"È che siamo stati educati dal benedetto neodarwinismo che tanti meriti ha (assieme a qualche demerito) a pensarci al ribasso. La nostra galassia? Periferica. La nostra stella, il sole? Anonima. Il nostro pianeta? Piccolo. Il genere Homo? Un ramoscello tra i tanti del cespuglio della vita. La nostra specie, Sapiens? Una fogliolina tra le tante di quel ramoscello di quel cespuglio. Sapiens? Un vivente la cui mente non è che una variazione della mente degli animali. E via e via sempre sminuendo, cosicché si è portati a chiederci come sia possibile che questo modello per così dire di acclarata mediocrità possa risultare ineguagliato nell'universo mondo. Poi succede che passa il tempo, i decenni, che sempre più mostruosi telescopi scrutano lo spazio in ogni anfratto, che le missioni di sonde su questo e quel pianeta ci sommergono di informazioni. Ma di vita, zero. Di artificiosità che provi l'esistenza di un'intelligenza che plasma la natura meglio non parlare neppure". È ancora possibile, in un contesto culturale tanto condizionato, parlare di Dio e caso, di Big Bang e creazione, di scienza e fede, della ratzingeriana "ragionevolezza di Dio" e della visione di Monod compresa tra "caso e necessità" senza essere pregiudizialmente presi a pesci in faccia perché anche a Dio, alla creazione, alla fede, alla ragionevolezza ratzingeriana concediamo una chance, una probabilità, una quotazione nelle scommesse su ciò che neppure la scienza potrà mai arrivare a sapere? Questo piccolo libro parte dalla convinzione che sia prima ancora che possibile necessario non solo concedere ma valutare quelle chance, quelle probabilità, quelle quotazioni nelle scommesse che ciascuno di noi può sempre fare o pensare di fare su Dio, la vita e il destino umano.
Un saggio sul tema della cooperazione, affrontato sotto molteplici punti di vista. L'autore tratta l'argomento suddividendo la pubblicazione in tre parti: le radici, le forme, le trappole della cooperazione. La prima parte è dedicata alle origini evolutive, psicologiche e culturali dei meccanismi che rendono possibile l'azione cooperativa. Nella seconda, attraverso l'applicazione della teoria dei giochi, viene documentato come differenti comportamenti sociali possano ostacolare o facilitare risultati cooperativi. Nella terza, grazie anche all'uso di esempi pratici, sono definite quelle "trappole", cioè quegli atteggiamenti individualistici, che fanno parte della vita di tutti i giorni e che possono essere di ostacolo alla cooperazione fra persone. Ne esce una "sfida colossale", da affrontare superando ostacoli a volte enormi ma che, se vinta, può portare grandi vantaggi a beneficio dell'intera comunità.
Il libro di Miryam Choi, dedicato a Maria, Madre di Gesù Cristo, rappresenta un unicum nella vasta letteratura sulla figura di Edith Stein, affrontando questioni che sembrerebbero secondarie, ma che, al contrario, mostrano di essere al cuore degli interessi della pensatrice tedesca, come accade per la descrizione dell'esperienza mistica sulla quale si sofferma l'Autrice. Da notare è il peculiare approccio che caratterizza il libro: si "sente" che tutto ciò che è detto è frutto di una profonda condivisione che si può attribuire ad una vicinanza "affettiva" con la Stein, ma non esclude il rigore dell'indagine intellettuale. I lettori e le lettrici, sia che conoscano il pensiero della Stein sia che si avvicinino ad esso per la prima volta, saranno senz'altro attratti da ciò che l'Autrice espone in questo suo scritto; esso muove da una piccola parola, fiat, per allargarsi a questioni fondamentali nel campo della filosofia e della teologia. Prefazione di Angela Ales Bello.
