Il Card. José Tolentino De Mendonça firma l'editoriale che ripercorre le linee fondamentali del pensiero di Pierangelo Sequeri. Il saggio di Markus Krienke mette in luce come il pensiero di Antonio Rosmini anticipi le grandi intuizioni della teologia morale postconciliare. La solitudine non è semplicemente un vuoto, ma anche il grembo per l'ospitalità della grazia. Adam Kie?tyk offre una panoramica sull'antropologia trascendentale di Richard Schaeffler. Il numero si completa con un dossier di Matteo Crimella, che offre una panoramica sugli studi in lingua italiana dedicati all'evangelista che scandisce le domeniche dell'anno liturgico.
In occasione della Giornata Mondiale dei nonni e degli anziani, voluta da Papa Francesco per il 25 luglio, padre Salvatore Farì propone una bella, breve ma intensa riflessione sul ruolo dei nonni, partendo dalle figure dei nonni di Gesù, Gioacchino e Anna, e con gli insegnamenti del Papa nel Magistero, in particolare nel Messaggio dedicato alla celebrazione della Giornata dedicata, come riferimento principale. L'autore prosegue poi trattando le tematiche della sofferenza e dell'abbandono verso le persone che sono nella parte più fragile della vita, sempre sacra, richiamando nelle pagine finali un testo poco conosciuto sull'argomento di Jorge Mario Bergoglio. Con l'augurio a ciascun lettore che possa portare ad una maggiore consapevolezza sul dono degli anziani per la società, per la famiglia e per la Chiesa, anello fondamentale di congiunzione tra le generazioni, per trasmettere ai giovani, con la loro testimonianza l'esperienza di vita e di fede.
Torna l'ormai classico volumetto che quotidianamente aiuta ad approfondire le letture della messa attraverso una breve meditazione offerta da francescani, clarisse e amici di san Francesco. In un unico volume, ad un prezzo contenuto, vengono offerti i testi necessari per tutto l'anno. Oltre alla tradizionale riflessione spirituale, per ogni giorno dell'anno viene anche riportato il testo del vangelo del giorno, per aiutare anche quanti sono impossibilitati a partecipare personalmente alla celebrazione.
Calendario da tavolo 2022. Nel 2022, facendoci accompagnare dagli incantevoli e vivacissimi disegni della clarissa sr. Chiara Amata, ci lasciamo guidare dal tema dettato dall'enciclica "Fratelli tutti" di papa Francesco, e anche dalla situazione che stiamo vivendo, nella convinzione che il male non si può vincere da soli, ma solo unendo le forze di tutti.
Il tempo drammatico in cui siamo immersi, aggravato ulteriormente dalla pandemia, ci impone di pensare al futuro partecipando alla costruzione di una realtà non ancora del tutto visibile, impiegando tutte le nostre risorse positive nel costruirla.
Dalle diverse tradizioni religiose quali insegnamenti possiamo recuperare per progettare un mondo dove la cura abbia uno spazio di senso in primo piano? Tutti assistiamo alla sfida che l'ambiente ci sta lanciando da diverso tempo e insieme ad essa alla crisi dell'umano che riguarda tutti da molto vicino: la corsa al consumo e al profitto che lascia indietro molte persone in diverse parti del pianeta, i beni essenziali che non sono alla portata di tutti, l'estrema povertà di molti e la ricchezza di pochi l'economia di mercato che mostra tutti i suol limiti, e l'elenco potrebbe continuare ancora mettendo in luce quale impegnativo compito attenda nell'immediato ogni persona. Le religioni sono in grado di dare un orientamento verso il futuro? Gli interventi degli esperti provenienti dalle diverse tradizioni religiose, sul tema del prendersi cura, sembrano orientarci in senso positivo per condurci a una presa di coscienza e ai posizione in concreto che vadano ad opporsi all'indifferenza e alla noncuranza verso tutto ciò che ci circonda.
Secondo le diverse religioni il primo elemento da cui partire é lo sguardo di cura che ciascuno rivolge a se stesso, esso non può mai prescindere dall'aver cura di ciò che ci circonda perché espressione della coscienza religiosa d'essere solo una parte del Tutto.
