Nella Roma del Novecento, tra baracche e miseria, nasce Bruno Cornacchiola, uomo segnato dalla povertà, dalla ribellione e da un odio profondo verso la Chiesa. Ma il suo cammino prende una svolta inaspettata quando, alle Tre Fontane, la Vergine Maria gli appare, affidandogli messaggi di conversione, unità e speranza. Se nel 2016 la pubblicazione del Veggente squarciò la cappa di silenzio imposta dal Vaticano sull'apparizione del 1947 e svelò i segreti che la Madonna aveva comunicato al protagonista di quel prodigioso evento, "I diari del veggente" consentono ora una più ampia conoscenza dei numerosissimi messaggi soprannaturali ricevuti da Cornacchiola fino alla morte nel 2001 e delle significative annotazioni che quotidianamente egli vergava sul suo diario. Vengono così finalmente alla luce innumerevoli riferimenti alle vicende storiche della seconda metà del Novecento, spesso anticipate dalle profezie mariane ricevute dal veggente. È la testimonianza della straordinaria vicenda di un'anima tormentata, attraversata da dubbi, visioni mistiche e lotte interiori, che si trasforma in fervido cattolico e profeta dei nostri tempi. Tra persecuzioni, sogni premonitori e incontri con figure spirituali come Padre Pio e i Papi del Novecento, Bruno si trova al centro di una battaglia tra luce e oscurità, chiamato a difendere la verità in un'epoca di crisi e divisione.
L'Odissea, la storia di tutte le storie, viene raccontata in questo libro come un viaggio materiale e spirituale che descrive il cammino dell'uomo verso la sua vera Patria. I due autori del saggio, per la prima volta, ne ripercorrono le tappe tracciando un itinerario affascinante tra mito, simbolo, religione, esoterismo, storia e archeologia. Chi sono gli dei? Chi è l'uomo? Quale importanza hanno i personaggi maschili e femminili? Qual è il nostro destino? Chi si nasconde dietro il nome di Omero? La memoria e la dimenticanza, i canti e le donne, i mostri e gli abissi, l'Ade e le ombre, il ritorno del Re e la "tremenda giustizia" sono solo alcuni degli elementi eterni e universali che il Sacro Poema ripropone agli uomini d'ogni tempo e luogo. Introduzione di Cinzia Romani.
Nella letteratura d'Occidente, e in particolare in quella tedesca - da Goethe, Lessing, Novalis, Hoffmann fino a Meyrink, Rilke, Mann, Hesse, Kafka, Jünger -, si delinea uno straordinario itinerario poe¬tico, che intuisce nella scrittura lo strumento, affidato all'uomo nella moder¬nità, per realizzare un'esperienza intima e trasformare la letteratura in una possibilità di illuminazione, tanto in essa il pensiero vivente si intensifica. Nelle opere dei grandi maestri della letteratura tedesca moderna si scorgono sentieri spirituali da loro stessi costruiti, ideati, raffigurati, che conducono a nuovi stati della coscienza dell'essere, a una possibile trasmutazione: l'in¬treccio tra scrittura ed esoterismo si spinge sino all'identificazione, dove la letteratura è iniziazione.
Il mondo dello spiritismo, del millenarismo, dell'ufologia e di tanti movimenti pseudoreligiosi viene ignorato dalla ragione che lo bolla come "luogo della superstizione" ma sta conquistando porzioni sempre più ampie della società senza trovare troppi ostacoli, nemmeno da parte degli uomini di religione. In perfetto equilibrio tra l'approccio "scientifico" e la divulgazione, questo libro racchiude gli scritti apparsi su una rubrica settimanale pubblicata da "Vita Apuana", organo della Diocesi di Massa Carrara-Pontremoli, perché i suoi lettori potessero velocemente e precisamente capire cosa si intende quando si parla di esoterismo e spiritismo.
Una straordinaria immersione nell'underground religioso della tarda antichità dove eresie cristiane e giudaismo si confondono nella magia di antichi culti egizi e mediorientali.
Un'ode alla natura. Dal creato l'animo dell'uomo prende slancio per elevarsi a cose alte. Uno stupore che promana poesia. E una poesia che diventa preghiera di lode. Il canto dell'uccellino e il volo del gabbiano, la nebbia che avvolge il faro e il mandorlo fiorito: dal creato al Creatore.
Un bambino è già un uomo. Un istante prima della nascita l'angelo gli spegne con un soffio la fiammella e il bambino dimentica tutto: tutta la sua vita dovrà essere dedicata allo studio della Torah, a cercare di ricordarsi quello che aveva già imparato. Gli viene spenta la fiammella che portava sulla testa nel ventre della madre e questa viene sostituita dalla luce del mondo esterno. Nei meandri oscuri del ventre materno aveva una luce interna, questa si spegne e al suo posto viene la luce del sole, che abbaglia invece di illuminare. Per questo, continua la leggenda ebraica, il neonato piange al momento della nascita, poiché ha dimenticato tutto e dovrà dedicare tutta la sua vita a cercare di ricollegarsi faticosamente al sapere perduto. Il neonato piange poiché non sa più o, per meglio dire, non ricorda più ciò che già sapeva. Le maggiori tradizioni culturali e sociali costituiscono il patrimonio ed il fondamento della Tradizione Esoterica occidentale, il processo per pervenire alla Conoscenza è eminentemente un processo di ricollegamento a ciò che è già in noi, ossia alla Sapienza che ci proviene da Dio e che abbiamo rimosso.
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Il messaggio presente nel famoso libro di Gitta Mallasz, Dialoghi con l’angelo, è un concentrato di verità, un’autentica guida verso un Uomo migliore, un Uomo Nuovo. A volte, però, risulta piuttosto complesso se avvicinato solo con l’intelligenza. Gitta Mallasz, davanti alle molteplici domande dei lettori, scrisse quattro libri esplicativi per rendere questo messaggio più comprensibile. Piccoli dialoghi di ieri e di oggi è l’ultimo di questi libri e per molti è stata la “porta di accesso” verso una lettura più consapevole dei Dialoghi con l’angelo e uno slancio nella “messa in pratica” di ciò che Gitta ha insegnato fino alla sua morte: il dialogo con il proprio angelo.