Messaggio del Santo Padre Papa Francesco per la Quaresima 2022
Questo libro è un contributo importante a una delle aree più impegnative della salute mentale: l'abuso di sostanze. Si concentra sulle esperienze psicopatologiche a esso associate: sia le conseguenze dell'abuso di sostanze che le vulnerabilità esistenziali che lo portano, anche se una distinzione così netta è raramente possibile. Il lavoro apporta una prospettiva innovativa alla questione, in quanto attinge a due campi scientifici la cui associazione non è stata ancora pienamente esplorata: la psicopatologia fenomenologica e gli studi sull'abuso di sostanze. L'associazione di queste due prospettive potrebbe costruire una maggiore comprensione di questo importante argomento ed essere di aiuto pratico per una vasta gamma di professionisti nella loro pratica clinica. La struttura del libro si ispira a questa prospettiva generale. La sua divisione in tre parti ha lo scopo di introdurre il lettore, in modo graduale, alle complessità del tema, sulla base degli ultimi progressi della letteratura specifica. L'obiettivo generale di quest'opera è quindi quello di offrire uno strumento utile ai clinici della salute mentale, agli psichiatri, agli psicologi, agli infermieri, agli studenti universitari di queste discipline e a tutti gli operatori dell'abuso di sostanze.
Due dei termini più usati in medicina sono placebo ed effetto placebo, anche se non è sempre chiaro cosa significhino esattamente. I recenti progressi della ricerca biomedica hanno permesso di chiarire meglio l'effetto placebo. Ora sappiamo che si tratta di un fenomeno psicobiologico attivo che ha luogo nel cervello del paziente e che è capace di influenzare sia il corso di una malattia che la risposta a una terapia. Una nuova edizione significativamente aggiornata e ampliata di un libro sui placebo di grande successo e acclamato dalla critica. Incorpora ampio materiale dal testo complementare dell'autore, Il cervello del paziente. Ogni capitolo contiene un riassunto e punti chiave di apprendimento, inclusi suggerimenti per ulteriori discussioni, che rendono il libro molto utile per l'insegnamento. Evidenzia come ci siano molti effetti placebo e li rivede criticamente in diverse condizioni mediche, come i disturbi neurologici e psichiatrici, le malattie cardiovascolari e respiratorie, le risposte immunitarie e ormonali, così come nell'oncologia, nella chirurgia, nella medicina sportiva e nell'agopuntura. Inoltre, esamina il contesto psicosociale, considerato cruciale per l'effetto placebo.
Il volume prende spunto da due seminari di studi svoltisi uno presso il Dipartimento di Scienze giuridiche e politiche dell'Università degli Studi Guglielmo Marconi di Roma, uno in forma di webinar nel 2020, di cui raccoglie gli atti. L'approccio prescelto è stato quello multidisciplinare, con il coinvolgimento di studiosi di vari settori scientifici sia dell'area giuridica che di quella economica, appartenenti a diversi Atenei italiani e stranieri. Il filo conduttore di entrambi i momenti di studio è stato quello della tutela dell'ambiente in una chiave che tende a esaltare questo valore fondamentale e il bisogno di preservarlo in armonia con l'uomo in tempo di pandemia. Lo studio della tutela dell'ambiente, inoltre, è fondamentale per evitare differenziazioni di condizioni di vita e diseguaglianze. Condotta in termini diversi dall'esclusiva efficacia e efficienza delle misure messe in campo, l'indagine rappresenta un primo momento di riflessione e di approfondimento della tematica prescelta. Pienamente consapevoli che si tratta solo di un punto di partenza di un ragionamento più che mai attuale, intriso di questioni dagli esiti incerti, coloro che hanno partecipato alla realizzazione di questa collettanea hanno tentato di ragionare in modo critico e senza preconcetti sulle ricadute pratiche delle questioni teoriche affrontate. La convergenza di tutti i contributi sulla necessità di tutelare le risorse naturali e il territorio, come elemento vitale della comunità, emersa in quella sede e dal dibattito che ne è scaturito dopo ha dato vita a una rete di rapporti scientifici ed ha rinsaldato il proposito comune di continuare ad analizzare le complesse questioni poste.