Conflitti con i suoceri, problemi nel vivere con soddisfazione la dimensione della sessualità, difficoltà a organizzare tempi per coccolarsi e rigenerarsi nell'amore reciproco: che fare? Imparare le basi del dialogo, della comunicazione, della gestione delle emozioni negative nei litigi, ma imparare anche a celebrare i successi e festeggiarli: come riuscirci? Con uno stile semplice, a volte ironico, con esempi tratti da situazioni reali, questo libro accompagna a inquadrare i principali motivi di crisi, affrontarli in una visione evolutiva, e suggerisce delle azioni concrete per superarli. L'autore, grazie alla sua esperienza ventennale come consulente di coppia, offre spunti e suggerimenti per uscire da situazioni di stallo o di crisi del rapporto a due, per ripartire con slancio ed entusiasmo. Contiene schede pratiche.
Tra le innumerevoli vicende e i grandi personaggi che hanno segnato la Chiesa, molti sono gli aneddoti e gli episodi legati a pietanze e ricette: dal pane di crusca mangiato dai primi eremiti del deserto al paté di aringhe preparato dai monaci dell'abbazia di Westminster, dal pasticcio di carne di Leone X fino alla bagnacauda prediletta da papa Francesco. Poiché la tavola è anche condivisione e fratellanza, ecco cinquanta ricette che hanno accompagnato in duemila anni di storia il cammino del popolo in comunione con Cristo.
Quando Samuel Favre, giornalista ateo e in cerca di scandali da portare direttamente sul giornale locale, decide di indagare sulla parrocchia di Sant'Ugo, non immagina certo di incappare in un microcosmo così variegato... e così diviso, fragile, ferito. Don Luc Le Goff, il giovane parroco, vorrebbe lavorare a un grande piano di riforma missionaria, sull'onda delle indicazioni di papa Francesco, ma nulla va come previsto: il tran tran quotidiano rischia di avere la meglio su ogni velleità di evangelizzazione. Ma proprio mentre tutto sembra dar ragione alle mediocrità intravista da Sam Favre, ecco che avviene qualcosa di inatteso. Anne Kurian, giovane narratrice francese e voce freschissima nella ricca letteratura cristiana contemporanea, ci offre un romanzo intelligente, divertente e mai cattivo, fine e profondamente spirituale. Chiunque non si riconoscerà nei parrocchiani di Sant'Ugo getti loro la prima pietra!
Racchiudere Girolamo Savonarola da Ferrara in una formula non è facile. La scomunica e la condanna come eretico non hanno infatti impedito a personaggi esemplari di ispirarsi al suo insegnamento e di considerarlo un santo. Lo si può collocare in continuità con le tante voci che, a vario titolo e in modi anche radicalmente diversi, avevano già evidenziato il bisogno di una riforma dei costumi nella Chiesa a partire da san Francesco. Qualcosa però rende peculiare l'esperienza di Savonarola. È il tema della religione civica, il fatto che abbia resto una città, la splendida Firenze, un grande laboratorio in cui, balugina qualcosa di profetico, qualcosa che, in forme diverse, sarebbe tornato a rivelarsi nella storia degli Stati nazionali europei.
La "questione Giovanna d'Arco" è tra le più complesse che la storia della Chiesa ci abbia lasciato: dichiarata eretica e strega, arsa sul rogo, è stata beatificata prima in Francia e poi da quella Chiesa che, insieme al braccio secolare, ne aveva sancito la condanna. Sbagliare è umano, la riabilitazione non è in questione. Che la ragazza di Domrémy non sia stata una strega è appurato. Ma può essere santa colei che ha posto i sigilli di Maria e di Cristo sulle armi? Può arrivare agli altari la ragazza che incitava a uccidere in guerra, che sosteneva che apparizioni angeliche l'avessero invitata a prendere il comando delle truppe? Secondo Giovanna d'Arco è Dio stesso, il Dio di Gesù crocifisso, ad armarla e a chiederle di guidare un popolo alla guerra, ma chi ha detto «Amate i vostri nemici» può imporre la spada a una piccola contadina? Ecco gli interrogativi che ci invitano a ripercorrere la storia e i patimenti della Pulzella d'Orléans; solo così potremo fare un poco di chiarezza.
Martin Lutero fu nemico della pace - lo dichiarano anche i suoi biografi più indulgenti - ma la pace che avversava era apparente e per questo veniva irrisa e smascherata. Non si trattava della pace politica: Lutero odiava la falsa unanimità religiosa. Era un credente che si interrogava sulle ragioni della fede e non accettava di limitare per quieto vivere le domande che turbavano la sua stessa psiche. Era un uomo ambizioso, disposto a metter in pericolo la propria sicurezza per proseguire la ricerca di verità fondata sullo studio della Parola. Era forte e debole, generoso e meschino, misericordioso e vendicativo, lucido e furibondo, santo e peccatore. Era un figlio di Dio, un lottatore a cui ci scopriremo uniti nell'essenziale, nonostante tutto.