
Il ricorso alla storia per comprendere la complessità del tempo presente costituisce la cifra dell'impegno di ricerca di Agostino Giovagnoli, una voce significativa nel panorama culturale e civile di questi ultimi anni. Giovagnoli ha spaziato nelle sue ricerche dalla classe dirigente cattolica del secondo dopoguerra al cattolicesimo liberale ottocentesco, dalla storia della Democrazia cristiana alla vicenda complessiva della Repubblica italiana, dalla Chiesa cattolica nel mondo contemporaneo alla politica estera italiana, dal Sessantotto al sequestro Moro, fino alle relazioni tra cattolicesimo e Cina, e più ampiamente tra Italia, Europa e Cina. Nei suoi studi storia politica e storia della cultura, storia religiosa e storia delle relazioni internazionali si sono intrecciate in maniera feconda. Al centro del percorso di Giovagnoli le sfide che il mondo globale pone al sapere storico. La globalizzazione, intesa come l'ingresso del globale nel locale, costituisce, infatti, una opportunità che sollecita la ricerca storica a mettere in discussione consolidati paradigmi eurocentrici. I saggi qui raccolti ripercorrono tale itinerario di ricerca, evidenziando come nella complessità del mondo globale si ponga con forza la domanda di storia e la rilevanza del lavoro dello storico.
Tra la Conferenza di Helsinki nel 1975 e il crollo dell'Urss nel 1991, due attori transnazionali dotati di missioni universaliste, quali il comunismo e la Chiesa cattolica, si sono confrontati con la questione dei diritti umani. L'avvento di Gorba?ëv segna un passaggio fondamentale, liberando il tema dalle logiche della guerra fredda. Il suo rapporto con Sacharov appare emblematico, così come è significativo il suo dialogo con Giovanni Paolo II. Il volume mostra come i diritti umani non abbiano semplicemente sostituito le ideologie universaliste ma siano stati un terreno di conflitto e contaminazione per tutte le culture politiche e religiose in Europa, nel mondo comunista e cattolico, ma anche nella socialdemocrazia e nel cristianesimo riformato.
Il volume ripercorre la storia italiana degli ultimi trent'anni seguendone le vicende alla luce della fine della Guerra fredda e della crescente globalizzazione dell'economia. Il focus dei contributi spazia dalla dimensione europea a quella atlantica, a teatri come i Balcani e l'Africa, affrontando i principali temi del rapporto tra politica nazionale e contesto internazionale prima e dopo la caduta del Muro di Berlino. Ne emerge un quadro sfaccettato e problematico che evidenzia la difficoltà dell'Italia a intraprendere la strada di una riforma e di una ricollocazione del proprio ruolo negli scenari del mondo globale.
Alcuni tra i maggiori storici contemporaneisti italiani riflettono su temi e problematiche che hanno accompagnato la costruzione dello Stato-nazione in Italia, cercando di mettere in luce gli aspetti politici, culturali, economici, sociali, istituzionali che hanno caratterizzato questo processo storico all'interno del più ampio contesto dell'Europa dell'Ottocento. Si tratta di partire da una rilettura della vicenda risorgimentale che tenga conto della complessità e della pluralità di istanze e dinamiche, a volte anche ambigue e contraddittorie, che hanno contribuito a connotare il paese all'indomani dell'Unità. Vengono dunque analizzati il passaggio dagli Stati dinastico-territoriali allo Stato-nazione, i legami tra Risorgimento e nuova realtà nazionale, il confine tra i concetti di razza e nazione, i rapporti con la Chiesa e la religione, quelli tra Nord e Sud, e tra centro e periferia, le tensioni e i conflitti, ma anche la cultura e i saperi messi in campo al servizio del nuovo Stato.