"I laici sono protagonisti della Chiesa. Oggi c'è bisogno di allargare gli spazi di una presenza femminile più incisiva nella Chiesa, e di una presenza laica, si intende, ma sottolineando l’aspetto femminile, perché in genere le donne vengono messe da parte. Dobbiamo promuovere l'integrazione delle donne nei luoghi in cui si prendono le decisioni importanti" (Francesco, Angelus, 11 ottobre 2020).
Papa Francesco non si stanca di invitarci ad "attivare processi" per promuovere il contributo della donna all’interno della Chiesa: anche questo nuovo importante volume, "De potestate regiminis I ruolo della donna nella Chiesa oggi", offre un valido contributo all’intento di formare persone competenti in materia, protagoniste dei cambiamenti che sono necessari, e di "costruire - cosi come invita la Costituzione apostolica Veritatis gaudium al n. 3 del Proemio - leadership che indicano strade". Il volume presenta una serie di contributi che analizzano la consistenza di espressioni comuni quali "collaborazione", "responsabilità", "servizio" "partecipazione" "condivisione”; altri che ricostruiscono la recente storia del diritto canonico su questo tema; studi - inoltre - che considerano la presenza della donna all’interno degli uffici ecclesiastici, nei tribunali, come difensore del vincolo e come giudice, e anche una presentazione della visione giuridica su questa questione nel pensiero di Javier Hervada e del salesiano Pier Giorgio Marcuzzi, compianto e stimato docente nella nostra Università. La lettura attenta di questo volume offre dunque agli addetti ai lavori un quadro aggiornato e ben delineato degli elementi in gioco e dello loro implicanze, dando la possibilità anche ai meno esperti di approfondire fruttuosamente l'argomento. (dalla Prefazione di Prof. Mauro Mantovani, SDB, Rettore Magnifico - Università Pontificia Salesiana).
COSTITUZIONE APOSTOLICA
PASCITE GREGEM DEI
CON CUI VIENE RIFORMATO IL LIBRO VI DEL CODICE DI DIRITTO CANONICO LE SANZIONI PENALI NELLA CHIESA
Il volume contiene il testo revisionato del Libro VI del Codice di Diritto Canonico così come è stato ordinato e rivisto dalla Costituzione Apostolica Pascite gregem Dei del Sommo Pontefice Francesco.
Il nuovo sistema penale per tutta la comunità cattolica del mondo, è entrato in vigore l'8 dicembre 2021. Si tratta di una riforma radicale rispetto alla normativa del genere varata nel 1983, riforma che vuole ripulire e prevenire con estrema decisione gli “schizzi di fango” che spesso hanno coperto il corpo ecclesiale negli ultimi tempi. La stesura del nuovo assetto penale ha richiesto un'operazione molto complessa durata più di dieci anni, affidata al Pontificio Consiglio per i testi legislativi che si è servito di alcuni esperti in materia. In questo periodo di tempo e soprattutto dal 2016 a oggi, precisa una nota della Santa Sede “sono intervenuti numerosi provvedimenti normativi di vario genere, volti a una più sicura e incisiva protezione penale dei maggiori beni della Chiesa: la fede, la santità dei sacramenti, la vita delle persone più deboli che hanno limitati mezzi di protezione: minori e adulti con un abituale uso imperfetto della ragione”. Le modifiche introdotte riguardano per lo più aspetti di procedura, volti a chiarire e facilitare il corretto svolgimento dell'agire penale della Chiesa per l'amministrazione della giustizia.
