaiono gli strumenti necessari per affrontarle.
La trasmissione di informazioni tra élite politiche, mass media e pubblico segue ormai le logiche di mercato di qualunque altro bene commerciale. La politica fa ampio ricorso a sondaggisti ed esperti, pronti a metterne in scena l'ormai permanente spettacolarizzazione. Più informato di un tempo, ma trasformato in target da sollecitare all'acquisto e bersagliato da informazioni troppo 'specializzate' e spesso parziali, quanto margine di reale partecipazione democratica resta al cittadino-consumatore di oggi?
Negli ultimi decenni l'antipolitica, ovvero il discorso di leader che si oppongono a un establishment politico tacciato di immobilismo, inettitudine e corruzione, si è diffusa in modo cosi rilevante che sembra ormai rientrare nella "normalità" della democrazia. Ciò induce a chiedersi - come fa Donatella Campus in questo volume - se l'antipolitica sia solo un efficace esercizio di demagogia o possa invece diventare un vero e proprio strumento di governo, al servizio di un progetto capace di trasformare il sistema politico. Fondamentale, da questo punto di vista, è la capacità di utilizzare i mass media, e in particolare la televisione, come tribuna da cui suscitare nei cittadini l'identificazione con una leadership forte e incisiva. Il confronto fra tre leader - de Gaulle, Reagan e Berlusconi - che, presentatisi come outsider, hanno poi ricoperto le massime cariche di governo e lasciato una traccia profonda nella vicenda politica dei rispettivi paesi, permette non solo di comprendere meglio il fenomeno dell'antipolitica, ma anche di tracciare un bilancio inedito del percorso politico di Silvio Berlusconi e della sua, vera o presunta, eccezionalità.

