
Adamo ed Eva mangiavano carne? La dieta che seguivano ne ha forse determinato la salute inalterabile, la eccezionale longevità e l'armoniosa convivenza con gli animali? È questa una questione che desta curiosità e che ha avuto un ruolo centrale nel dibattito della prima età moderna. Tra Cinquecento e Settecento, infatti, essa diventa un nodo teorico nel quale si intrecciano teologia, medicina, anatomia, diritto: i modi diversi in cui l'Europa ha cercato di capire che cosa sia un corpo, che cosa sia una norma, che cosa sia naturale. A discuterne sono filosofi, teologi, riformatori di ogni confessione, fino ai maggiori esponenti della rivoluzione scientifica. Secondo gli autori, questo dibattito non è mai davvero scomparso: è riemerso in forme diverse nei secoli, fino ad arrivare a oggi, quando il tema del rapporto tra uomo e alimentazione si lega a questioni ambientali, etiche ed esistenziali. Il libro mostra così come una domanda apparentemente marginale attraversi la storia del pensiero occidentale mettendo in crisi i confini tradizionali tra le diverse discipline.
Questo libro affronta per la prima volta la storia complessiva del "Beneficio di Cristo", unanimemente considerato il testo capitale della Riforma italiana, menzionato in moltissimi processi per eresia dal Veneto alla Sicilia e oggetto di una caccia spietata da parte del Sant'Ufficio romano, al punto che solo a metà Ottocento si scoprì l'unica copia superstite della prima edizione. Oltre a coglierne le molteplici assonanze con numerosi filoni eterodossi della cultura europea del primo Cinquecento, la ricerca contestualizza la redazione e ricezione del testo in un ampio quadro politico europeo, tra speranze di riforma della Chiesa, illusioni di pacificazione religiosa e di accordo con i protestanti, continui conflitti tra papa Paolo III Farnese e l'imperatore Carlo V. Lo studio di Firpo e Alonge affronta, sulla base di una documentazione nuova, il controverso problema di chi fu l'autore di quelle pagine e ne colloca la redazione sul crinale di eventi decisivi della storia religiosa e politica degli anni che fecero da sfondo alle prime convocazioni del concilio di Trento. Ne emergono i caratteri peculiari dell'eresia italiana, la sua originalità e le sue contraddizioni, nonché gli aspri conflitti che divisero i vertici della Chiesa su come affrontare la drammatica crisi scaturita dalla protesta di Lutero e sulle sue diramazioni anche al di qua delle Alpi.