(Fonte Agentsir.it Papa Francesco: modificate le “Norme sui delitti riservati della Congregazione per la Dottrina della Fede” 7 Dicembre 2021)
Durante il Concilio Vaticano II, i padri conciliari, nell’atto di interessarsi alla formazione sacerdotale, hanno espresso la consapevolezza "che l'auspicato rinnovamento di tutta la Chiesa dipende in gran parte dal ministero sacerdotale animato dallo spirito di Cristo" (Optatam Totius, Proemio). Pertanto, la riflessione teologica, come servizio alla comprensione del sacerdozio, in un tempo in cui il cristianesimo sembra vivere una notevole crisi, assume una certa rilevanza. Tale consapevolezza sta al cuore di questo nostro lavoro. Occorre domandarsi seriamente se si possa andare oltre ai due riduzionismi teologici che spesso hanno condotto ad una comprensione ridotta del sacerdozio ministeriale; ovverosia quello cristomonista e quello ecclesiominista. Partendo dallo studio dei testi di J. Ratzinger e di E. Schillebeeckx queste pagine vogliono provare a formulare una risposta che possa tenere conto di entrambe le scuole di pensiero. Tale strada e stata percorsa assumendo le poco praticate prospettive escatologica e quella biblica di "testimonianza" offerta dagli Atti degli Apostoli (1,7).
Giuseppe Fazio (Cosenza, 1992), nel 2010 ha conseguito la maturità classica presso il Seminario Minore della Diocesi di San Marco Argentano. Dal 2010 al 2020 è stato alunno dell’Almo Collegio Capranica e della Pontificia Università Gregoriana dove ha conseguito i baccellierati in filosofia (2012) e teologia (2015), la licenza (2017) e il dottorato (2021) in teologia dogmatica. Nel 2018 è stato ordinato presbitero.
Attualmente è docente incaricato di teologia sacramentaria presso I’Istituto Teologico Calabro e di Cristologia e trinitaria presso la scuola diocesana di formazione per laici. Ha pubblicato Il sacerdozio in J. Ratzinger: un'identita in relazione, in Rivista di Teologia dell'evangelizzazione, 47 (2020), 157 -1706.
L'ottica del libro è strettamente evangelica, e il dato di quelle fonti resta essenziale e normativo, anche se le parole e i silenzi di quei testi aprono alla possibilità di una lettura più profonda. Nel racconto evangelico del cosiddetto tradimento c'è spazio anche per la scoperta di aspetti che non possono essere trascurati, neppure riguardo al caso di Giuda, che non è solo l'archetipo e il modello dell'errata condotta tout court. A suo modo, doveva volere ancora bene a Gesù, se ne piange la sorte e si tormenta al punto da togliersi la vita. È questa la domanda che - senza voler sottrarre la figura di Giuda al suo mistero - soggiace a ogni passo del libro e ne costituisce il filo conduttore.
Il titolo del libro è pieno di significati e promesse nascoste. Così come i titoli delle tre parti in cui è divisa l'opera: Il velo rimosso, L'Agape Trinitaria e l'invidia della triade demoniaca, L'ira dell'Agape ferita. Questi e gli altri titoli che troviamo nel libro ci introducono nel dramma divino-umano, nel dramma della salvezza. Tra i protagonisti del dramma ci sono due donne: da un lato la donna celeste, la donna-Chiesa, e dall'altro «Babilonia la grande, la madre delle prostitute e degli abomini della terra» (Ap 17,5). Non è però la donna prostituta a costituire il nucleo del male che si oppone all'Agnello. Questo ruolo spetta al drago, il serpente antico, il Satana, e alle sue bestie scudiere. Il concetto del dramma ci fa ricordare la grande opera di Hans Urs von Balthasar, soprattutto la seconda parte della sua trilogia, cioè la TeoDrammatica. Potremmo dire che il libro di Enrichetta Cesarale è balthasariano. L'autrice con grande passione attraversa l'Apocalisse, dimostrando Dio coinvolto direttamente nel dramma umano, ma non nel senso delle mitologie classiche, dove gli dèi sono implicati nei cicli del cosmo e nelle sentenze del destino cieco. Il dramma biblico, il dramma apocalittico, si svolge tra le libertà: la libertà infinita di Dio e la libertà finita dell'uomo. In questo intreccio delle libertà, Dio si impegna realmente nella storia umana nel mondo, senza però ridursi a essa. Egli è veramente presente nella storia e, nello stesso tempo, rimane il Signore trascendente e onnipotente, assolutamente altro da tutto il creato (dall'Introduzione di Dariusz Kowalczyk).